FLESSIBILITA'

La flessibilità dell’orario è stata adottata, a livello nazionale, dal 49.25% delle scuole di ogni ordine e grado. Questa modalità è percentualmente prevalente nei circoli didattici (54.93%) e negli istituti comprensivi (51.99%), mentre la maggioranza delle scuole medie e superiori non l’hanno adottata. Tra le scuole che hanno adottato la flessibilità, l’adattamento del calendario annuale delle lezioni è assolutamente prevalente (73.11%) rispetto all’adozione della settimana corta, ed in alcuni casi le due modalità coesistono.

Flessibilità dell'orario sotto forma di

Questa prevalenza è assoluta nel caso della scuola secondaria superiore (90.70%), mentre nei circoli didattici prevale l’adozione della settimana corta (64.16%).

Flessibilità dell'orario sotto forma di

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

Adattamento del calendario annuale delle lezioni

100.00%

57.50%

64.50%

81.96%

90.70%

Adozione della settimana corta

50.00%

64.16%

50.41%

29.64%

18.36%

Naturalmente occorre considerare il diverso impegno orario tra scuola elementare e media superiore che in molti casi impedisce l’adozione della settimana corta  nelle superiori. Va inoltre ricordato che ci troviamo, comunque, all’interno della scelta meno adottata dalle scuole (49.26%).

La flessibilità dei tempi di insegnamento/apprendimento, è stata perseguita invece dal 68.80% delle scuole, con percentuali in graduale decremento dalla scuola primaria alla secondaria superiore.

Questo tipo di flessibilità è stata finalizzata principalmente a ricavare una quota oraria per ampliare l’offerta formativa. C’è da notare come per questa tabella si chiedeva di selezionare solo una voce. In questo modo le scuole hanno indicato la prevalente tra le diverse possibilità di utilizzo.

Flessibilità dei tempi di insegnamento finalizzata a

Analizzando la situazione per tipologia scolastica, si discostano dai dati complessivi, i circoli didattici e le secondarie superiori per le quali risulta più importante adattarsi al ritmo di apprendimento degli alunni. C’è da notare a questo proposito come il problema dell’arricchimento dell’offerta formativa emerge, di nuovo, in modo molto rilevante nella scuola media.

Flessibilità dei tempi di insegnamento finalizzata a

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

Ricavare una quota oraria per ampliare l' offerta formativa

 

34.54%

53.19%

61.41%

34.23%

Adattarsi ai ritmi di apprendimento degli studenti

 

45.66%

33.33%

24.15%

39.26%

Migliorare l' organizzazione nell' uso degli spazi e delle risorse

100.00%

32.50%

26.47%

20.94%

26.62%

Sperimentare l' efficacia di metodologie centrate sulla discontinuità dei tempi di apprendimento

 

4.47%

6.13%

6.56%

14.77%

Altro

 

3.29%

2.94%

3.42%

6.71%

Modalità della flessibilità dei tempi di insegnamento

La modifica dell’unità oraria è avvenuta nel 71.71% dei casi ed ha riguardato in prevalenza l’intero anno scolastico (58.30%). Risultano prevalenti le scelte complessive, che riguardano tutte le classi della scuola (48.09%), tutte le discipline (39.75%), tutto l’orario (34.59%).

Modifica dell'unità oraria delle lezioni

In questa sezione della scheda si chiedeva alle scuole di operare una scelta multipla per cui i risultati sono diversi rispetto alla tabella precedentemente commentata. Potendo selezionare più voci, le scuole hanno evidenziato i principali utilizzi e tra questi, principalmente il recupero sostegno e gli insegnamenti integrativi opzionali.

Utilizzazione della quota oraria da ridistribuire

Si rilevano alcune differenze percentuali nella lettura dei dati relativi ai diversi livelli scolastici. La differenza percentuale ad esempio nella secondaria superiore tra recupero (74.44%) e insegnamenti integrativi opzionali (37.96%) evidenzia una prevalenza assoluta della prima mentre nella scuola media entrambi queste scelte sono state indicate dalla scuola.

Utilizzazione quota oraria da ridistribuire

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

Recupero / sostegno

 

68.59%

85.10%

86.36%

74.44%

Orientamento

 

4.97%

30.59%

34.49%

33.33%

Insegnamenti integrativi opzionali

 

39.90%

63.53%

68.18%

37.96%

Riorganizzazione di insegnamenti curricolari

 

43.75%

29.02%

30.24%

36.85%

Altro

 

17.95%

18.04%

20.06%

20.56%

Le scuole che hanno, invece, adottato la flessibilità dell’orario settimanale (57.46%), l’hanno circoscritta ad una parte delle attività discipline e/o solo per alcune classi.

