LA FORMAZIONE

Il quadro di riferimento
La partecipazione ad attività di aggiornamento costituisce ormai un dato di realtà stabile. Molte analisi confermano livelli assai alti di frequenza delle iniziative di formazione in servizio. In 9 scuole su 10, secondo il dato BDP, i docenti hanno partecipato ad attività formative nel corso dell’anno scolastico 1999/2000.
Iniziative di formazione
Non si evidenziano differenze sostanziali per gradi scolastici.
Iniziative di formazione CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA CIRCOLO DIDATTICO ISTITUTO COMPRENSIVO SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO
100.00% 89.69% 89.51% 88.85% 88.31%
No 10.31% 10.49%

11.15%

11.69%

Quasi tutte le scuole stanno comunque differenziando le forme di aggiornamento, sia organizzando direttamente corsi interni alla scuola (è il modello tuttora preferito), sia ricorrendo ad iniziative esterne. Non si tratta però di scelte esclusive, perché nei due terzi dei casi (67,9%) le scuole utilizzano entrambe le soluzioni.

Tipo di iniziative di formazione

La scelta “interna” è presente soprattutto nelle regioni del sud [1] e negli istituti comprensivi; quella “esterna” è variamente distribuita su tutto il territorio, ma con un’accentuazione in alcune aree tradizionalmente più deboli (Sicilia, Molise, Abruzzo, Campania), con particolare riferimento alle scuole medie.

Iniziative di formazione

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

Corsi Interni

33.33%

25.15%

26.16%

25.96%

18.97%

Corsi Esterni

0.00%

5.85%

5.45%

10.65%

8.77%

Entrambi

66.67%

69.00%

68.39%

63.39%

72.26%

Per quanto riguarda i corsi esterni, si conferma la buona capacità degli insegnanti e delle scuole nell’utilizzare le opportunità formative (nella forma tipica del corso di aggiornamento) messe a disposizione da istituzioni pubbliche e/o associative. Il dato è distribuito in maniera omogenea tra i diversi cicli scolastici e su tutto il territorio nazionale, con una lieve preferenza per le regioni del centro-nord.

Cominciano, inoltre, ad evidenziarsi processi formativi che si estrinsecano in forme diverse dai tradizionali corsi di aggiornamento, che pur rappresentano la modalità più diffusa per formarsi (nello 89% dei casi). E’ significativo che nella metà delle situazioni formative censite (54%) gli insegnanti siano coinvolti nella partecipazione a gruppi miglioramento, a ricerche, a progetti innovativi. La formazione sembra intrecciarsi maggiormente con esperienze di innovazione assistita.

Più limitato appare il ricorso a progetti personali di sviluppo professionale (corsi di perfezionamento, a distanza, ecc.). La percentuale di segnalazioni di questo tipo di percorsi (43,3%) indica però un’inaspettata propensione degli insegnanti per percorsi formativi di tipo personale, verso i quali si sta manifestando anche un nuovo interesse dell’Amministrazione Scolastica (cfr. Direttiva 210 del 3-9-1999 e Direttiva 202 del 16-8-2000).

Corsi esterni

Le Marche, la Toscana ed il Piemonte sono le regioni ove si è maggiormente sviluppata la formula dei progetti personalizzati; Emilia-Romagna, Liguria, Alto Adige, Piemonte quelle in cui la formazione si lega di più a processi di ricerca ed innovazione. La scuola secondaria superiore appare il livello scolastico più attento ai percorsi formativi centrati sulle scelte dei singoli o sulla partecipazione a progetti di ricerca.

Corsi esterni

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

FREQUENZA A CORSI ESTERNI PROMOSSI DA ALTRE SCUOLE, AMMINISTRAZIONI, IRRSAE, ENTI...

100.00%

88.78%

88.38%

89.80%

90.16%

COLLABORAZIONI DI INSEGNANTI A RICERCHE, SEMINARI DIDATTICI, PROGETTI INNOVATIVI

100.00%

54.39%

54.06%

53.01%

57.31%

PROGETTI PERSONALI DI SVILUPPO PROFESSIONALE (AUTOFORMAZIONE, CORSI A DISTANZA, CORSI DI PERFEZIONAMENTO UNIVERSITARIO)

50.00%

40.56%

41.33%

40.35%

51.28%

Le metodologie per la formazione

Le attività formative (interne) sono ancora imperniate su setting formativi tradizionali, come la lezione frontale ed il dibattito (con percentuali che oscillano tra il 30% ed il 40%, con punte più alte nella scuola superiore ed inversamente proporzionali al livello scolastico). Il dato è però più contenuto rispetto a quello dello scorso anni e segnala una tendenza a privilegiare metodologie di tipo interattivo. In questo senso va letto il dato relativo alla presenza di tipologie seminariali o di lavoro di gruppo.

