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11 Giugno 2009

Lingua, letteratura e cultura in una dimensione europea

di Gisella Langé e Nicoletta Biferale

L’offerta formativa per i docenti di lingue straniere. Alla ricerca del percorso didattico... senza perdersi.


Nell’ambito del Progetto PON  ASSE I  Obiettivo B  Azione B.1 Programma Operativo Nazionale FSE Competenze per lo sviluppo 2007-2013, hanno preso l’avvio le iscrizioni per il Progetto/azione di formazione del personale docente su Lingua, letteratura e cultura in una dimensione europea.
Oggetto della formazione sono da una parte la metodologia relativa all’insegnamento ed apprendimento della lingua italiana e delle lingue straniere, dall’altra, tenendo conto del quadro di riferimento appena delineato e delle Indicazioni nazionali del 2007, il recupero delle conoscenze disciplinari.
Per il piano Lingua, letteratura e cultura nella dimensione europea sono stati elaborati una serie di materiali teorici e di percorsi metodologico-didattici innovativi che costituiscono l’offerta formativa di un ambiente di formazione, collaborazione e produzione per gli insegnanti di italiano e delle lingue straniere.
Ecco il progetto spiegato da Gisella Langé e Nicoletta Biferale che hanno lavorato alla realizzazione del piano dell’offerta formativa per la parte relativa alle lingue straniere.


L’ambiente di apprendimento

L'impianto operativo dell’ambiente di apprendimento è particolarmente innovativo rispetto ad altre piattaforme di PuntoEdu. Le varie at tività proposte hanno un legame molto stretto con l'unità teorica di riferimento: nascono dalla teoria e rappresentano per il docente una esemplificazione operativa finalizzata a:

  • guidarlo nell’azione didattica in classe
  • aiutarlo ad andare oltre il singolo approccio o metodologia
  • suggerire gli strumenti e le tecnologie che sembrano più opportuni


I contenuti di riferimento
Oggetto di questa area sono la “nuova” professionalità del docente di lingue straniere, gli aspetti portanti del QCER e i nuovi concetti di valutazione. Vengono identificati gli elementi caratterizzanti il profilo del docente “europeo” e i concetti chiave del QCER (approccio orientato all’azione, didattica basata su attività comunicative e su compiti, pedagogia fondata su progetti…), fornendo esempi tratti da materiali di comune uso nelle classi (libri di testo, programmi TV,  software vari). Sono stati messi a fuoco aspetti di valutazione, autovalutazione e certificazione degli apprendimenti linguistici  analizzando vari descrittori di competenze ed esempi di Portfolio Europeo delle Lingue.
 
La  metodologia per i corsisti
Tutto il processo viene guidato da tutor
, esperti disciplinari appositamente selezionati. Le classi virtuali propongono un approccio fortemente collaborativo: compito dei i tutor  è sostenere e guidare la fruizione dei contenuti e delle attività. Dopo una prima fase di studio e lavoro tra pari “su compito”, vengono proposte attività da sperimentare in classe con gli studenti. Ogni percorso formativo si conclude con una fase di progettazione collaborativa fra i corsisti e di autovalutazione individuale di quanto sperimentato.
Tutti materiali e le attività sono proposti nella lingua straniera di riferimento: inglese, francese, tedesco, spagnolo. Il docente-corsista usa la lingua per apprendere nuovi contenuti e sviluppa le attività in classe con i suoi studenti.

Il processo
L’architettura della formazione è nata da un’idea: far sperimentare un approccio collaborativo ai docenti-corsisti. Di fatto tutto il processo di creazione e di sviluppo della piattaforma formativa ha visto un lavoro corale, fortemente interattivo e collaborativo:

  • il MIUR ha  reperito le risorse per avviare il progetto e ha fornito gli spunti di partenza
  • l' ANSAS ha progettato il modello dell’ambiente di apprendimento e ha garantito il coordinamento e la realizzazione dei percorsi formativi
  • l’ideatore del materiale teorico e della articolazione dell’impianto ha selezionato contenuti e metodologie focalizzate sull’”essere docente” e sul “fare scuola” in un contesto europeo
  • gli Enti Culturali di Francia, Germania, Spagna e Regno Unito hanno fornito spunti di comparazione e riflessione, oltre al loro know how linguisitico 
  • gli autori dei percorsi, docenti esperti e/o formatori, hanno concretizzato nella produzione dei “percorsi” quanto progettato e condiviso.

