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LINGUE STRANIERE

Insegnamento/Apprendimento delle Lingue Straniere in Italia

Una analisi dellofferta bibliografica della banca dati on-line BIBL

di Tiziana Mezzi
24 Agosto 2009

Introduzione

Nellarticolo si affrontano le tematiche attuali pi discusse in ambito glottodidattico, che sono entrate ad arricchire il patrimonio di risorse on line della Banca Dati bibliografica  BIBL dellANSAS (Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dellAutonomia Scolastica, ex INDIRE). Con questa Banca dati, docenti, esperti e ricercatori appartenenti a tutti i livelli distruzione possono consultare un archivio elettronico di testi e articoli, suddivisi nelle tematiche pi rilevanti delle Scienze dellEducazione, e documentati  attraverso una indicizzazione semantica e un abstract che ne sintetizza i contenuti concettuali specifici pi qualificanti.
Vista lannosa e spinosa polemica sullimportanza della formazione/aggiornamento dei docenti, questa banca dati costituisce oggi per loro uno strumento valido per provvedere alla formazione e al proprio aggiornamento professionale.
In generale si pu dire che lutente che entra nel sito BIBL trova non solo una banca dati bibliografica sulle scienze delleducazione, ma un ambiente dove le informazioni relative a questo grande settore della conoscenza sono gestite e offerte secondo varie linee di approfondimento.

La Banca Dati BIBL per gli insegnanti e il lavoro dei Centri di Documentazione
Larchivio elettronico di BIBL frutto del lavoro e della collaborazione tra Dipartimenti universitari, Istituti di ricerca e Associazioni culturali e professionali di insegnanti. BIBL suddiviso in 33 Aree tematiche che coprono i vari campi del settore pedagogico-educativo e viene aggiornato costantemente dal 1985. Per larea tematica delle Lingue Straniere, cos come per ognuna delle 33 aree tematiche, un Responsabile Scientifico seleziona i testi avvalendosi del contributo professionale di una quipe di esperti collaboratori che documentano articoli, monografie, materiale multimediale, materiale grigio come tesi, relazioni, corsi, dispense ecc. attraverso una puntuale indicizzazione (parole-chiave) tratta dal Thesaurus Europeo di Scienze dellEducazione (TEE) e un abstract riassuntivo dei principali contenuti; dopo una supervisione da parte del responsabile scientifico, la documentazione raccolta inviata allANSAS che ne valuta la pertinenza documentaria e la pubblica on-line nella sua Banca Dati per la consultazione gratuita. Questa collaborazione di tipo circolare tra tutta lquipe scientifica consente di mantenere alta e costante la qualit dei documenti proposti.
Un'altra risorsa disponibile su BIBL per i docenti di Lingue Straniere la consultazione della lista, oggetto di continua revisione, degli almeno venti testi fondamentali sulla glottodidattica delle Lingue Straniere, considerati oggi indispensabili per la costruzione di una conoscenza teorico-applicativa e per poter svolgere il proprio ruolo di docente.

LArea Tematica Lingue Straniere nella banca dati BIBL
Questo spazio tematico si occupa della documentazione informativa sulle ricerche glottodidattiche, cognitive e metacognitive riguardo allinsegnamento e apprendimento delle lingue straniere che sono oggi tra le discipline dei corsi di studio degli istituti educativi, ovvero inglese, francese, spagnolo e tedesco.
Attualmente, i documenti catalogati e archiviati nel campo Didattica delle Lingue Straniere (uno dei descrittori con cui avviare una possibile ricerca) sono 884, di cui ben 354 di sola pertinenza della lingua inglese, 144 della lingua tedesca, 100 della lingua francese e 53 della lingua spagnola. Si palesa con evidenza, quindi, una maggiore attivit di ricerca e di indagine sul versante anglistico, a testimonianza ulteriore di una predominanza, confermata anche questanno, della lingua inglese sugli altri idiomi. Daltra parte, le pressanti esigenze di comunicazione globale per stare al passo con un mondo che cambia ed frutto di evoluzione continua fanno s che anche la letteratura scientifica in ambito glottodidattico sviluppi un numero pi consistente di scritti in lingua inglese e per la lingua inglese; questa tendenza testimonia lincentivazione dellinglese come lingua di comunicazione internazionale.