Metodologia prevalente nei corsi interni

L’approccio laboratoriale è particolarmente sviluppato nella scuola di base (38,3% delle scuole elementari e 41,3% degli istituti comprensivi), confermando la tradizionale “vocazione” della scuola primaria per un aggiornamento che si trasformi in una produzione didattica originale, in situazione o simulata. Il dato sulla formazione in servizio negli istituti comprensivi conferma il carattere di “laboratorio per l’innovazione” che questa nuova tipologia di scuola si è guadagnata negli ultimi anni.

Restano invece scarsamente significative le modalità di formazione legate alle nuove tecnologie (come la fruizione di pacchetti multimediali o la formazione in rete) o ad esperienze in contesti esterni (stages, visite, ecc.), tipologie ove si distinguono le scuole secondarie superiori, con percentuali però inferiori al 5%. Gruppi di miglioramento e forme di didattica assistita cominciano a prendere piede, soprattutto nella scuola di base, ma riguardano una quota ancora limitata di casi (attorno al 15%).

Metodologia prevalente nei corsi interni

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

Fruizione di pacchetti multimediali

 

2.11%

1.47%

3.11%

3.93%

Apprendimento indipendente

 

0.27%

1.04%

0.80%

0.76%

Aggiornamento a distanza o in rete telematica

 

0.55%

0.61%

0.51%

4.21%

Lezioni frontali, dibattito

 

29.98%

31.57%

36.47%

39.86%

Attività di laboratorio (simulazione, esercitazione, produzione)

 

38.35%

41.37%

35.77%

26.49%

Gruppi di miglioramento, autoanalisi, ricerca-azione, ricerca-intervento

 

10.50%

9.71%

8.93%

5.48%

Didattica assistita (consulenza, tutor, ...)

 

6.11%

4.25%

4.03%

3.96%

Stages esterni, tirocini, visite a scuole, …

 

0.22%

0.35%

0.29%

2.12%

Seminari, gruppi di lavoro

100.00%

9.23%

8.24%

8.74%

11.57%

Dinamiche di gruppo (role play, T-group)

 

2.68%

1.39%

1.34%

1.62%

Sembra quindi che la sola assegnazione di risorse finanziarie alle singole scuole (che è la scelta compiuta per l’erogazione dei fondi per l’autonomia ex lege 440/97) non sia in grado di per sé di stimolare metodologie innovative nel campo della formazione in servizio del personale. Occorre mettere a disposizione delle scuole modelli innovativi, strumenti, buoni esempi, una rete di formatori e di servizi territoriali

Anche i corsi esterni utilizzano prevalentemente metodologie frontali (nel 40% dei casi); di conseguenza, è assai ridotto il ricorso a strategie interattive (risultando più “dinamici” i corsi rivolti alla scuola di base). Anche questo dato smentisce la troppo facile previsione che la sola immissione di “energie esterne” nel sistema della formazione in servizio sia di per sé risolutiva della qualità delle iniziative.

Metodologia prevalente nei corsi esterni promossi da altri

Metodologia prevalente nei corsi esterni promossi da altri

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

Fruizione di pacchetti multimediali

 

2.29%

2.32%

2.07%

3.95%

Apprendimento indipendente

 

0.24%

0.83%

0.75%

0.68%

Aggiornamento a distanza o in rete telematica

 

3.06%

2.15%

2.73%

14.09%

Lezioni frontali, dibattito

33.33%

38.08%

42.55%

42.14%

43.97%

Attività di laboratorio (simulazione, esercitazione, produzione)

 

26.56%

19.37%

16.93%

8.62%

Gruppi di miglioramento, autoanalisi, ricerca-azione, ricerca-intervento

33.33%

9.60%

12.25%

9.97%

6.31%

Didattica assistita (consulenza, tutor, ...)

 

3.68%

3.48%

3.34%

2.93%

Stages esterni, tirocini, visite a scuole, …

 

0.72%

1.16%

0.75%

1.07%

Seminari, gruppi di lavoro

33.33%

14.48%

14.40%

19.33%

16.97%

Dinamiche di gruppo (role play, T-group)

 

1.29%

1.49%

1.98%

1.41%

Se l’analisi si riferisce alle sole attività di formazione-ricerca, la qualità metodologica sembra elevarsi. Le esperienze seminariali (o gruppi di lavoro) eguagliano quasi le situazioni di tipo “frontale” e più consistente appare il ricorso a laboratori, gruppi di miglioramento e di autoanalisi, processi di ricerca-azione.

