Nel pianeta della fantasia

Di Giorgio Diamanti

INTRODUZIONE

Tra i compiti che il Distretto Scolastico è chiamato a svolgere c'è quello di favorire e stimolare le attività finalizzate all'aggiornamento degli insegnanti, alla sperimentazione, al potenziamento della crescita culturale sul territorio. In questo ambito si inserisce l'iniziativa di animazione di cui il Distretto Scolastico si è fatto carico e che ha interessato per l'intero arco dell'anno scolastico 1982/83 la Scuola Elementare.

Tale iniziativa aveva come obiettivo, quello di stimolare lo sviluppo della creatività e della fantasia attraverso tutte quelle forme espressive che, in una scuola orientata alla formazione integrale della personalità, dovrebbero trovare una collocazione precisa: il racconto, la fiaba, il fumetto, la filastrocca, la drammatizzazione, il mimo, il disegno, etc.

La realizzazione del progetto prevedeva delle tappe ben precise, in modo da permettere un'adeguata sensibilizzazione in seno al corpo docente, una messa a punto del metodo, delle tecniche specifiche, degli obiettivi che si intendeva perseguire. In concreto ciò ha comportato una prima serie di incontri con tutti i docenti del Distretto nei rispettivi Circoli didattici, per presentare l'iniziativa.

Successivamente è stata realizzata un'altra serie di incontri con gli insegnanti che avevano dato la loro adesione. E' il momento di affrontare più da vicino il problema: vengono fornite delle indicazioni metodologiche e messi a disposizione i mezzi per operare direttamente sul campo. Anche le classi sono state adeguatamente sensibilizzate e preparate prima che fossero coinvolte nella fase creativa vera e propria.

Il presente lavoro non fa altro che ripercorrere le tappe di questa esperienza, che ha riscosso un notevole successo, se si considera il numero abbastanza elevato di classi che vi hanno partecipato.

Vi presentiamo il progetto nella sua interezza.

La grammatica della fantasia di Gianni Rodari

Gianni Rodari ha molto insistito perché i bambini fossero non solo fruitori, ma anche produttori di cultura. I suoi frequenti incontri con i ragazzi di tutta Italia avevano lo scopo di stimolare la loro creatività e di renderli partecipi delle sue stesse creazioni.

Rodari non era geloso dei suoi trucchi del mestiere. Ci ha lasciato un libro "LA GRAMMATICA DELLA FANTASIA - Introduzione all'arte di inventare storie" nel quale mette in tavola le carte del suo gioco. Ci da, in altre parole, la chiave che ci permette di scoprire la genesi di molte sue creazioni fantastiche.

Lo scopo della Grammatica non è però quello di mostrare in modo compiacente i meccanismi del suo lavoro, quanto quello di servire da stimolo per genitori ed insegnati che dovrebbero, a loro volta, fabbricarsi insieme ad i bambini le proprie storie. Io spero che il libretto possa essere utile a chi crede nella necessità che l'immaginazione abbia il suo posto nell'educazione; a chi ha fiducia nella creatività infantile; a chi sa quale valore di liberazione possa avere la parola.

E' questo il motivo per cui, nel nostro lavoro di animazione, abbiamo tenuto presenti le sollecitazioni che ci venivano da Rodari attraverso la Grammatica della Fantasia e i suoi libri di storie e filastrocche che ne sono, in qualche modo, il prodotto.

Una copia della Grammatica è stata consegnata ad ogni insegnante che aveva dato la sua adesione all'iniziativa, nel corso di un incontro, durante il quale ne venivano presentati i contenuti.

Successivamente sono stati distribuiti alle classi tre libri di Rodari, "Favole al telefono", "Il libro degli errori", "Filastrocche in cielo e in terra" per far conoscere lo scrittore agli alunni e affinché servissero da stimolo per la fase creativa.

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Se il nostro obiettivo immediato è stato quello di fornire ai bambini degli stimoli per mettere in moto la loro fantasia, l'obiettivo più vasto, più a lungo termine, è di far loro acquisire un modo libero di operare.

Hanno appreso che le fiabe non sono intoccabili, non sono dogmi immutabili. Si può giocare con esse, smontarle, ribaltarle, ricrearle, E' un primo passo per condurre il bambino ad assumere un atteggiamento creativo di fronte alla molteplicità dei messaggi che da ogni parte minacciano la sua libertà di espressione. Spetta all'insegnante guidare i propri alunni verso questo obiettivo, impostando la sua azione educativa in modo tale che il bambino si senta coinvolto in prima persona nel suo processo formativo.

Il binomio fantastico

Gran parte della Grammatica, per qui capitoli indirizzati in special modo a fornire degli stimoli alla creazione di storie, si struttura a partire da una intuizione di fondo: IL BINOMIO FANTASTICO.

"La parola singola (gettata li a caso, con la sua forza evocativa di immagini, ricordi, fantasie, personaggi, avvenimenti del passato, ) agisce solo quando ne incontra una seconda che la provoca, la costringe ad uscire dai binari dell'abitudine, a scoprirsi nuove capacità di significato . Una storia può nascere solo da un binomio fantastico."

Per essere tale "occorre una certa distanza tra le due parole, occorre che l'una sia sufficientemente estranea all'altra e il loro accostamento discretamente insolito, perché l'immaginazione sia costretta a mettersi in moto per istituire tra di loro una parentela, per costruire un insieme fantastico in cui i due elementi estranei possono convivere."

Il modo migliore per fare un binomio è pertanto quello di affidarsi al caso. L'accostamento potrà risultare in molti casi poco fecondo, ma non mancheranno sicuramente gli incontri ben riusciti.

