Nell’ambito del Progetto PON ASSE I Obiettivo
B Azione B.1 Programma Operativo Nazionale FSE Competenze per lo sviluppo
2007-2013, hanno preso l’avvio le iscrizioni per il
Progetto/azione di formazione del personale docente su Lingua,
letteratura e cultura in una dimensione europea. Oggetto della
formazione sono da una parte la metodologia relativa all’insegnamento ed
apprendimento della lingua italiana e delle lingue
straniere, dall’altra, tenendo conto del quadro di riferimento appena
delineato e delle Indicazioni nazionali del 2007, il recupero delle
conoscenze disciplinari. Per il piano Lingua, letteratura e cultura
nella dimensione europea sono stati elaborati una serie di materiali
teorici e di percorsi metodologico-didattici
innovativi che costituiscono l’offerta formativa di un ambiente di formazione,
collaborazione e produzione per gli insegnanti di italiano e delle lingue
straniere. Ecco il progetto spiegato da Gisella Langé e Nicoletta Biferale
che hanno lavorato alla realizzazione del piano dell’offerta formativa per la
parte relativa alle lingue straniere.
L’ambiente di apprendimento
L'impianto operativo dell’ambiente di apprendimento è particolarmente
innovativo rispetto ad altre piattaforme di PuntoEdu. Le varie
at
tività proposte
hanno un legame molto stretto con l'unità teorica di riferimento: nascono
dalla teoria e rappresentano per il docente una esemplificazione operativa
finalizzata a:
- guidarlo nell’azione didattica in classe
- aiutarlo ad andare oltre il singolo approccio o metodologia
- suggerire gli strumenti e le tecnologie che sembrano più opportuni
I contenuti di riferimento Oggetto di questa area
sono la “nuova” professionalità del docente di lingue
straniere, gli aspetti portanti del QCER e i
nuovi concetti di valutazione. Vengono identificati gli
elementi caratterizzanti il profilo del docente “europeo” e i concetti chiave
del QCER (approccio orientato all’azione, didattica basata su attività
comunicative e su compiti, pedagogia fondata su progetti…), fornendo
esempi tratti da materiali di comune uso nelle classi (libri di testo, programmi
TV, software vari). Sono stati messi a fuoco aspetti di valutazione,
autovalutazione e certificazione degli apprendimenti linguistici
analizzando vari descrittori di competenze ed esempi di Portfolio
Europeo delle Lingue. La metodologia per i
corsisti Tutto il processo viene guidato da tutor, esperti
disciplinari appositamente selezionati. Le classi virtuali propongono un
approccio fortemente collaborativo: compito dei i tutor è
sostenere e guidare la fruizione dei contenuti e delle attività. Dopo una prima
fase di studio e lavoro tra pari “su compito”, vengono proposte
attività da sperimentare in classe con gli studenti. Ogni percorso formativo si
conclude con una fase di progettazione collaborativa fra i corsisti e di
autovalutazione individuale di quanto sperimentato. Tutti materiali e le
attività sono proposti nella lingua straniera di riferimento:
inglese, francese, tedesco, spagnolo. Il docente-corsista usa la lingua per
apprendere nuovi contenuti e sviluppa le attività in classe con i suoi
studenti.
Il processo L’architettura della formazione è nata da
un’idea: far sperimentare un approccio collaborativo ai
docenti-corsisti. Di fatto tutto il processo di creazione e di sviluppo
della piattaforma formativa ha visto un lavoro corale, fortemente interattivo e
collaborativo:
- il MIUR ha reperito le risorse per avviare il progetto e ha fornito
gli spunti di partenza
- l' ANSAS ha progettato il modello dell’ambiente di apprendimento e ha
garantito il coordinamento e la realizzazione dei percorsi formativi
- l’ideatore del materiale teorico e della articolazione dell’impianto ha
selezionato contenuti e metodologie focalizzate sull’”essere docente” e sul
“fare scuola” in un contesto europeo
- gli Enti Culturali di Francia, Germania, Spagna e Regno Unito hanno fornito
spunti di comparazione e riflessione, oltre al loro know how linguisitico
- gli autori dei percorsi, docenti esperti e/o formatori, hanno concretizzato
nella produzione dei “percorsi” quanto progettato e condiviso.