Metodologia prevalente nei corsi esterni per collaborazioni di insegnanti a ricerche

Metodologia prevalente nei corsi esterni per collaborazioni di insegnanti a ricerche

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

Fruizione di pacchetti multimediali

 

2.38%

3.53%

2.68%

2.68%

Apprendimento indipendente

 

1.19%

0.88%

0.78%

0.96%

Aggiornamento a distanza o in rete telematica

 

2.81%

2.06%

2.60%

5.94%

Lezioni frontali, dibattito

 

21.62%

25.00%

26.90%

28.19%

Attività di laboratorio (simulazione, esercitazione, produzione)

 

22.72%

19.41%

19.81%

15.63%

Gruppi di miglioramento, autoanalisi, ricerca-azione, ricerca-intervento

100.00%

21.02%

20.59%

16.26%

13.90%

Didattica assistita (consulenza, tutor, ...)

 

7.83%

3.24%

5.88%

4.03%

Stages esterni, tirocini, visite a scuole, …

 

2.30%

2.94%

2.42%

2.49%

Seminari, gruppi di lavoro

 

16.94%

20.88%

20.93%

25.31%

Dinamiche di gruppo (role play, T-group)

 

1.19%

1.47%

1.73%

0.86%

Analogamente, analizzando le esperienze legate a modelli di sviluppo professionale aumenta il riferimento alle forme di aggiornamento a distanza o in rete telematica (che sorpassano, con il 26%, le lezioni frontali, attestate sul 22%) con evidenze interessanti per le attività di laboratorio (14%) e per i gruppi di lavoro (11%).

Metodologia prevalente nei corsi esterni per progetti personali di sviluppo professionale

La scuola secondaria, in questo contesto, sembra la più propensa ad utilizzare le nuove tecnologie.

Metodologia prevalente nei corsi esterni per progetti personali di sviluppo professionale

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

Fruizione di pacchetti multimediali

 

7.55%

3.94%

7.96%

6.74%

Apprendimento indipendente

 

3.27%

4.72%

5.97%

4.20%

Aggiornamento a distanza o in rete telematica

 

18.24%

20.47%

20.77%

41.10%

Lezioni frontali, dibattito

100.00%

19.14%

27.95%

25.41%

19.78%

Attività di laboratorio (simulazione, esercitazione, produzione)

 

20.72%

16.93%

12.71%

8.40%

Gruppi di miglioramento, autoanalisi, ricerca-azione, ricerca-intervento

 

11.26%

9.45%

9.83%

6.41%

Didattica assistita (consulenza, tutor, ...)

 

5.18%

2.36%

3.43%

2.87%

Stages esterni, tirocini, visite a scuole, …

 

1.46%

0.39%

0.66%

0.99%

Seminari, gruppi di lavoro

 

11.94%

13.39%

12.38%

9.06%

Dinamiche di gruppo (role play, T-group)

 

1.24%

0.39%

0.88%

0.44%

I formatori

E’ netta la tendenza, nel 70% dei casi, ad utilizzare formatori esterni alla scuola, soprattutto per la scuola dell’obbligo. Il personale interno trova, invece, una “audience” doppia nella scuola superiore.

Tipologia dei formatori

Tipologia Formatori

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

personale interno

 

20.55%

26.60%

29.90%

41.79%

operatori esterni

100.00%

79.45%

73.40%

70.10%

58.21%

Comunque, nel caso di operatori interni alla scuola è preponderante il ruolo svolto dai docenti (84%), rispetto ai dirigenti scolastici (16%), con l’eccezione dei direttori didattici (quasi a confermare una loro maggiore “vocazione” didattica).

Formatori interni all'istituzione

Formatori Interni all'istituzione

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

Docenti interni

80.21%

91.23%

84.88%

84.97%

Capo d'Istituto

19.79%

8.77%

15.12%

15.03%

Nel caso di ricorso a formatori esterni, la preferenza (un terzo dei casi) si rivolge a docenti provenienti da altre scuole, seguono poi con valori più bassi le categorie degli ispettori, dei dirigenti scolastici, dei docenti universitari, dei ricercatori IRRSAE (complessivamente un altro terzo). Assai ridotta è invece la presenza di operatori della formazione professionale; mentre meglio da definire risultano le categorie “liberi professionisti” e “altri” che occupano un ulteriore terzo del “mercato” della formazione. In sintesi, le chiamate di formatori si dirigono quasi equamente verso tre tipologie: i colleghi di altre scuole, gli esperti “accademici”, gli esterni all’ambiente scolastico.