Flessibilità dell'orario settimanale

Uno degli aspetti più qualificanti della flessibilità, è rappresentato dalla riorganizzazione del gruppo classe che è una modalità assolutamente prevalente (79.49%) in tutti i livelli scolastici, ma evidente soprattutto nei circoli didattici (90.64%). Nella scuola secondaria di II grado questa modalità è, invece, meno presente (52.83%).

La flessibilità del gruppo classe a livello nazionale è finalizzata principalmente alla gestione dei livelli di apprendimento (52.35%), oltre che a favorire un’organizzazione del lavoro per progetti (44.44%).

Articolazione flessibile del gruppo classe finalizzata a

La stessa prevalenza, anche se diversamente articolata, si registra in tutti i livelli scolastici. Nella scuola elementare prevale, ad esempio, una diversa articolazione della classe in funzione di un lavoro per progetti.

Articolazione flessibile del gruppo classe finalizzata a

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

Gestire il problema dei diversi livelli di apprendimento

 

48.54%

52.08%

55.11%

55.16%

Favorire un' organizzazione del lavoro per progetti

66.67%

48.66%

49.89%

42.90%

34.65%

Razionalizzare lo svolgimento di insegnamenti ed attività

33.33%

13.96%

14.88%

12.93%

16.55%

Sperimentare nuove forme di socializzazione tra studenti e insegnanti

 

4.63%

7.44%

7.31%

7.92%

Altro

 

2.50%

3.06%

2.18%

6.22%

La scheda prevedeva poi una sezione molto analitica volta ad analizzare nel dettaglio in che modo si realizza questa dichiarata flessibilità e se coinvolge alunni della stessa classe, di classi diverse o addirittura di scuole diverse e per quali attività. Emerge chiaramente come si tratti nella maggioranza dei casi di una flessibilità interna alla stessa  classe per attività curricolari e di recupero. Gli altri modelli proposti hanno percentuali molto meno significative. Articolazioni in orizzontale tra alunni della stessa scuola, ma di sezioni diverse, sono presenti in modo significativo solo nella media ed elementare. In quest’ultima finalizzate al recupero, mentre nella media per attività integrative, opzionali oltre che per il recupero e l’orientamento. Quando si passa ad analizzare i dati sulla flessibilità delle classi in verticale solo le medie e le elementari e solo per attività integrative presentano dati significativi. La mobilità tra alunni di scuole dello stesso ordine o addirittura di ordini diversi è praticamente assente anche negli istituti comprensivi dove, per ragioni organizzative, questa potrebbe anche essere più facilmente attuabile. L’unico dato quantitativamente rilevante riguarda la scuola elementare e media per attività finalizzate alla continuità.

Iniziative di integrazione di alunni in situazione di handicap

Nell’85.93% delle scuole, il Piano dell’Offerta Formativa prevede specifiche iniziative per l’integrazione di alunni in situazione di handicap. Queste iniziative riguardano ‘abitualmente o spesso’, didattiche e curricoli individualizzati. Sono invece generalmente assenti forme specifiche di crediti formativi o la loro certificazione. Per quanto riguarda l’utilizzo di strumentazioni specifiche e la flessibilità del gruppo classe, non c’è una prevalenza netta tra le diverse voci, come dimostra il grafico seguente.

Integrazione degli alunni in situazione di handicap

Per realizzare il progetto di integrazione, i Piani dell’Offerta Formativa prevedono in modo abbastanza generalizzato il raccordo con le strutture socio-sanitarie, mentre gli interventi coordinati con le associazioni di volontariato ed i progetti di orientamento scuola-lavoro sono molto meno presenti.

Raccordo per progetto di integrazione

Iniziative di orientamento scolastico e professionale

Nel 76.94% dei casi, le scuole prevedono specifiche iniziative di orientamento scolastico e professionale. Prevalentemente queste si realizzano, come è facile immaginarsi, per le classi terminali (59.64%).

Classi con iniziative di orientamento

Tipo di iniziative di orientamento

Si tratta quasi sempre di interventi informativi con differenze però tra i livelli scolastici. Partendo dall’elementare verso il superiore le esperienze esterne aumentano, viceversa gli approfondimenti curricolari tendono a diminuire.

Tipo Iniziative orientamento

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

Interventi informativi

47.98%

88.24%

91.66%

89.30%

Esperienze esterne (es. visite / stage c/o aziende, centri formazione professionale, scuole, università)

31.46%

76.67%

80.07%

85.29%

Approfondimento dell' attività curricolare

50.78%

47.45%

57.52%

33.21%

Iniziative di continuità

Una grande attenzione (91%) si registra per le iniziative di continuità. Queste soprattutto si realizzano attraverso attività congiunte tra le scuole o una gestione integrata delle attività di accoglienza.