In breve: il vero intento della piattaforma è “rifondare” le modalità di
insegnamento del docente di lingue straniere in un ambiente formativo
unico, stimolante, innovativo!
(A cura di Gisella Langé)
Nel quadro dell’offerta formativa dedicata ai docenti di lingue straniere
della scuola secondaria di primo grado che si articola in:
- un’ unità teorica di riferimento (comune a tutto l'impianto)
- moduli (in cui sono declinati i macroargomenti su cui si basa l’offerta di
lingua straniera)
- nuclei (ossia ambiti tematici relativi ai diversi argomenti, all’interno dei
quali si trovano i percorsi didattici per le varie lingue (fare link con
struttura-offerta-formativa)
Si può affermare che questi ultimi hanno l’ambizione di collegare
“ciò che il docente ha appreso” per migliorare le proprie
competenze con “ciò che egli può applicare in modo efficace nella
pratica didattica quotidiana” all’interno di un processo di “ricerca
attiva” in cui la riflessione critica, individuale e di gruppo, rappresenta lo
sviluppo professionale di ciascun corsista. In chiave sintetica, la finalità
dei percorsi didattici di lingua straniera è quello di sostenere il corsista, in
osservanza dei principi andragogici, in modo che egli non si perda in una
formazione generalizzata, ma che possa, come professionista adulto e in virtù
della condivisione tra pari, trovare materiali, risorse e ipotesi di lavoro in
classe adatti alle sue esigenze. Ma cosa deve spingere un docente ad aderire
a tale offerta? A quali domande formative l’architettura d’insieme
desidera rispondere per potere essere al servizio dei docenti di lingue della
scuola media? Proviamo a formulare alcune risposte, guardando con un occhio a
Malcom Knowles (che ha sviluppato la teoria andragogica), con
l’altro al contesto italiano (perché è il docente italiano il nostro corsista di
riferimento e, come tale, presenta bisogni e interessi correlati alle
disposizioni normative nazionali in materia educativa.
I documenti di riferimento L’approccio
plurilingue Non solo l’unità teorica, alla quale i percorsi
didattici rimandano, ma anche i percorsi stessi si basano su documenti e
orientamenti oramai consolidati a livello europeo e nazionale in materia di
insegnamento/apprendimento/valutazione delle lingue straniere, in un’ottica di
reciproco apporto e arricchimento. Abbiamo ritenuto, infatti, che
materiali e risorse disponibili in una lingua possano essere utili anche a
corsisti che insegnano altre lingue (per questo si troveranno documenti,
abstract, citazioni in italiano come “chiave” di acceso alla
documentazione e alle proposte); sappiamo, inoltre, che molti docenti conoscono
passivamente più lingue straniere oltre quella di insegnamento e che, pertanto,
possono consultare direttamente, se lo desiderano, il materiale del collega
“vicino” (in particolare con il supporto del tutor).
Le Indicazioni nazionali All’interno dei vari percorsi didattici gli
autori hanno cercato, quando possibile, di fare rinvii diretti alle disposizioni
attualmente in vigore nel nostro Paese (in particolare alle indicazioni
nazionali e alle indicazioni per il curricolo relative alla scuola secondaria di
primo grado, agli “Assi culturali, assi dei linguaggi” relativi al compimento
dell’obbligo di istruzione), in quanto si è ritenuto necessario proporre ipotesi
di lavoro che, nell’autonomia delle scelte didattiche del docente e nel rispetto
delle diversità di contesto, tengano conto di quanto delineato dalla normativa
in termini di livelli essenziali di prestazione e di obiettivi strategici per lo
sviluppo delle competenze (compresi i livelli di competenza in uscita per la
scuola secondaria di primo grado, tarati sui livelli del QCER e indicati
nell’allegato D del decreto lgs.vo 226/05, fare link).