Negoziazione, Interazione, Interculturalit e Plurilinguismo: le parole chiave della recente glottodidattica
Poich si parla insistentemente di globalizzazione e di efficacia della comunicazione, uno dei punti salienti pi marcati, da un punto di vista didattico, la necessit di accompagnare gli apprendenti verso la conquista della cosiddetta abilit di negoziazione , lo sviluppo della quale rende linterlocutore in grado di saper chiedere aiuto e/o spiegazioni e chiarimenti per risolvere eventuali malintesi che possono sorgere nella pragmatica di scambi comunicativi. La maturazione di questa competenza comporta la parallela gestione della capacit di interazione, un altro degli elementi fondamentali sui quali la glottodidattica concentra la sua attenzione; non a caso, il lemma interazione presenta ben 213 ricorrenze come descrittore di ricerca in BIBL.
La capacit di negoziare e interagire con un interlocutore  presuppone, nondimeno, la  conoscenza e laccettazione di una cultura diversa dalla propria. Per questa ragione, coadiuvanti dellabilit di negoziazione e interazione diventano, oltre alla tradizionale competenza metalinguistica (descrittore con sole quattro ricorrenze), la competenza strategica , metadiscorsiva  e interculturale fin dal primo ciclo di apprendimento, indicate dal pi generico descrittore competenza comunicativa e competenza pragmatica che ricorre per ben 188 volte.

Le istanze della Commissione Europea: plurilinguismo e multiculturalit
Da qualche anno si continua a sottolineare che le pressioni della Commissione Europea e dei suoi organi rappresentativi per quanto riguarda linsegnamento/apprendimento linguistico sono finalizzate alla promozione della multiculturalit e del plurilinguismo (descrittore con 89 ricorrenze). Le pubblicazioni che ne sono scaturite, a testimonianza di queste reiterate sollecitazioni, rimarcano la necessit di porre attenzione sulla complessit e totalit del processo di apprendimento, che coinvolge appunto la sfera cognitiva, metacognitiva, socio-culturale e socio-affettiva del singolo individuo. Linsegnamento plurilinguistico e multiculturale, quindi, mira alla conoscenza e allaccettazione della diversit, alla convivenza civile, alla tolleranza e accettazione delle peculiarit culturali altrui cos da poter formare ed educare un cittadino appartenente al mondo, non pi arroccato allinterno della sua sola realt assiologica e culturale. Lapproccio che si privilegia dunque di tipo pragmatico-comunicativo e vede limplicazione e la cooperazione di docente e apprendente in uno stesso processo di sviluppo al fine di arrivare a costruire lapprendimento dellallievo mediante la maturazione dinamica e interagente di nuove conoscenze e abilit, frutto di osservazione (descrittore con 225 occorrenze), auto-osservazione e processi di riflessione (competenza riflessiva, 5 occorrenze) delle proprie ed altrui attivit cognitive (metacognizione, 85 ricorrenze).