In breve: il vero intento della piattaforma è “rifondare” le modalità di insegnamento del docente di lingue straniere in un ambiente formativo unico, stimolante, innovativo!

(A cura di Gisella Langé)


Nel quadro dell’offerta formativa dedicata ai docenti di lingue straniere della scuola secondaria di primo grado che si articola in:

  • un’ unità teorica di riferimento  (comune a tutto l'impianto)
  • moduli (in cui sono declinati i macroargomenti su cui si basa l’offerta di lingua straniera)
  • nuclei (ossia ambiti tematici relativi ai diversi argomenti, all’interno dei quali si trovano i percorsi didattici per le varie lingue (fare link con struttura-offerta-formativa)

Si può affermare che questi ultimi hanno l’ambizione di collegare “ciò che il docente ha appreso”  per migliorare le proprie competenze con “ciò che egli può applicare in modo efficace nella pratica didattica quotidiana” all’interno di un processo di “ricerca attiva” in cui la riflessione critica, individuale e di gruppo, rappresenta lo sviluppo professionale di ciascun corsista.
In chiave sintetica, la finalità dei percorsi didattici di lingua straniera è quello di sostenere il corsista, in osservanza dei principi andragogici,  in modo che egli non si perda in una formazione generalizzata, ma che possa, come professionista adulto e in virtù della condivisione tra pari, trovare materiali, risorse e ipotesi di lavoro in classe adatti alle sue esigenze.
Ma cosa deve spingere un docente ad aderire a tale offerta? A quali  domande formative l’architettura d’insieme desidera rispondere per potere essere al servizio dei docenti di lingue della scuola media?
Proviamo a formulare alcune risposte, guardando con un occhio a Malcom Knowles (che ha sviluppato la teoria andragogica), con l’altro al contesto italiano (perché è il docente italiano il nostro corsista di riferimento e, come tale, presenta bisogni e interessi correlati alle disposizioni normative nazionali in materia educativa.

I documenti di riferimento
L’approccio plurilingue  
Non solo l’unità teorica, alla quale i percorsi didattici rimandano, ma anche i percorsi stessi si basano su documenti e orientamenti oramai consolidati a livello europeo e nazionale in materia di insegnamento/apprendimento/valutazione delle lingue straniere, in un’ottica di reciproco apporto e arricchimento. Abbiamo ritenuto, infatti,  che materiali e risorse disponibili  in una lingua possano essere utili anche a corsisti che insegnano altre lingue (per questo si troveranno documenti, abstract, citazioni  in italiano come “chiave” di acceso alla documentazione e alle proposte); sappiamo, inoltre, che molti docenti conoscono passivamente più lingue straniere oltre quella di insegnamento e che, pertanto, possono consultare direttamente, se lo desiderano, il materiale del collega “vicino” (in particolare con il supporto del tutor).

Le Indicazioni nazionali
All’interno dei vari percorsi didattici gli autori hanno cercato, quando possibile, di fare rinvii diretti alle disposizioni attualmente in vigore nel nostro Paese (in particolare alle indicazioni nazionali e alle indicazioni per il curricolo relative alla scuola secondaria di primo grado, agli “Assi culturali, assi dei linguaggi” relativi al compimento dell’obbligo di istruzione), in quanto si è ritenuto necessario proporre ipotesi di lavoro che, nell’autonomia delle scelte didattiche del docente e nel rispetto delle diversità di contesto, tengano conto di quanto delineato dalla normativa in termini di livelli essenziali di prestazione e di obiettivi strategici per lo sviluppo delle competenze (compresi i livelli di competenza in uscita per la scuola secondaria di primo grado, tarati sui livelli del QCER e  indicati nell’allegato D del decreto lgs.vo 226/05, fare link).

