IstitutoStoria
L'Ente apre nel 1925 con una Mostra didattica nazionale sui prodotti delle scuole "nuove", quelle che realizzavano l'idea di Giuseppe Lombardo Radice di una didattica intesa come esperienza "attiva". Con quell'iniziativa, la società del tempo toccò con mano che cos'era la scuola e che cosa, in essa, si stava concretamente realizzando. Non un museo della scuola italiana, come sarebbe accaduto nel 1939, quando il ministro Bottai ne mutò il nome in Museo nazionale della scuola, ma un momento di incontro vivo, fuori delle aule, con quanto nella scuola si viveva e si sperimentava. Negli anni '50 l'Istituto assunse il nome di Centro Didattico Nazionale di Studi e Documentazione e, successivamente, di Biblioteca di documentazione pedagogica, per divenire poi Istituto Nazionale di Documentazione per l'Innovazione e la Ricerca Educativa (Indire), denominazione con la quale è stata varata la sua riforma nel 2001 da parte del Governo. A Gennaio 2007, con l'entrata
in vigore della Finanziaria (L. 296/2006 - commi 610 e 611), l’Indire è divenuto
Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell'Autonomia Scolastica. Il
1 settembre 2012, con la L. 15 luglio 2011, n. 111 pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale n. 164 del 16 luglio 2011, art. 19 è stato ripristinato
l'Indire. |
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