Attivit didattiche e materiali applicativi
Alla luce di queste continue insistenze verso la maturazione di competenze interazionali e pragmatiche , anche le attivit e i materiali didattici proposti dai manuali (in formato cartaceo e/o virtuale) propongono dialoghi, imprevisti comunicativi e attivit varie volte alla conoscenza e allo sviluppo della dimensione anche culturale della lingua e dellabilit di negoziazione. Molte attivit, inoltre, fanno leva sulla carica affettivo-emozionale dellapprendente, poich le ricerche pi recenti confermano che lo studente molto pi motivato ad apprendere nel momento in cui si sente coinvolto o deve parlare di s . Da quanto asserito, quindi, risulta evidente che le pi attuali ricerche in campo cognitivo e metacognitivo sottolineano linutilit di soffermarsi sugli elementi linguistico-formali e strutturali di una lingua rispetto, invece, allo sviluppo di abilit pi pragmatiche e contestualizzate da applicare in contesti reali di comunicazione. Le possibili attivit da proporre, perci, mirano oggi allo sfruttamento dei linguaggi di tutti i media (musica, arte, cinema, prosa, poesia, teatro, pubblicit, fumettistica, grafica, Internet, ecc.) per essere pi dinamiche e far leva sul divertimento ludico (prosecuzione di dialoghi, drammatizzazione, interviste, role-play, scambio di e-mail, giochi didattici, ecc.). Per quanto riguarda le attivit laboratoriali in particolare, si tende a incentivare sempre pi percorsi di apprendimento di tipo C.L.I.L. (Content and Language Integrated Learning), per un uso veicolare della lingua straniera. Unit di apprendimento che vedono la collaborazione tra docente di lingua e docente di disciplina, secondo studi recenti, promuovono lo sviluppo delle tre dimensioni della persona (personale, sociale, interculturale) sulle quali si insiste in didattica. Il CLIL, inoltre, ritenuto un approccio di maggiore valenza in quanto, poich la comunicazione di contenuti disciplinari avviene prevalentemente in lingua straniera, incentiva le abilit orali, favorisce un apprendimento implicito (induzione) volto allautonomia, crea un contesto di apprendimento creativo che si basa sullinput e sullo stimolo sempre nuovo e favorisce situazioni di cooperative learning (descrittore con 4 voci).
Estremamente importante in ambito glottodidattico risulta essere il ricorso alle Nuove Tecnologie dellInformazione e della Comunicazione (TIC, descrittore con 19 richiami); in particolare, nuove forme di comunicazione in rete, gratuite e non, si rivelano altamente vincenti anche in contesti didattici per stimolare lapprendimento. Limpiego delle tecnologie, multimediali e digitali, infatti fortemente motivante per gli studenti per la loro caratteristica intrinseca di accorpare in s pi media e linguaggi (visivo e sonoro in primis). Le potenzialit via via pi ampie dei software hanno incrementato le possibilit di apprendimento in modalit e-learning (descrittore con 129 ricorrenze) e blended learning (apporto delle TIC nelle comuni attivit didattiche, 11 richiami in BIBL). 

Il Portfolio Europeo delle Lingue (P.E.L.)
Nellambito della glottodidattica delle lingue straniere, inoltre, estremamente utile risulta essere luso del Portfolio Europeo delle Lingue (P.E.L., descrittore con 87 voci), impiegato, tra laltro, anche per linsegnamento dellitaliano come L2 per linserimento dei bambini immigrati nella comunit. Il P.E.L. un utile strumento per lapprendente in quanto stimola linduzione delle capacit riflessive, cognitive, metacognitive e affetto-culturali mediante la richiesta di registrazione e documentazione del proprio processo di apprendimento; consente inoltre il recupero di saperi, competenze e strategie gi acquisite e applicate attestando anche il progresso dellautonomia e dellautovalutazione. Il Portfolio, divenendo uno strumento di controllo del proprio processo di apprendimento (globale e in itinere), riveste un importanza trasversale.

La motivazione, requisito indispensabile del processo di apprendimento
Qualunque sia la metodologia, lapproccio o lattivit didattica per cui si opta, ci che rimane costante per quanto riguarda lapprendimento, lo sviluppo del plurilinguismo e dellinterculturalit il peso precipuo e imprescindibile che ricopre la motivazione (descrittore con 484 richiami documentali), la quale si considera rimanga alla base e fattore condizionante di qualunque percorso di maturazione.