Formatori esterni all'istituzione

Formatori Esterni all'istituzione

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

Docenti esterni

33.33%

39.78%

37.88%

34.49%

30.13%

Capi d'Istituto (esterni)

 

8.11%

8.82%

13.12%

7.04%

Ispettori

33.33%

4.78%

7.29%

8.79%

11.01%

Docenti universitari

33.33%

7.49%

7.06%

7.53%

10.53%

Esperti IRRSAE

 

4.13%

4.82%

6.13%

5.42%

Operatori dei centri di formazione professionale

 

3.61%

3.18%

3.56%

2.63%

Liberi professionisti

 

21.06%

19.29%

16.01%

15.57%

Altra tipologia (specificare)

 

11.04%

11.65%

10.37%

17.67%

I contenuti delle attività formative

Le aree tematiche dei corsi “interni” vedono al primo posto l’approfondimento delle questioni legate all’autonomia nei suoi risvolti di carattere generale (culturali, giuridici, organizzativi) e operativi (flessibilità, POF, gestione risorse umane). Il secondo grappolo di temi più esplorati attiene alle nuove tecnologie ed alla multimedialità (quasi un quarto dei corsi si riferisce a quest’area di questioni).

Un buon successo riscuotono poi le iniziative di studio sulle discipline (circa il 10 %) o relativi al curricolo verticale, un segnale importante di quella “curvatura” verso il curricolo (anzi, i fondamenti del “core” curriculum) che dovrà sempre più caratterizzare lo sviluppo dell’autonomia di ricerca delle scuole.

Ambito tematico prevalente nei corsi interni

E’ significativo che tali corsi siano più diffusi di quelli attinenti distintamente la costruzione del POF e le innovazioni metodologiche e didattiche. Rappresentano una conferma di tendenze in atto gli scostamenti dal dato medio riscontrabile per i diversi cicli scolastici. Emerge una maggiore attenzione agli aspetti relazionali nella scuola elementare, alla continuità ed ai curricoli verticali negli istituti comprensivi, alla flessibilità didattica nelle scuole medie, agli esami di stato nella scuola secondaria superiore.



Ambito tematico prevalente nei corsi interni

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

Aspetti generali dell'Autonomia (culturali, giuridici, organizzativi ...)

 

15.15%

13.62%

20.34%

12.55%

Cultura dell'organizzazione/gestione risorse umane/collegiabilità …

33.33%

4.53%

3.38%

5.19%

4.20%

Flessibilità e modularità didattica

 

1.30%

2.45%

6.54%

7.59%

Progettazione dell'offerta formativa (PEI, POF)

 

5.78%

5.25%

6.67%

3.78%

Continuità, orientamento, curricoli verticali

 

2.70%

10.15%

3.30%

2.99%

Progettazione delle attività integrative e/o facoltative

 

2.24%

3.64%

2.44%

2.74%

Integrazione di sistemi formativi e/o con il territorio

 

1.52%

1.86%

2.13%

4.08%

Approfondimenti su insegnamenti disciplinari

33.33%

13.56%

8.54%

4.54%

11.15%

Psicologia dello sviluppo

 

2.10%

2.20%

1.98%

0.76%

Innovazioni di carattere metodologico

33.33%

5.64%

4.91%

3.43%

3.81%

Aspetti relazionali (accoglienza, comunicazione)

 

7.51%

5.08%

3.27%

3.87%

Autoanalisi, autovalutazione, verifica

 

3.11%

1.61%

2.50%

1.16%

Integrazione allievi (disagio, handicap, intercultura)

 

5.95%

4.91%

4.63%

2.77%

Elevamento dell'obbligo scolastico

 

0.02%

0.17%

0.46%

2.74%

Nuove tecnologie, multimedialità

 

26.59%

29.70%

31.14%

21.82%

Partecipazione delle varie componenti scolastiche alla gestione e programmazione

 

0.51%

0.76%

0.31%

0.30%

Servizi scolastici

 

0.53%

0.85%

0.25%

0.52%

Documentazione educativa

 

0.43%

0.42%

0.28%

0.21%

Professionalità, ruoli

 

0.84%

0.51%

0.62%

1.28%

Esame di Stato conclusivo dei corsi di istruzione secondaria superiore

       

11.67%

Nei corsi esterni si conferma al primo posto il tema dell’autonomia (nella duplice accezione dei problemi generali e dei risvolti operativi), rispetto all’utilizzo delle tecnologie didattiche. Più richiesti risultano gli approfondimenti di carattere culturale e disciplinare, così come in crescita si rivela l’attenzione ai temi dell’integrazione (disagio, handicap, intercultura).

Ambito tematico prevalente nei corsi esterni promossi da altri

Ambito tematico prevalente nei corsi esterni promossi da altri

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

Aspetti generali dell'Autonomia (culturali, giuridici, organizzativi ...)