Tipo di iniziative di continuità

Anche qui ci sono delle diversità tra i livelli scolastici. La gestione integrata delle attività di accoglienza è l’iniziativa prevalente nella secondaria di primo e secondo grado mentre, ad esempio, negli istituti comprensivi è prevalente un coordinamento della progettazione didattica evidentemente favorita dalla particolarità della tipologia scolastica.

Tipo Iniziative di continuità

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

Attività congiunta/coordinata di progettazione didattica

33.33%

62.43%

77.24%

49.27%

37.76%

Formazione comune degli insegnanti

 

49.55%

66.93%

24.86%

22.08%

Scambi di docenti (es. prestiti professionali)

 

14.58%

35.80%

10.00%

7.69%

Attività didattiche verticali (che coinvolgono gli studenti)

100.00%

58.87%

62.06%

44.25%

28.17%

Gestione integrata di attività di accoglienza

 

53.45%

52.72%

57.93%

56.04%

Iniziative per agevolare il passaggio degli studenti da un indirizzo all'altro

66.67%

57.51%

44.16%

51.96%

54.55%

Iniziative di accoglienza per alunne/i immigrate/i

Il livello di flessibilità della scuola è testimoniato anche dalla presenza nei POF di specifiche iniziative di accoglienza per gli immigrati (56.42%).

La presenza è costante nella scuola elementare e media, mentre nella secondaria di II grado queste attività sono previste solo nel 31.81% dei casi: la lettura deve tenere conto del diverso impatto del fenomeno nei vari livelli scolastici. Questo dato relativo alla secondaria di secondo grado, infatti, era già emerso in precedenza.

Iniziative di accoglienza per immigrati

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

33.33%

71.31%

66.80%

56.80%

31.81%

No

66.67%

28.69%

33.20%

43.20%

68.19%

Le iniziative vengono attuate prevalentemente  attraverso didattiche e curricoli individualizzati; molto meno attraverso lavori di gruppo e una specifica didattica interculturale.

Iniziative di accoglienza per immigrati

Alleati della scuola per questo tipo di attività, sono soprattutto gli enti locali e, in misura minore, le associazioni di volontariato; gli organismi internazionali e i mediatori linguistici e culturali sono invece praticamente assenti.

Progetto di accoglienza per immigrati con

Curricolo ed attività extracurricolari

La riorganizzazione del curricolo ha prevalentemente interessato sia i circoli didattici che le scuole medie, come emerge dal grafico seguente. Va comunque tenuto presente che l’articolazione del curricolo è al penultimo posto tra gli ambiti di sperimentazione dell’autonomia e quindi anche analizzando le articolazioni interne, è necessario tenere presente questo dato.

Riorganizzazione del curricolo

Il grafico che segue presenta le scuole che hanno riorganizzato il curricolo all’interno del piano dell’offerta formativa, divise per tipologia scolastica. Il dato relativo alla scuola elementare nel grafico precedente era diverso perché a livello di circolo didattico venivano considerate scuole elementari e materne insieme, così come nell'istituto comprensivo sono presenti scuole materne, elementari e medie. Alcune percentuali che nella secondaria superiore possono apparire significative, sono rapportate a tipologie scolastiche molto particolari per le quali sono presenti solo poche istituzioni scolastiche in Italia (I.T. Aeronautico, Nautico).

La percentuale più alta si registra per la scuola media dove evidentemente è più sentito il problema della riorganizzazione curricolare. Nella secondaria superiore sono il liceo scientifico e l’istituto magistrale che registrano le percentuali più alte.

Nell’analisi del dato si deve anche tener presente che si tratta di un aspetto centrale dell’organizzazione didattica della scuola e che quindi la scelta di riorganizzazione del curricolo è molto più impegnativa di molti altri ambiti che si possono più agevolmente collocare in modo complementare ad un quadro sostanzialmente più stabile, tradizionale e meno innovativo. Questi dati quindi assumono una valore aggiunto innovativo maggiore rispetto ad altri.

Riorganizzazione curricolare per tipologia scolastica

L’impatto di riorganizzazione del curricolo è comunque prevalentemente limitato ad una disciplina, come si può vedere nel grafico che segue.

Numero di riorganizzazioni curricolari

La prevalenza non è però uniforme per livello scolastico: l’istituto comprensivo e il circolo didattico si comportano diversamente.

Numero di riorganizzazioni curricolari

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

1

100.00%

33.27%

19.02%

55.38%

34.02%

2

 

34.19%

16.37%

21.41%

19.65%

3

 

15.26%

28.34%

14.54%

15.11%

4

 

4.74%

15.62%

6.46%

11.94%

da 5 a 10

 

9.52%

15.87%

2.22%

16.48%

oltre 10

 

3.02%

4.79%

.