Formazione e aggiornamento docenti: problemi di saltuariet e organizzazione
Per lapplicazione e lapplicabilit di pratiche didattiche innovative, che tengano conto delle sollecitazioni e delle raccomandazioni dellUnione Europa, bisogna anche considerare il livello e la modalit di formazione e aggiornamento degli insegnanti in Italia (in BIBL vi sono 924 documenti e 10 descrittori).
Molte agenzie e associazioni di formazione, tra cui il Lend (Lingua e Nuova Didattica) considerano come punto di arrivo il docente cosiddetto riflessivo (formazione riflessiva, 4 documenti), rigettando la tradizionale scissione tra pensare e agire, tra sapere e fare, e tra decidere e attuare. Linsegnante-ricercatore deve divenire una professionalit in movimento ed essere in grado di elaborare una sua teoria attraverso losservazione (225 documenti) e la pratica diretta dellattivit didattica. Per fare questo, di considerevole rilevanza diventano: la necessit di saper contestualizzare, utilizzare i nuovi strumenti tecnologici, ideare percorsi formativi diversificati (tenendo conto dei vari stili di apprendimento degli studenti), cooperare nella ricerca di scelte didattico-metodologiche da applicare in classi oggigiorno sempre pi eterogenee, porsi delle finalit e degli obiettivi da raggiungere e da certificare secondo quanto previsto dal QCER e essere disponibili verso periodi di mobilit per uno scambio di risorse umane con lestero. Questa figura professionale, pensata in questottica di qualit, per rispondere alle esigenze dellEuropa e del mondo dellistruzione in generale, deve essere consapevole di aver necessit di una formazione che dura per tutto larco della sua vita lavorativa (lifelong learning, descrittore con due richiami documentali). Purtroppo, per, oggi, malgrado si discuta molto sul ruolo precipuo della formazione per la costruzione di un insegnante di qualit, in Italia dove la formazione non nemmeno obbligatoria si assiste a percorsi di crescita e preparazione professionale che sono frutto dellorganizzazione effimera e occasionale di poche associazioni, che combattono e portano avanti la loro battaglia sulla formazione con grande tenacia e facendo leva sulla ferma convinzione della necessit di creare un circuito di formazione permanente e costante per ideare un sistema educativo funzionante e di alto livello.

Il ruolo del tirocinio e del microteaching nella formazione iniziale
Per quanto riguarda la formazione iniziale dellinsegnante, tutti i formatori convergono sulla necessit di avviare alla professione di futuri docenti attraverso l esperienza attiva e pratica sul campo, riconoscendo alla etero-osservazione un ruolo precipuo in campo didattico. Oltre ad apprendere i vari rudimenti teorici, quindi, il ruolo del tirocinio (90 documenti) e del microteaching (7 documenti) si ritengono conditio sine qua non per il loro intrinseco ruolo di collante tra teorie glottodidattiche e applicazioni pratiche. Entrambi, inoltre, portano allattuazione di fasi di progettazione, riflessione e confronto con il gruppo classe. Alla base del percorso di formazione iniziale, quindi, ci deve essere lo sviluppo della capacit di saper riflettere sulla propria esperienza, cos da migliorare o modificare i propri interventi e le proprie decisioni in un contesto guidato come quello istituzionale-educativo. Il primo livello di osservazione del microteaching quello globale, di durata effimera, atto a ricevere e raccogliere le impressioni generali sulla classe (il clima, la tipologia di intervento, la qualit dellinterazione fra pari e con linsegnante, ecc.). Ad un secondo stadio vi un tipo di osservazione pi mirata e strutturata (comunicazione verbale, prossemica, cinetica, motivazione, capacit inferenziale degli allievi, stili di apprendimento, tipologia delle attivit, contenuti dinsegnamento, percorsi individualizzati, competenze stimolate, ecc.). Da tutto questo si inferisce che, in un percorso di formazione iniziale, bisogna educare linsegnante allosservazione e far s che questa figura professionale si appropri di metodiche riflessive e di ricerca da utilizzare in classe, cos da saper gestire situazioni anche complesse. Questo approccio etnografico consentir al docente di comprendere, analizzare e interpretare una situazione in un contesto didattico e di intervenire anche in presenza di situazioni critiche e complesse.