Il ruolo dell’esperienza personale e delle attività di sostegno tra
pari L’ambiente di formazione propone percorsi didattici di
vario tipo e per i diversi livelli di competenza degli alunni (a seconda della
lingua e della classe di riferimento) concedendo un ampio margine di intervento
da parte del docente corsista che potrà utilizzare le attività proposte
adattandole alle proprie esperienze professionali e motivazioni individuali,
nonché agli interessi specifici che risultano dai contesti educativi nei
quali si trova ad operare (i percorsi didattici sono stati progettati come
“traccia” per esplorare più piste, se sono presenti più attività da
sviluppare in classe con gli alunni, esse sono presentate in modo
distinto, affinché il corsista possa selezionare)
In ogni percorso si è prestata altresì attenzione a rispettare non solo le
“esigenze” didattiche della scuola attuale, ma anche l’importante funzione della
condivisone esperienzale tra pari (si è particolarmente insistito sulla valenza
dell’interazione tra docente-docente attraverso proposte di attività
collaborative e di confronto, reali e virtuali, fra i corsisti).
Il disegno dei percorsi, come
sono stati realizzati I percorsi didattici proposti nelle 4
lingue straniere, pur nella varietà di temi e di approcci derivanti dal
punto di vista di ciascun autore, si situano in un’architettura d’insieme e
presentano alcune caratteristiche comuni: - Discendono dall’unità
teorica, si focalizzano sull’ambito individuato nel nucleo, ma si orientano su
attività didattiche pratiche da svolgere a scuola con gli alunni,
mirate allo sviluppo di competenze operative - Esplicano la
metodologia applicata all’attività prescelta, così come le strategie
didattiche da utilizzare, giustificandone la scelta - Implicano per il
corsista momenti di riflessione “esperta” come professionista adulto per
progettare o riprogettare il proprio lavoro in classe e utilizzare il
feed-back dei colleghi in un’ottica di apprendimento
cooperativo - Indicano le risorse da utilizzare (in vari formati, in
particolare il multimediale, a supporto delle attività didattiche e della
riflessione fra pari) - Suggeriscono gli strumenti di verifica e
valutazione/auto-valutazione (a scuola con gli allievi: per il controllo
del processo didattico messo in atto e i risultati raggiunti; in classe di
formazione: per acquisire consapevolezza su quanto il percorso abbia prodotto
“valore aggiunto” sulla professionalità, su cosa bisognerebbe approfondire per
“andare più lontano” o su “ulteriori bisogni emersi”).
Il ruolo del tutor In qualità di facilitatore, il
tutor assicurerà un supporto stabile e costante ai corsisti per andare alla
ricerca del percorso giusto, sia nelle formazione on line che negli incontri in
presenza. Egli sosterrà in particolare: • l’individuazione dei
bisogni formativi del singolo docente e del gruppo • la disponibilità
dei corsisti ad apprendere per migliorare la propria professionalità ed
applicare le competenze acquisite ai contesti scolastici specifici
• le interazioni del gruppo (nei momenti on line e in quelli in
presenza); • le attività di progettazione didattica, di sperimentazione
delle innovazioni in classe e di documentazione delle esperienze; • la
nascita e lo sviluppo di comunità di pratica • la motivazione interna
alla crescita professionale del docente, anche attraverso l’attivazione di
processi di autovalutazione e di consapevolezza
Conclusioni Il modello dell’ambiente di apprendimento,
progettato da Ansas e validato dai referenti scientifici, vuole offrire
un’opportunità di sviluppo professionale in cui siano soddisfatti i bisogni di
formazione in termini di competenza (capacità di agire con efficacia nei
contesti lavorativi), autonomia (possibilità di decidere personalmente cosa fare
e come operare) e relazione (necessità di stabilire e mantenere legami nei
contesti scolastici e tra pari). I percorsi sono stati sviluppati da formatori e
docenti esperti che condividono con i corsisti le problematiche del lavoro
quotidiano in classe e la conseguente ricerca di soluzioni didattiche in grado
di produrre successo formativo negli allievi. Ma il nobile intento di
aiutare la riflessione critica sul proprio operato e di avviare un
rapporto proficuo tra pari in sede formativa, ci spinge a verificare se sono
state da noi “intercettate” le esigenze dei destinatari. In attesa di conoscere,
attraverso le iniziative formali di monitoraggio, se e come l’offerta
formativa contribuirà allo sviluppo della professionalità dei docenti delle
regioni coinvolte, chi scrive è anche interessato a ricevere in itinere i
preziosi feed-back dei corsisti (e a tenerne conto per il futuro).
(A cura di Nicoletta Biferale)
Per partecipare ai progetti PON può consultarsi il sito
dedicato.
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