33.33%

12.68%

11.81%

15.46%

12.02%

Cultura dell'organizzazione/gestione risorse umane/collegiabilità …

 

7.98%

7.61%

9.63%

9.10%

Flessibilità e modularità didattica

33.33%

0.70%

2.10%

3.47%

4.30%

Progettazione dell'offerta formativa (PEI, POF)

 

5.87%

8.74%

8.94%

7.72%

Continuità, orientamento, curricoli verticali

 

3.43%

14.56%

8.15%

4.63%

Progettazione delle attività integrative e/o facoltative

 

2.91%

2.27%

2.27%

1.32%

Integrazione di sistemi formativi e/o con il territorio

 

4.84%

3.07%

4.44%

3.20%

Approfondimenti su insegnamenti disciplinari

 

18.69%

12.14%

9.17%

7.55%

Psicologia dello sviluppo

 

1.69%

1.46%

1.71%

0.66%

Innovazioni di carattere metodologico

33.33%

5.54%

3.56%

3.15%

2.26%

Aspetti relazionali (accoglienza, comunicazione)

 

3.52%

3.56%

3.15%

1.43%

Autoanalisi, autovalutazione, verifica

 

3.52%

4.69%

2.64%

1.98%

Integrazione allievi (disagio, handicap, intercultura)

 

9.53%

7.44%

8.24%

2.65%

Elevamento dell'obbligo scolastico

 

.

2.75%

5.00%

7.61%

Nuove tecnologie, multimedialità

 

15.12%

11.49%

11.76%

4.85%

Partecipazione delle varie componenti scolastiche alla gestione e programmazione

 

0.23%

0.16%

0.09%

0.28%

Servizi scolastici

 

0.56%

0.49%

0.46%

0.22%

Documentazione educativa

 

0.66%

0.49%

0.56%

0.66%

Professionalità, ruoli

 

2.54%

1.62%

1.71%

1.98%

Esame di Stato conclusivo dei corsi di istruzione secondaria superiore

       

25.58%

Quando poi il corso si trasforma in un processo di ricerca e di innovazione tendono a prevalere nettamente i temi di carattere disciplinare e metodologico, con un importante riscontro per le ricerche sul curricolo verticale, specialmente negli istituti comprensivi.

Ambito tematico prevalente nei corsi esterni per collaborazioni di insegnanti a ricerche

Ambito tematico prevalente nei corsi esterni per collaborazioni di insegnanti a ricerche

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

Aspetti generali dell'Autonomia (culturali, giuridici, organizzativi ...)

 

6.93%

7.62%

7.59%

5.27%

Cultura dell'organizzazione/gestione risorse umane/collegiabilità …

 

6.18%

4.11%

6.91%

6.50%

Flessibilità e modularità didattica

33.33%

2.17%

1.47%

3.41%

7.25%

Progettazione dell'offerta formativa (PEI, POF)

 

5.76%

7.92%

6.31%

7.44%

Continuità, orientamento, curricoli verticali

 

4.67%

15.84%

10.14%

7.63%

Progettazione delle attività integrative e/o facoltative

 

2.59%

3.81%

3.75%

2.64%

Integrazione di sistemi formativi e/o con il territorio

 

6.59%

7.04%

6.99%

6.69%

Approfondimenti su insegnamenti disciplinari

 

19.20%

12.61%

15.52%

14.03%

Psicologia dello sviluppo

 

2.50%

0.59%

1.71%

0.47%

Innovazioni di carattere metodologico

66.67%

8.85%

7.92%

6.73%

5.84%

Aspetti relazionali (accoglienza, comunicazione)

 

3.09%

1.17%

1.96%

2.45%

Autoanalisi, autovalutazione, verifica

 

5.18%

8.80%

4.26%

3.20%

Integrazione allievi (disagio, handicap, intercultura)

 

9.77%

7.04%

7.16%

3.11%

Elevamento dell'obbligo scolastico

   

3.23%

3.92%

5.93%

Nuove tecnologie, multimedialità

 

11.44%

9.09%

10.40%

7.44%

Partecipazione delle varie componenti scolastiche alla gestione e programmazione

 

0.42%

0.29%

0.34%

0.38%

Servizi scolastici

 

0.50%

 

0.34%

0.56%

Documentazione educativa

 

1.67%

0.29%

0.68%

0.85%

Professionalità, ruoli

 

2.50%

1.17%

1.79%

1.41%

Esame di Stato conclusivo dei corsi di istruzione secondaria superiore

     

0.09%

10.92%

Nel caso di iniziative rubricate come processi personali di autoformazione i nuclei tematici affrontati maggiormente riguardano la cultura dell’organizzazione, gli approfondimenti disciplinari, le nuove tecnologie multimediali e l’integrazione scolastica.

Ambito tematico prevalente nei corsi esterni per progetti personali di sviluppo professionale

Ambito tematico prevalente nei corsi esterni per progetti personali di sviluppo professionale

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

Aspetti generali dell'Autonomia (culturali, giuridici, organizzativi ...)