La maturazione dellauto-osservazione e della ricerca azione nella formazione in servizio
Nella formazione in servizio (f.i.s., 104 documenti) si d maggiore rilevanza alla maturit dellauto-osservazione e alla prassi della ricerca-azione, gestita autonomamente dal docente. La ricerca-azione, infatti, implicando unindagine riflessiva sul proprio operato mediante la considerazione e la sinergia di teoria e pratica, si pu considerare una strategia metacognitiva di intervento utile per la formazione permanente. Essa consente di analizzare e di comprendere, una volta isolata unarea problematica, una determinata situazione mediante il coinvolgimento diretto degli stessi attori della situazione, facendo leva sulla sua doppia dimensione di azione e, allo stesso tempo, ricerca sul campo. Questa metodologia ha infatti il pregio di accorpare in s teoria e pratica, dimensione personale e istituzionale, dettagli micro e macro. Quindi, dopo aver delimitato il focus dindagine, si osserva e si raccolgono i dati, poi si pianificano strategie di intervento e le si applicano controllando, via via, il proprio operato e gli esiti che si stanno ottenendo, possibilmente condividendo e scambiando opinioni, commenti e valutazioni in collaborazione con uno o pi esperti del settore. La ricerca azione, quindi, implica la capacit di saper individuare una situazione, di saper utilizzare dati provenienti da pi fonti, di saper collaborare per capire meglio questi dati contingenti, seguendo e vagliando pi punti di vista. Poich richiede abilit nellosservazione e nellanalisi di una situazione, inoltre, questa metodica pu essere utile anche per la formazione iniziale. In entrambi i casi, comunque, necessario adottare una politica di distanziamento per giungere a una valutazione della situazione il pi obiettiva e distaccata possibile, scevra dellautoreferenzialit del solo personale mondo di riferimento. Prendere appunti, (video)registrarsi, considerare il feedback degli studenti o il punto di vista di un osservatore esterno possono essere delle utili strategie per attivare dispositivi di distanziamento rispetto alla propria soggettivit.

Conclusione
Tenendo conto di quelle che sono state le pluriennali spinte provenienti dagli organi direttivi dellEuropa, per poter pensare ad un sistema educativo qualificato e in grado di inserire ogni singolo individuo in un contesto di portata non solo nazionale ma anche e soprattutto internazionale, si deve prestare attenzione allo sviluppo del plurilinguismo, alle strategie per motivare lapprendente, alle modalit per applicare le varie teorie e tecnologie didattiche, alla scelta delle tematiche da veicolare, alle possibilit derivanti dal fare osservazione e ricerca azione in classe e allinvestimento necessario per la formazione iniziale e in servizio dei docenti.


Risorse on-line per i docenti di lingua straniera: riviste e affini

IN LINGUA ITALIANA:
- Studi di Glottodidattica                                  
http://www.glottodidattica.net


IN LINGUA INGLESE
- BRJ Bilingual Research Journal 
http://www.brj.asu.edu/

- CALL
http://www.szp.swets.nl/szp/frameset.htm

- CALL-EJ Online
http://www.tell.is.ritsumei.ac.jp/callejonline

- ELT Journal
http://www3.oup.co.uk/eltj

- FORUM
 http://www.exchanges.state.gov/forum

- JLL - Journal of Language and Learning
http://www.shakespeare.uk.net/journal/jllearn_home.htm

- JLL Journal of Language and Linguistics
http://www.shakespeare.uk.net/journal/jlling_home.html

- JLL Journal of Language and Literature
http://www.shakespeare.uk.net/journal/jllit_home.html

- LLT - Language Learning & Technology 
http://llt.msu.edu

- Reading in a Foreign Language
http://www.nflrc.hawaii.edu/rfl

- Teaching English as a Second or Foreign Language
http://www-writing.berkeley.edu/TESL-EJ

- The Internet TESL Journal
http://www.iteslj.org   

- The Modern Language Journal
http://www.wiley.com/bw/journal.asp?ref=0026-7902

- Translation Journal
http://www.accurapid.com/journal

- L&S Learning and Support Services
http://www.polyglot.lss.wisc.edu/


IN LINGUA TEDESCA:
- GFL Journal 
http://www.gfl-journal.de

- Zeitschrift fr Interkulturellen Fremdsprachenunterricht
http://www.ualberta.ca/~german/ejournal/ejournal.htm


IN LINGUA FRANCESE
- ALSIC  Apprentissage des langues et systmes d'information et de communication
http://www.alsic.org

- CORELA Cognition Reprsentation Langage
http://edel.univ-poitiers.fr/corela

- Le franais dans le monde
http://www.fdlm.org


IN LINGUA SPAGNOLA:
- Cultura e intercultura en la enseanza del espaol como lengua extranjera
http://www.ub.es/filhis/culturele/index.html

 

 

 

 

 

 

 
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