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INTERCULTURA

La conferenza europea INFO

Un modello di formazione per insegnanti in aree plurilinguistiche con presenza di lingua minoritaria

di Alessandra Missana
10 Dicembre 2007

LIstituto Pedagogico Ladino (Bolzano) in collaborazione con lAgenzia Nazionale per lo Sviluppo dellAutonomia Scolastica, nucleo territoriale del Friuli Venezia Giulia, ha recentemente presentato il progetto INFO, nato per dare una prospettiva pi vasta allazione delle lingue meno diffuse in ambito scolastico. Questo concetto stato ribadito nella relazione di apertura di Alessandra Missana, Direttore del Nucleo Regionale Friuli Venezia Giulia de l'Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dellAutonomia Scolastica, che ha ricordato come listituto ha da sempre attivato progetti volti alla diffusione del plurilinguismo e attenti alla diversit linguistica, intesa come ulteriore sostegno ad un apprendimento linguistico integrato (vedi Programma).
Roland Verra, Presidente dellIstituto Pedagogico Ladino, ha evidenziato con forza come la lingua minoritaria non debba essere vista soltanto quale valore culturale da tutelare e da promuovere, ma anche quale elemento fondante di una competenza plurilingue necessaria in ambito europeo e rappresentante un plus-valore metalinguistico, spendibile in tutti gli ambiti di istruzione.

Dia IndireLa spendibilit della conoscenza delle lingue minori stata sottolineata anche dallAssessore alla cultura della Regione Friuli Venezia Giulia, Roberto Antonaz, il quale ha ricordato le leggi regionali a favore dello sloveno e del friulano, lingue che sono parte integrante della storia e della cultura della regione. Ugo Panetta, Direttore dellUfficio Scolastico Regionale, ha  sottolineato limportanza del coinvolgere le scuole del territorio in questo processo di educazione plurilingue, che oltre alla  conoscenza linguistica mira alla formazione del cittadino europeo, aperto alla diversit linguistica e culturale. Antonio Degasperis, in rappresentanza del MPI -Direzione Generale per gli Affari Internazionali, ha ribadito linteresse della Direzione per il progetto che ben si inserisce nellazione di sostegno alla creazione di un ambiente pi  favorevole alla valorizzazione, impiego e insegnamento delle lingue.
Il lavoro, come ha sottolineato Olimpia Rasom-coordinatrice del progetto, il frutto di una ricerca - finanziata in un primo momento dal MPI-Direzione Generale per gli Affari Internazionali dellIstruzione Scolastica ed in seguito dalla Commissione europea, nellambito di Comenius 2.1 - condotta da nove istituti partner  i quali, dopo aver individuato i bisogni degli/delle insegnanti operanti in 11 areee plurilinguistiche, hanno congiuntamente individuato le linee guida per un modello di formazione  per insegnanti in servizio che, evidenziando gli elementi di qualit di un percorso professionalizzante, consentano allinsegnante di disporre di strumenti didattici, conoscenze e atteggiamenti e di utilizzare approcci metodologici e strategie, tali da realizzare al meglio la pratica didattica e promuovere appieno le possibilit di crescita delle alunne e degli alunni parlanti lingue meno diffuse.

Il percorso di formazione rivolto principalmente agli insegnanti della scuola primaria che intendono attivare un'iniziativa o un progetto in lingua minoritaria, ma la flessibilit di approccio che lo caratterizza permette la sua trasferibilit ad altri livelli e situazioni di insegnamento/apprendimento che intendono confrontarsi con una didattica plurilingue in dimensione europea.
LAgenzia Nazionale per lo Sviluppo dellAutonomia Scolastica, grazie al sapiente coordinamento della Prof.ssa Marilena Nalesso, ha partecipato attivamente alla ricerca, durata oltre tre anni, fotografando la realt regionale e contribuendo a far emergere le necessit degli insegnanti che si trovano in contesti plurilinguistici e la cui azione  volta a significare il valore aggiunto di una regione le cui istituzioni scolastiche operano in stretto contatto con altri sistemi di istruzione propri dei paesi confinanti. Insegnare in aree con presenza di lingue meno diffuse implica una professionalit specifica oltre ad una sensibilit orientata alla tutela di beni intellettuali e culture che vanno ad arricchire il panorama linguistico e la volont dintegrazione delle varie regioni.
Le relazioni che si sono succedute hanno illustrato i vari momenti del percorso formativo e gli aspetti caratterizzanti il modello plurilingue, il cui scopo prioritario lintegrazione dellinsegnamento della lingua minoritaria con linsegnamento e luso di altre lingue. Sono stati individuati alcuni ambiti tematici in grado di rispondere ai bisogni formativi emersi dallindagine preliminare e che possono diventare comuni a docenti che operano  in aree plurilingui. Il corso ha quindi approfondito i seguenti aspetti: gestione di progetti didattici, aspetti normativi, politica linguistica della attivit scolastiche, educazione plurilingue ed insegnamento della lingua minoritaria, produzione di strumenti didattici e materiali.

