... continua l'intervista a Maria Luisa Bigiaretti


Tutto quello che è Rodari si può leggere nella "Grammatica delle idee" che forse è l'unico libro scritto non per i bambini ma per gli adulti. Lui aveva qualcosa dentro di fanciullesco coltivando con la lettura questa sua straordinaria capacità.

Ricordo un altro episodio legato a Rodari e fu quando arrivò una troupe della Rai che doveva riprenderlo mentre leggeva una storia ai bambini; l'idea era quella che lui dovesse leggere la storia e il finale lo inventassero i bambini. Le riprese ci furono nel pomeriggio e ricordo che Rodari intrattenne i bambini per circa otto ore.

La creatività si può trovare in ogni materia: c'è anche in matematica, nelle scienze…; non so chi ha detto che se non ci fossero stati i creativi staremmo ancora nelle caverne. La creatività investe tutti gli aspetti della conoscenza, delle scoperte. E questo che Rodari intendeva quando diceva la creatività si può imparare, si può insegnare. E' il messaggio che deve essere trasmesso dagli insegnanti, che vale sia per la lingua, che per la matematica per le scienze.

Rodari era veramente un educatore, provocava le capacità inventive, l'originalità, le invenzioni dei vocaboli dei bambini, è un mondo enorme. Quando un bambino gli faceva una domanda lui cercava di metterlo nella condizione di darsi la risposta da solo e questa è la cosa che ho sempre cercato di imparare. Il bambino deve essere educato a pensare. Deve saper studiare. Ricordo che per far imparare le formule delle figure io davo in mano ai bambini le forme di cartone e poi gli dicevo trovate un modo per trovare l'area del trapezio: rigirate, tagliate, incollate. Era un lavoro alla Rodari.
Mi ricordo una bambina, che poi è diventata insegnante di matematica alla scuola media, trovò proprio una formula che andava bene per tutti i trapezi, ma complicatissima. Però lei a forza di tagliare, incollare, e così via, trovò la sua strada con una gratificazione enorme. Un conto è dire "questa è la formula e applicatela in un problema", ma che gusto c'è; un bambino intelligente si annoia. Invece trovarla da soli è importante. Non ci si può limitare al nozionismo. Rodari era una persona unica, quando è morto Calvino scrisse "Rodari è morto e il mondo si è impoverito".

Era proprio un maestro nato, come Mario Lodi e Don Milani. Se il maestro sa "contagiare", i bambini sanno essere buoni lettori e non è vero che non leggono più perché c'è la televisione.

Lui era un provocatore e quasi tutte le cose creative io le ho imparate da lui.
Tante volte mi chiedono ma tu come fai a fare le rime, perché io faccio le rime così, con facilità. Mi è piaciuto molto come faceva lui e ho cercato di farlo anche io e alla fine uno diventa talmente esperto che parla ai bambini in rima. Io parlavo ai bambini in rima e li facevo divertire da morire. Ci sono delle insegnanti che dicono che la scuola una cosa seria e non va confusa con lo studio. Mentre Rodari diceva che i bambini imparano giocando, ridendo, divertendosi. Lui aveva scritto "12 modi per far odiare la lettura ai bambini", io ho fatto lo stesso scrivendo "12 modi per far odiare la matematica ai bambini".

Ricordo un giorno ero andata in una scuola e quando sono andata via mentre un bambino mi disse "beata Maria Luisa che te ne vai a casa", "ma come - gli dissi - stai in una scuola così bella", "no - mi rispose - questa scuola è troppo sofisticata, perché viene la mastra delle scienze e dice tirate fuori il quadernone di scienze, poi quella di religione e tirate fuori il quadernone di religione". E' vero, hanno 100.000 quadernoni, fotocopie, le schede di scienze dove devono mettere le crocette. Aveva ragione quel bambino, è una cosa monotona, terribile, un monte di compiti.