 

7.72%

13.26%

12.58%

7.60%

Cultura dell'organizzazione/gestione risorse umane/collegiabilità …

100.00%

9.92%

11.36%

12.69%

7.49%

Flessibilità e modularità didattica

 

1.65%

1.52%

1.74%

3.26%

Progettazione dell'offerta formativa (PEI, POF)

 

8.16%

7.58%

9.76%

6.51%

Continuità, orientamento, curricoli verticali

 

2.76%

4.92%

4.99%

3.37%

Progettazione delle attività integrative e/o facoltative

 

1.32%

1.14%

2.82%

1.41%

Integrazione di sistemi formativi e/o con il territorio

 

3.42%

2.27%

2.49%

2.17%

Approfondimenti su insegnamenti disciplinari

 

15.88%

10.61%

11.06%

9.55%

Psicologia dello sviluppo

 

1.98%

1.89%

1.08%

0.33%

Innovazioni di carattere metodologico

 

4.52%

3.79%

3.15%

2.61%

Aspetti relazionali (accoglienza, comunicazione)

 

3.09%

0.76%

2.28%

1.85%

Autoanalisi, autovalutazione, verifica

 

3.42%

4.17%

2.60%

1.85%

Integrazione allievi (disagio, handicap, intercultura)

 

12.68%

12.50%

10.74%

3.15%

Elevamento dell'obbligo scolastico

   

1.14%

2.17%

1.52%

Nuove tecnologie, multimedialità

 

17.86%

16.29%

12.04%

7.60%

Partecipazione delle varie componenti scolastiche alla gestione e programmazione

 

0.44%

 

0.65%

0.33%

Servizi scolastici

 

0.88%

0.38%

0.76%

0.33%

Documentazione educativa

 

0.88%

2.27%

1.30%

0.33%

Professionalità, ruoli

 

3.42%

3.79%

4.77%

2.82%

Esame di Stato conclusivo dei corsi di istruzione secondaria superiore

   

0.38%

0.33%

35.94%

I soggetti che gestiscono la formazione

Il ricorso alle agenzie esterne appare ancora assai limitato. I soggetti “esterni” finiscono così per essere soprattutto le scuole con cui ci si consorzia (40%), specialmente nel caso degli istituti superiori. Buona la posizione occupata dall’IRRSAE (16%) che sopravanza, nell’ordine, gli enti locali (8%), le agenzie private (7%), le associazioni professionali (4%), le aziende sanitarie (3%).

Tipologia dell'ente promotore dei corsi esterni promossi da altri

Tipologia ente promotore corsi esterni promossi da altri

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

Agenzia di formazione privata

 

9.30%

6.86%

7.53%

5.46%

Altra istituzione scolastica

 

36.40%

33.02%

41.55%

45.61%

Associazione professionale / disciplinare

 

5.64%

3.34%

3.53%

3.14%

ASL e simili

 

4.60%

4.27%

3.53%

2.01%

Centro Formazione Professionale

 

2.98%

1.48%

1.84%

2.01%

Centro Servizi / Risorse territoriali

 

9.14%

10.20%

9.07%

8.59%

Ente locale

66.67%

10.13%

7.79%

8.15%

4.45%

IRRSAE

33.33%

13.94%

23.93%

15.78%

16.50%

Istituto scientifico / di ricerca / ente culturale

 

4.23%

4.82%

5.58%

8.85%

Università

 

3.66%

4.27%

3.43%

3.39%

E’ da segnalare un dato emergente: quello dei Centri Servizi o Centri risorse territoriali (9 %), mentre continua ad essere assai debole il riferimento alle Università (4%), un dato che appare più contenuto rispetto alla stessa categoria degli istituti scientifici e di ricerca (6%).

Nei percorsi formativi innovativi (partecipazione a ricerche) resta prevalente il ricorso alle scuole partner (34%), ma leggermente più consistente appare il ruolo degli istituti di ricerca e delle Università (complessivamente al 18%) e si conferma la buona tenuta dell’IRRSAE (15%).