La seconda parte dei lavori stata dedicata agli ultimi due ambiti attraverso la presentazione dei progetti elaborati ed attivati dai docenti nelle rispettive aree di provenienza.
Le proposte didattiche, improntate ad elementi condivisi da tutti i partecipanti, offrono variet di approcci e di indicazioni sia sotto forma di materiali per l insegnante sia di esempi di attivit di classe.
Fra i materiali utili alla progettazione dellinsegnante vengono suggerite delle linee guida per progetti che si propongono di coinvolgere lambiente scolastico, le famiglie ed il territorio.
Nella prospettiva dellintroduzione della lingua minoritaria nei curricoli scolastici non bisogna sottovalutare limportanza di una sensibilizzazione di tutti coloro che, a vario titolo e con responsabilit diverse, sono chiamati a fornire il loro sostegno. Il coinvolgimento dellambiente scolastico e, in prospettiva, del territorio e dellintera comunit che parla la/e lingua/e minoritaria/e considerato dagli insegnanti un elemento fondamentale nella progettazione dellintero percorso.
La capacit di attivare strategie di promozione e di attualizzazione della lingua minoritaria e di attivare processi di interiorizzazione delle motivazioni per la promozione della lingua minoritaria e del plurilinguismo , del resto,  uno degli elementi di qualit individuati dal gruppo di progetto che devono connotare unesperienza in lingua minoritaria.
La maggior parte dei progetti ha sviluppato dei percorsi di apprendimento/insegnamento con obiettivi ben definiti volti allinserimento della lingua minoritaria nei rispettivi contesti di apprendimento. Le proposte, pur con le variabili determinate dai diversi sistemi scolastici e curricoli, possono essere utili come riferimento per la progettazione di lezioni e di unit di apprendimento, che permettono di sviluppare un discorso didattico vicino ai bambini.
Il bambino diventa lattore principale del proprio apprendimento e viene guidato e coinvolto in prima persona, attraverso la riflessione sul proprio fare, nelle diverse fasi, con compiti ben precisi.
Laspetto metacognitivo dellapprendimento viene in questo modo sviluppato negli allievi, che potranno in seguito applicare il procedimento riflessivo ad altre situazioni.
Dia IndireLaccento costantemente posto sulla necessit di uneducazione interculturale per una riflessione sulla diversit tra culture diverse, sul problema dellintolleranza e sul fattore negativo del pregiudizio.
Interessanti sono anche le attivit, strumenti e materiali predisposti ed utilizzati nella pratica di classe, che evidenziano la capacit dei docenti corsisti di elaborare strumenti che presentano caratteristiche di incisivit ed efficacia per la promozione della madrelingua e del plurilinguismoil saper applicare la variet di strumenti didattici nelle diverse realt plurilinguistiche.
Fra le attivit didattiche maggiormente utilizzate dai rispettivi insegnanti i giochi sono stati considerati i pi adatti a stimolare i bambini ad apprendere la lingua minoritaria in un contesto stimolante e vicino ai loro interessi.
Il ricorso alle storie ha rappresentato unaltra modalit, seguita da parecchi insegnanti, per lintroduzione e/o lapprofondimento della lingua minoritaria. Le storie vengono usate, oltre che per lapprendimento della struttura della lingua, come opportunit di esprimere le proprie opinioni e  soprattutto per la loro valenza culturale, con il riferimento a personaggi  e tradizioni locali.
Dalla presentazione dei molteplici aspetti in cui si articolato il percorso progettuale sembra di poter cogliere indicazioni e individuare alcuni punti chiave condivisi da quanti a vario titolo vi hanno partecipato che potranno, in futuro,  essere ripresi ed adattati ad altri contesti in lingua minoritaria nella strutturazione di un percorso formativo.

Fra questi ricordiamo:

  • La scelta di un approccio metodologico di tipo comunicativo, che pone laccento sulle abilit orali e sul saper fare e si propone di migliorare lo standard della lingua parlata
  • Luso di modalit e tecniche di insegnamento innovative, improntate alla flessibilit, attente  agli stili individuali e alle strategie di apprendimento degli alunni
  • La didattica laboratoriale come modalit di lavoro adatta alla scuola primaria
  • Il ricorso ad attivit didattiche motivanti didatticamente e affettivamente per coinvolgere il bambino in prima persona, sollecitare il suo interesse per la propria lingua e la curiosit verso altre lingue e culture
  • Luso di una grande variet di materiali, la maggior parte dei quali prodotti autonomamente dai corsisti per rispondere in modo mirato alle diverse esigenze dei bambini e per sollecitare la loro curiosit verso le proprie origini e tradizioni culturali
  • Lutilizzo delle nuove tecnologie (CD Rom, power point, Interactive White Board) in tutti i progetti, a sostegno di una maggiore interazione fra i bambini
  • La visione della lingua come veicolo privilegiato di cultura, come stimolo per il plurilinguismo; apprendimento linguistico ma anche educazione interculturale
  • La consapevolezza che lintegrazione linguistica e lintegrazione con altri linguaggi sono alla base di un percorso che dia dignit e forza alla lingua minoritaria verso un curricolo veramente plurilingue

Emerge inoltre un profilo abbastanza articolato delle competenze professionali qualificanti per un docente che intende operare, in contesti multilingui, per il rafforzamento della propria lingua di minoranza, secondo unottica di plurilinguismo, che vede nellintegrazione e nello scambio di esperienze i suoi momenti pi importanti.

 


 

 
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