A volte, una reazione allegra durante l'operazione di "aggancio" potrebbe significare: Ecco ci siamo questo è quello giusto.

Il binomio fantastico, così come è stato descritto, non esaurisce però il contenuto dell'intuizione di Rodari, che è molto più vasta ed articolata. Più propriamente si dovrebbe parlare di due "poli", in grado di generare una storia nel momento in cui il loro accostamento smuove l'immaginazione e la creatività.

Oltre che da due parole qualsiasi accostate in modo insolito, i poli potrebbero essere costituiti da un soggetto e da un predicato: è il caso dell'ipotesi fantastica: "Che cosa succederebbe (ad esempio) se la Sicilia perdesse i bottoni . "; "Se un coccodrillo bussasse alla vostra porta per chiedervi un po' di rosmarino ."

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Immaginazione e creatività

Rodari, nella "Grammatica della Fantasia" si rivolge a tutti coloro che "credono nella necessità che l'immaginazione abbia il suo posto nell'educazione, a chi ha fiducia nella creatività infantile".

Dietro le tecniche descritte, vi è quindi un filo conduttore che le orienta e le giustifica, costituito precisamente da questa convinzione fondamentale: l'importanza dello sviluppo della creatività e della fantasia per la formazione del bambino.

E' una condizione che viene riaffermata esplicitamente in numerosi passi significativi, che costituiscono come gli anelli di congiunzione e danno una fisionomia unitaria al testo.

Nell'ultimo capitolo, infine, la catena si chiude: lo scrittore presenta una scuola dove immaginazione e creatività hanno il loro giusto diritto di cittadinanza, alla pari con tutti gli altri aspetti della formazione.

Il termine "creatività" è ormai entrato di prepotenza nella scuola: non c'è programmazione che non gli dedichi una parte di rilievo nelle premesse teoriche che precedono gli obiettivi da realizzare. Insomma ha per i più una valenza positiva, anche se molto spesso viene intesa in senso riduttivo: si parla cioè di creatività solo nell'ambito delle attività espressive dove invece si dovrebbe parlare più esattamente di fantasia o immaginazione.

Ma questi due termini hanno sulle spalle un pregiudizio che difficilmente riescono a scrollarsi di dosso: vengono intesi come sinonimi di fantasticheria o evasione dalla realtà, e come tali soggetti ad ostracismo dalla scuola.

I nuovi programmi della scuola elementare come una capacità da potenziare accanto al senso critico, alla riflessione, alla autonomia di giudizio, etc.

Si soffermano poi sulla particolare attenzione che merita lo sviluppo della creatività, intesa nel senso ampio di produzione autonoma "di ipotesi, di intuizioni profonde, di esigenze di verifica, nell'ambito delle conoscenze acquisite e delle conoscenze in via di elaborazione nei processi di ricerca."

Promuovere la capacità creativa equivale, in ultima analisi, a promuovere nel fanciullo la consapevolezza del suo modo di essere."

E' il fanciullo che viene stimolato ad impossessarsi del patrimonio culturale che gli viene offerto attraverso linguaggi e codici diversi, ad interpretarlo e a rielaborarlo nella prospettiva di apportare un contributo personale e creativo.

L'immaginazione, o la fantasia che è la stessa cosa, contribuisce in modo notevole a disinibire la mente, a farla uscire dagli schemi precostituiti, appianando la strada alla creatività nel senso sopra descritto.

"La mente è una sola. La sua creatività va coltivata in tutte le direzioni." Le fiabe (ascoltate o inventate) non sono "tutto" quello che serve al bambino.

Il libero uso di tutte le possibilità della lingua non rappresenta che una delle direzioni in cui egli può espandersi.

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L'immaginazione del bambino, stimolata a inventare parole, applicherà i suoi strumenti su tutti i tratti dell'esperienza che sfideranno il suo intervento creativo. Le fiabe servono alla matematica come la matematica serve alle fiabe. Servono alla fantasia, alla musica, all'utopia, all'impegno politico: insomma all'uomo intero e non solo al fantasticatore.

Servono proprio perché in apparenza non servono a niente: come la fantasia e la musica, come il teatro e lo sport (se non diventano un affare .)

"Occorre una grande fantasia, una forte immaginazione per essere un grande scienziato, per immaginare cose che non esistono ancora, per immaginare un mondo migliore di quello in cui viviamo e mettersi a lavorare per costruirlo ".

L'immaginazione non è un "ozioso divertimento" della nostra mente o "un'attività campata in aria"; al contrario ha una sua funzione "vitale ed insostituibile", così scrive Vygotskij in "Immaginazione e creatività nell'età infantile". L'autore, nello stesso libretto, evidenzia lo stretto rapporto che esiste tra immaginazione (che sta alla base della creatività) e la realtà stessa

Ogni costruzione della nostra mente è possibile solo a partire dalla nostra esperienza passata e quanto più questa è stata ricca di stimoli, tanto più feconda sarà la nostra capacità presente di immaginare. Il cerchio si chiude quando, sulla base di questi stimoli forniti dalla realtà, siamo capaci di creare qualcosa di nuovo, che si concretizza in una produzione, sia essa di carattere letterario o artistico, come pure di carattere tecnico o scientifico.

Da qui l'importanza di fornire al bambino, fin dalla più tenera età, stimoli di diversa natura, per arricchire di elementi la sua esperienza e offrirgli, in tal modo, maggiori possibilità di crescita.

La Grammatica della fantasia, nell'intenzione di Rodari, non è altro che "una proposta da mettere accanto a tutte le altre che tendono ad arricchire di stimoli l'ambiente (casa o scuola non importa) in cui il bambino cresce".