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Banca dati di Immagini per la Didattica
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Cos'è DIA

La qualità del trattamento documentario delle informazioni relative alle immagini

Grazie alle esperienze e alle ricerche che l’Indire ha svolto per più di venticinque anni nel campo della documentazione avanzata, la progettazione e la realizzazione della banca dati DIA si sono caratterizzate, innanzitutto, per il seguente obiettivo perseguito: un trattamento documentario delle informazioni relative alle immagini con alto livello di specificità ed esaustività, al fine di consentire agli utenti una ricerca la più efficace possibile.
L’analisi documentaria e l’indicizzazione delle fotografie presenti nella banca dati - operazione condotta sugli aspetti informativi e di contenuto delle immagini - vengono a realizzarsi, da un lato, utilizzando descrittori (termini chiave) codificati e contenuti in uno specifico thesaurus (elenco controllato di termini scelti per l’indicizzazione), denominato "Iride-Imma" e appositamente messo a punto dall’Indire nel 2000; dall’altro, ricorrendo a specifici identificatori di nome, di tempo, di luogo.
Questo avanzato trattamento documentario delle informazioni consente un reperimento preciso di ciò che interessa all’utente: basti pensare alla produttiva possibilità di "incrociare" i descrittori con gli identificatori di luogo e data (ad esempio, nel caso di una ricerca finalizzata ad ottenere immagini di "alunni" (descrittore) della "Francia" (luogo) degli "anni cinquanta" (data), e così via.
Le considerazioni fin qui esposte sono tanto più pertinenti se si valutano i percorsi comunemente utilizzati per ricercare immagini su Internet, che portano spesso a risultati dispersivi e non sempre qualitativamente accettabili. É sufficiente ricordare ciò che può accadere ricorrendo ai motori di ricerca, nei quali la modalità di ricerca della fotografia avviene attraverso il semplice nome del "file-immagine" (l’utente può in tal modo trovare, tra le immagini di Napoleone, quella di un tigrato gatto mediterraneo che porta tale nome).
A fronte di tutto ciò, grazie ad un lavoro svolto congiuntamente da conservatori di museo, insegnanti e documentalisti esperti, le immagini presenti in DIA, oltre ad essere già state selezionate in funzione di un uso "mirato" da parte di docenti e studenti, sono state inserite nella banca dati accompagnate da un’idonea scheda documentaria; in tal modo esse acquisiscono quel "valore aggiunto" che ne permette anche un reperimento immediato e pertinente.