Tipologia dell'ente promotore dei corsi esterni per collaborazioni di insegnanti a ricerche

Tipologia ente promotore corsi esterni per collaborazioni di insegnanti a ricerche

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

Agenzia di formazione privata

 

7.32%

3.69%

6.40%

4.58%

Altra istituzione scolastica

 

29.39%

31.21%

33.24%

41.07%

Associazione professionale / disciplinare

 

5.02%

3.36%

4.26%

5.13%

ASL e simili

 

4.11%

3.36%

3.00%

1.23%

Centro Formazione Professionale

 

2.81%

 

1.65%

2.57%

Centro Servizi / Risorse territoriali

 

9.43%

10.07%

10.56%

8.04%

Ente locale

 

7.92%

6.71%

8.82%

7.03%

IRRSAE

100.00%

14.74%

20.47%

14.34%

13.39%

Istituto scientifico / di ricerca / ente culturale

 

9.53%

11.74%

10.08%

9.15%

Università

 

9.73%

9.40%

7.66%

7.81%

Nel caso di progetti personali sono soprattutto le Università e gli Istituti di ricerca a garantire il supporto formativo (complessivamente al 29%), sopravanzando il ruolo delle scuole (ferme al 26%), mentre appare in flessione l’IRRSAE. Significativa anche in questo caso la presenza dei centri risorse (sul 10%).

Tipologia dell'ente promotore dei corsi esterni per progetti personali di sviluppo professionale

Tipologia ente promotore corsi esterni per progetti personali di sviluppo professionale

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

Agenzia di formazione privata

 

10.78%

8.33%

9.43%

7.06%

Altra istituzione scolastica

 

24.43%

24.02%

25.37%

29.96%

Associazione professionale / disciplinare

 

8.76%

4.90%

7.17%

6.13%

ASL e simili

 

2.01%

2.45%

2.39%

1.07%

Centro Formazione Professionale

 

3.45%

1.96%

2.79%

2.26%

Centro Servizi / Risorse territoriali

100.00%

12.79%

16.67%

10.36%

8.26%

Ente locale

 

4.45%

2.94%

5.05%

2.93%

IRRSAE

 

7.61%

10.78%

8.37%

7.59%

Istituto scientifico / di ricerca / ente culturale

 

12.64%

13.24%

14.61%

21.17%

Università

 

13.07%

14.71%

14.48%

13.58%

Durata e partecipazione alle iniziative

La durata dei corsi interni si assesta nella maggior parte dei casi tra le 11 e le 20 ore, seguita da corsi ancora più brevi (al di sotto delle 10 ore). Una rarità sono i corsi di durata superiore alle 30 ore. Il numero dei partecipanti, nella maggior parte dei casi, non supera le 50 unità. Non essendo più obbligatoria la partecipazione tende a diventare selettiva, anche se resta un’esperienza che coinvolge ancora l’intero collegio dei docenti.

Corsi interni: durata media in ore per partecipante

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

da 1 a 10

66.67%

18.40%

27.96%

22.19%

29.63%

da 11 a 20

33.33%

53.80%

54.44%

54.32%

44.78%

da 21 a 30

 

21.10%

12.94%

17.67%

16.03%

da 31 a 50

 

5.31%

3.80%

4.53%

6.00%

oltre 50

 

1.39%

0.86%

1.29%

3.57%

Anche per i corsi esterni la durata si assesta sulle 11-20 ore (corsi brevi) anche se i corsi di media durata (21-30 ore) sono più frequenti dei mini-corsi inferiori alle 10 ore. I corsi esterni sono decisamente per piccoli numeri. Quasi nessuno supera i 100 partecipanti.

Corsi esterni promossi da altri: durata media in ore per partecipante

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

da 1 a 10

33.33%

16.20%

18.99%

19.00%

19.52%

da 11 a 20

66.67%

47.04%

50.76%

47.70%

47.67%

da 21 a 30

 

24.35%

21.68%

23.14%

24.76%

da 31 a 50

 

7.76%

5.21%

7.36%

5.47%

oltre 50

 

4.66%

3.36%

2.80%

2.59%

Nel caso della tipologia ricerca-azione prevale il modello 11-20 ore (a testimonianza di una formula che si è ormai sedimentata a prescindere dalle tipologie). Ovviamente la partecipazione è per piccoli gruppi.

Corsi esterni per collaborazioni di insegnanti a ricerche: durata media in ore per partecipante

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

da 1 a 10

.

20.09%

25.15%

25.71%

24.04%

da 11 a 20

33.33%

42.97%

50.91%

43.64%

41.05%

da 21 a 30

33.33%

22.10%

13.94%

18.46%

21.76%

da 31 a 50

 

10.04%

6.06%

7.95%

7.52%

oltre 50

33.33%

4.80%

3.94%

4.24%

5.64%

I percorsi personali di autoformazione vedono una distensione maggiore dei processi formativi. Il dato tende a superare le 20 ore (che resta la tipologia prevalente) e compaiono anche corsi di lunga durata (oltre le 50 ore).Anche in questo caso la configurazione delle attività è riferita a piccoli gruppi.

