Maria Luisa Bigiaretti, insegnante di Roma che ha personalmente conosciuto Rodari e che con la sua classe ha collaborato al libro "La torta in cielo", parla di Gianni Rodari.


Gianni Rodari l'ho incontrato diverse volte durante i convegni annuali del movimento di "cooperazione educativa", ma ci scambiavamo soltanto dei semplici saluti; l'ho conosciuto meglio quando un giorno lui è venuto nella mia classe. Io insegnavo alla scuola Collodi, alla borgata del Trullo di Roma, e non posso dimenticare Rodari appoggiato alla porta col suo sorrisetto arguto, divertito perché io rimasi stupita nel vederlo proprio lì in classe mia. Lui era venuto perché stava cercando una scuola elementare da far frequentare alla figlia Paola.

Abbiamo subito cominciato a parlare e io l'ho presentato ai bambini, anche loro stupiti di vedere un vero scrittore. Loro conoscevano le filastrocche di Rodari (era già uscito il libro "Filastrocche in cielo e in terra") e io gli avevo letto "Le avventure di Cipollino", forse il suo libro più bello.
I bambini presero subito confidenza ed iniziarono a fargli vedere i loro lavori; Rodari s'interessava di tutto, sfogliava i loro quaderni, leggeva, faceva domande e se gli chiedevano qualcosa lui non rispondeva direttamente ma metteva in condizione i bambini di rispondere, questa era un'arte!

Il bello era che i bambini si devertivano moltissimo, ogni sua risposta era o una barzelletta o una filastrocca inventata lì per lì. In realtà non si trattava di un dialogo ma di un vero e proprio gioco linguistico.
Quando se ne andò mi chiese il permesso di tornare per venire a "provare" le sue storie perché diceva che uno scrittore non era in grado di sapere se funzionavano o meno. Tornò prestissimo dicendo che voleva inventare una storia insieme ai bambini ambientata proprio alla borgata, una storia un po' fantastica che doveva parlare di uno scienziato che voleva fabbricare una bomba per distruggere la terra ma sbagliando la formula riusciva sol a fare una torta. I due protagonisti hanno proprio il nome di due bambini della classe (Paolo e Rita) e poi altri personaggi della borgata e quando iniziò a leggere io capii come si dovevano leggere le storie ai bambini, lui non leggeva ma recitava.

Era un attore bravissimo: cambiava la voce ai personaggi, faceva i rumori d'atmosfera e poi le pause …. lasciava i bambini letteralmente in tensione. Alla fine di ogni capitolo lui chiedeva il parere ai bambini e di quello teneva conto, cercando di entrare in sintonia con loro. Ricordo benissimo il momento di descrizione della torta perché lui disse "Che ci mettiamo sopra questa torta" e i bambini non finivano più di dire gli ingredienti e tutti sono stati scritti nel libro. Un giorno Rodari arrivò a scuola nostra euforico dicendo che l'editore (Einaudi) gli aveva proposto di pubblicare la storia illustrata dai disegni dei bambini. Purtroppo poi non fu così e il libro fu illustrato da Munari.

E questa è la storia di questo libro e del fantastico incontro con Rodari, un maestro che riusciva a provocare le capacità creative dei bambini, io lo chiamavo "effetto rodari". Rodari diceva che si poteva insegnare tutto ai bambini ma facendoli ridere … e non certo raccontandogli le barzellette ma organizzando l'intero processo di apprendimento.

avanti