2.80%

La scheda prevedeva anche di discriminare il modo con cui la scuola aveva riorganizzato l’attività/insegnamento. Dalla lettura dei dati appare evidente come le scuole abbiano previsto prevalentemente di riorganizzare le materie attraverso una riformulazione dei programmi per obiettivi formativi e competenze, rispetto alla organizzazione modulare della disciplina.

L'incremento o decremento orario del 15% non è stato utilizzato in modo significativo.

Le tabelle A, B, C, D in Allegato 2 presentano per tipologia scolastica le attività/insegnamenti curricolari al centro della riorganizzazione. Le materie oggetto dell’intervento da parte della scuola sono presentate in ordine di ricorrenza limitandosi comunque alle prime 10.

Per quanto riguarda l’introduzione di attività/insegnamenti integrativi all’interno del curricolo, questa è stata finalizzata prevalentemente a fornire nuove conoscenze e a rispondere ad una esigenza formativa funzionale alla realizzazione degli obiettivi dei POF.

Introduzione di attività/insegnamenti integrativi/facoltativi finalizzata a

La rimotivazione degli studenti è soprattutto sentita nella secondaria di I e II grado, mentre per i circoli didattici e gli istituti comprensivi, è più importante fornire conoscenze nuove in funzione di una crescita complessiva della persona.

Introduzione attività/insegnamenti integrativi facoltativi finalizzata a

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

Rimotivare gli studenti con un' offerta varia ed articolata

50.00%

18.21%

24.29%

33.35%

32.36%

Fornire competenze nuove in funzione di una precisa domanda di mercato

.

2.37%

5.17%

6.02%

15.76%

Fornire conoscenze nuove in funzione di una crescita complessiva della persona

.

37.88%

37.46%

31.40%

24.49%

Rispondere ad un' esigenza formativa necessaria per realizzare gli obiettivi complessivi del POF

50.00%

35.01%

28.53%

26.56%

24.20%

Favorire l' uso di risorse disponibili ed inutilizzate nella scuola e/o sul territorio

.

4.96%

4.23%

1.99%

2.56%

Altro

.

1.58%

0.31%

0.68%

0.64%

La tabella E in Allegato 2 presenta in ordine di frequenza le prime 10 attività integrative per ogni livello e tipologia scolastica introdotte dalle scuole.

Nella scheda si chiedeva inoltre la rilevanza di una serie di interventi nella riorganizzazione curricolare. La tabella seguente presenta le prevalenze emerse: risultano alcune differenze tra livelli scolastici che è opportuno sottolineare.

L’intervento di riorganizzazione curricolare per orientare verso contenuti d’attualità è significativo nella fascia elementare media, poco nella superiore. Generalmente significativo invece per tutti i livelli scolastici appare l’introduzione di nuove metodologie di insegnamento. Il problema della misurazione delle competenze oltre che delle conoscenze emerge come significativo nel superiore e negli istituti comprensivi. Lo snellimento dei contenuti è invece un obiettivo delle elementari, ma anche delle superiori.

Scarsamente significativi invece gli interventi di riorganizzazione per moduli ma anche l’inserimento di materie nuove. Non si modifica quindi strutturalmente il curricolo per inserire materie nuove. Queste ultime vengono inserite prevalentemente come discipline complementari, aggiuntive alla normale organizzazione curricolare.

Riorganizzazione del curricolo: rilevanza degli interventi

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

evoluzione del curricolo per discipline in un curricolo per moduli inter trans pluri disciplinari

Nessuna

Poco significativa

Poco significativa

Poco significativa

Poco significativa

orientamento verso contenuti d'attualità e/o più vicini all'esperienza diretta dell'alunno

Nessuna

Abbastanza significativa

Abbastanza significativa

Abbastanza significativa

Poco significativa

introduzione di materie nuove strettamente funzionali al curricolo e/o all'indirizzo

Nessuna

Poco significativa

Poco significativa

Poco significativa

Non significativa

introduzione di materie nuove non strettamente collegate al curricolo e/o all'indirizzo

Nessuna

Non significativa

Non significativa

Non significativa

Non significativa

introduzione di nuove metodologie di insegnamento / apprendimento

Molto significativa

Abbastanza significativa

Abbastanza significativa

Abbastanza significativa

Abbastanza significativa

snellimento dei contenuti in funzione di un approfondimento qualitativo

Abbastanza significativa

Abbastanza significativa

Poco significativa

Poco significativa

Abbastanza significativa

individuazione e misurazione di obiettivi di competenza accanto agli obiettivi di conoscenza

Nessuna

Poco significativa

Abbastanza significativa

Poco significativa

Abbastanza significativa

altro

Nessuna

Nessuna

Nessuna

Nessuna

Nessuna