Corsi esterni per progetti personali di sviluppo professionale: durata media in ore per partecipante

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

da 1 a 10

 

24.91%

20.65%

29.34%

22.78%

da 11 a 20

100.00%

36.28%

39.68%

35.39%

38.50%

da 21 a 30

 

19.06%

22.27%

18.70%

24.03%

da 31 a 50

 

8.27%

6.07%

4.70%

6.38%

oltre 50

 

11.48%

11.34%

11.87%

8.31%

La partecipazione ai corsi interni riguarda quasi esclusivamente i docenti della medesima scuola. In particolare, la scuola secondaria appare la scuola più autocentrata, anche se nelle superiori è significativa la partecipazione degli stessi studenti (oltre il 10% dei corsi), mentre la scuola media comincia ad aprirsi alle elementari (nel 9% dei corsi).

Molto fluide appaiono le situazioni dei circoli, ove si fa notare il “dinamismo” dei docenti delle scuole dell’infanzia, e degli istituti comprensivi, ove gli scambi professionali (specie nei momenti di formazione) sono più intensi e diffusi.

Quasi insignificante (al di sotto del 2 % delle scuole) la partecipazione dei genitori: la formazione in servizio è vista essenzialmente come una scelta di tipo tecnico-professionale, riservata agli “addetti ai lavori”.

I finanziamenti

     Il finanziamento delle attività di aggiornamento deriva, per il 60% circa, dagli appositi fondi per l’autonomia (legge 440/97), mentre continua ad avere rilievo il piano provinciale (cioè l’assegnazione annuale di fondi) di cui dichiara di avvalersi almeno un quarto delle iniziative (23,9%). Si aggiungono poi altri fondi statali, per progetti nazionali e desunti direttamente dai bilanci dell’istituto (11,3%). Scarsa appare la presenza degli enti locali (3,58%, con qualche rilievo, però, nella scuola di base) e praticamente assente il ruolo finanziario di soggetti privati (0,98%).

Corsi interni: tipo di finanziamento

Corsi interni: tipo di finanziamento

CIRCOLO DIDATTICO MATERNA AOSTA

CIRCOLO DIDATTICO

ISTITUTO COMPRENSIVO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

Piano Provinciale Aggiornamento

66.67%

22.75%

23.64%

25.56%

24.02%

Autonomia

 

63.48%

60.69%

58.93%

57.06%

di Ente statale

33.33%

8.07%

9.14%

11.46%

16.03%

di Ente locale

 

4.58%

5.45%

3.31%

1.88%

di Ente privato

 

1.12%

1.09%

0.74%

1.00%

Conclusioni

     L’avvio dell’autonomia scolastica ha stimolato lo sviluppo di iniziative di formazione, consolidando la precedente propensione di scuole ed insegnanti a frequentare attività di aggiornamento in servizio. Oltre all’ordinario finanziamento rappresentato dal Piano provinciale di Aggiornamento, si è aperto un secondo canale (con i fondi dovuti alla legge 440/97) che ha permesso ad ogni scuola di disporre di un proprio budget per le attività di formazione. L’esiguità dei fondi (dell’ordine di qualche milione per istituto) non ha consentito di modificare in profondità le tipologie formative prevalenti (corsi di breve durata, sulle 10-20 ore, di carattere “frontale”, con una modesta incidenza sulle pratiche professionali). I temi più richiesti hanno riguardato, ovviamente, l’autonomia - con un approccio “generalista” piuttosto che già orientato alle conseguenze operative - ma anche i contenuti di carattere disciplinare (con preferenza per il curricolo verticale e le innovazioni di carattere metodologico).

     In un quadro che sembra confermare i dati degli anni precedenti, si nota comunque una maggiore presenza di percorsi formativi personalizzati e legati a processi di ricerca ed innovazione. Le indicazioni in tal senso contenute nel nuovo Contratto Nazionale di Lavoro (1999), che ha –di fatto- abolito l’obbligo di aggiornamento trasformandolo in un diritto, e nelle Direttive 210/99 e 202/00 sull’aggiornamento (che hanno sollecitato l’adozione di procedure e metodologie innovative) sembrano produrre i primi effetti. Lo stesso sviluppo dell’autonomia organizzativa e didattica, pur con tutti i limiti già evidenziati in altri settori del presente Rapporto, costituisce un “contesto culturale ed operativo” che richiede nuove competenze agli insegnanti, ma che offre anche nuove opportunità di formazione ed autoformazione. Assumere nuovi compiti gestionali (ad es. le “funzioni obiettivo”), partecipare a programmi di ricerca/azione, impegnarsi in esperienze didattiche di carattere innovativo, rimettere in discussione le caratteristiche del curricolo della scuola (magari a partire da alcune aree marginali) rappresentano infatti nuove occasioni e nuove modalità per curare il proprio sviluppo professionale.


[1] Per la lettura dei dati a livello regionale vedere le tabelle dell'Allegato 4.