Il ruolo dell’esperienza personale e delle attività di sostegno tra pari
L’ambiente di formazione propone  percorsi didattici di vario tipo e per i diversi livelli di competenza degli alunni (a seconda della lingua e della classe di riferimento) concedendo un ampio margine di intervento da parte del docente corsista che potrà utilizzare le attività proposte adattandole alle proprie esperienze professionali e motivazioni individuali, nonché  agli interessi specifici che risultano dai contesti educativi nei quali si trova ad operare (i percorsi didattici sono stati progettati come “traccia” per esplorare più piste, se sono presenti più attività da sviluppare  in classe con gli alunni, esse sono presentate in modo  distinto, affinché il corsista possa selezionare) 

In ogni percorso si è prestata altresì attenzione a rispettare non solo le “esigenze” didattiche della scuola attuale, ma anche l’importante funzione della condivisone esperienzale tra pari (si è particolarmente insistito sulla valenza dell’interazione tra docente-docente attraverso proposte di  attività collaborative e di confronto, reali e virtuali, fra i corsisti).

Il disegno dei percorsi, come sono stati realizzati
I  percorsi didattici proposti nelle 4 lingue straniere, pur nella varietà di temi  e di approcci derivanti dal punto di vista di ciascun autore, si situano in un’architettura d’insieme e presentano alcune caratteristiche comuni:
- Discendono dall’unità teorica, si focalizzano sull’ambito individuato nel nucleo, ma si orientano su attività didattiche pratiche  da svolgere  a scuola con gli alunni, mirate allo sviluppo di competenze operative
- Esplicano la metodologia  applicata all’attività prescelta, così come le strategie didattiche da utilizzare, giustificandone la scelta
- Implicano per il corsista  momenti di riflessione “esperta” come professionista adulto per progettare o riprogettare il proprio lavoro in classe e utilizzare il feed-back  dei colleghi in un’ottica di apprendimento cooperativo
- Indicano le risorse da utilizzare (in vari formati, in particolare il multimediale,  a supporto delle attività didattiche e della riflessione fra pari)
- Suggeriscono gli strumenti di verifica e valutazione/auto-valutazione  (a scuola con gli allievi: per il controllo del processo didattico messo in atto e i risultati raggiunti; in classe di formazione: per acquisire consapevolezza su quanto il percorso abbia prodotto “valore aggiunto” sulla professionalità, su cosa bisognerebbe approfondire per “andare più lontano” o su “ulteriori bisogni emersi”).

Il ruolo del tutor
In qualità di facilitatore,  il tutor assicurerà un supporto stabile e costante ai corsisti per andare alla ricerca del percorso giusto, sia nelle formazione on line che negli incontri in presenza.
Egli sosterrà in particolare:
• l’individuazione dei bisogni formativi del singolo docente e del gruppo
• la disponibilità dei corsisti  ad apprendere per migliorare la propria professionalità ed applicare le competenze  acquisite ai contesti scolastici specifici
• le interazioni del gruppo (nei momenti on line e in quelli in presenza);
• le attività di progettazione didattica, di sperimentazione delle innovazioni in classe e di documentazione delle esperienze;
• la nascita e lo sviluppo di comunità di pratica
• la motivazione interna alla crescita professionale del docente, anche attraverso l’attivazione di processi di autovalutazione e di consapevolezza

Conclusioni
Il modello dell’ambiente di apprendimento, progettato da Ansas e validato dai referenti scientifici, vuole offrire un’opportunità di sviluppo professionale in cui siano soddisfatti i bisogni di formazione in termini di competenza (capacità di agire con efficacia nei contesti lavorativi), autonomia (possibilità di decidere personalmente cosa fare e come operare) e relazione (necessità di stabilire e mantenere legami nei contesti scolastici e tra pari). I percorsi sono stati sviluppati da formatori e docenti esperti che condividono con i corsisti le  problematiche del lavoro quotidiano in classe e la conseguente ricerca di soluzioni didattiche in grado di produrre successo formativo negli allievi.
 Ma il nobile intento di aiutare la riflessione critica sul proprio operato  e di avviare un rapporto proficuo tra pari in sede formativa, ci spinge a verificare se sono state da noi “intercettate” le esigenze dei destinatari. In attesa di conoscere, attraverso le iniziative formali  di monitoraggio, se e come l’offerta formativa contribuirà allo sviluppo della professionalità dei docenti delle regioni coinvolte, chi scrive è anche interessato a ricevere in itinere i preziosi feed-back dei corsisti (e a tenerne conto per il futuro).

(A cura di Nicoletta Biferale)


Per partecipare ai progetti PON può consultarsi il sito dedicato.

 
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