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INTEGRAZIONE

Conoscere i disturbi della mente per combattere i pregiudizi

Il ministero della Salute promuove per il 5 Dicembre un giorno di riflessione sulle problematiche della salute mentale

di Antonio Sofia
01 Dicembre 2004

Gente in strada, R. Guttuso, 1957 - Dia, Indire Nellincedere intenso e frenetico del quotidiano, pu accadere di fermarsi per il tempo di uno sguardo, scoprirsi a fissare qualcuno, qualcuno che per il suo modo di stare con gli altri sorprende, inquieta o spaventa. Ci si scuote dopo un attimo e si procede verso i propri obiettivi. Loggetto di quello sguardo rimane distante, un altro mondo. E spesso la maniera in cui veste, in cui si muove, la lingua incomprensibile. O la scelta, ancor meno comprensibile, di vivere per la strada, senza nessuno o solo con qualcuno altrettanto strano.

Si permette a quella diversit di fluire, fintanto che non voglia opporre resistenza al consueto procedere nel proprio vivere: cercando di ricondurla a ci che si sa, si conosce. Gli elementi che possono aver motivato quel momento di interrogazione imprevisto, tornano sullo sfondo. Aiutano le categorie, banali e tremendamente bugiarde, a non vacillare oltremodo: lo straniero, il barbone, il tossicodipendente, o un diversamente abile, un religioso, un portatore sano di ideologia, qualsiasi essa sia. Rassicura sapere che lesteriorit permetta di non cadere nel vuoto, nel dubbio, e si restringa il tempo della domanda a quello sguardo senza conseguenze, carico di vile indifferenza.

Ma pu accadere che lo stesso intenso e frenetico ritmo sia interrotto da un discorso poco chiaro, da un pianto sconcertante, da un momento di smarrimento imprevisto e difficilmente plausibile: chi sta parlando, chi sta dicendo cosa, perch piange, o solo perch trema. Le domande non trovano alcuna risposta negli abiti, n nella voce. Sembra incredibile stia accadendo, sembra che il tempo dello sguardo rapito si distenda fuori controllo, sembra che il passo stenti a proseguire nella sua sicurezza.
Non ci sono parole, figure o categorie per spiegare: perch quella donna, o quell'uomo, parlava da sola, perch ha pianto improvvisamente, o perch si  messa a tremare abbassando gli occhi, dinanzi alla strada da attraversare, chiedendo aiuto.
Le domande non trovano quiete e chiedono allo sguardo una promessa: la prossima volta si rivolga altrove, al primo cenno di qualcosa del genere, si rivolga altrove per non rimanere catturato nel rischio di ci che non sa, non pu spiegarsi. E si costituisce la categoria di ci che non deve essere n visto n ascoltato.

Notturno in periferia, U. Boccioni, 1911 - Dia, Indire I disturbi della mente non vestono facili abiti, non permettono unimmediata definizione, n si prestano facilmente ad avere un nome. I disturbi della mente richiedono urgentemente di non essere visti, perch il passo proceda sicuro e le domande zittiscano.
E lemarginazione cui chi soffre queste patologie costretto: non deve farsi vedere, per non spaventare, perch la mente dei sani non pu e non deve sapere di potersi ammalare.

Avviene che non sia un incontro occasionale, che non sia un passante o un compagno di autobus a vivere il disturbo mentale, ma che sia un familiare. Avviene che la disperazione sia in una famiglia e sia, dinanzi agli occhi di chi non la comprende, una condanna senza rimedio. E avviene che il malato diventi colpevole di portare dolore ai suoi cari. Avviene che sia in una classe, a scuola, e sia un bambino a soffrire, e diventi colpevole di non guarire o solo di non saper spiegare cosa che gli passa per la testa, quando diventa strano e irrequieto. Avviene che sia linsegnante a non farcela pi, a non chiedere aiuto perch altrimenti diventa un pazzo qualsiasi, un altro da non guardare.

Ma non deve essere cos, se spesso cos: i disturbi della mente possono esser curati, compresi, soprattutto conosciuti. Perch non costituiscano unulteriore categoria, la peggiore forse, ma perch si possa sapere che il senso di uno sguardo strappato al proprio tempo pu dare respiro a chi si sente spesso costretto a non farsi vedere, a non farsi ascoltare.
In questo senso le iniziative dei volontari, leducazione nelle scuole e nelle famiglie, la sensibilizzazione da parte di specialisti capaci di spiegare cosa sono e come si curano i disturbi mentali, contribuiscono a capire qualcosa di pi.  

Il 5 Dicembre, il ministero della Salute ha promosso la Giornata nazionale per la salute mentale: in tutta Italia, nei Capoluoghi Regionali, saranno allestiti gazebo informativi in cui sar fornito materiale informativo da parte delle Associazioni specialistiche che collaborano con liniziativa.
Lo slogan della giornata chiaro e significativo: Curare i disturbi mentali si pu. Vincere il pregiudizio si deve.

 
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