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E-LEARNING

Tutor, E-Tutor, Coach...Quale ruolo per quale scuola?

Le nuove figure per la formazione in servizio degli insegnanti. Il valore di una preparazione specifica, un confronto con Giovanni Biondi e Luca Toschi.

di Rudi Bartolini
29 Ottobre 2009

Le nuove tecnologie digitali sono entrate nella nostra quotidianit, provocando veloci e importanti cambiamenti nel nostro modo di lavorare, studiare, divertirci, apprendere, comunicare, pensare, vivere. Tutti i settori sociali sono coinvolti, nessuno escluso.

Per quanto riguarda la formazione assistiamo a spinte contrastanti. Da una parte il dibattito teorico ha ampiamente sottolineato come il settore sia coinvolto in questi processi in maniera davvero profonda in quanto si vanno a toccare le modalit di trasmissione e costruzione della conoscenza, dallaltra assistiamo a forti resistenze dovute sia a fattori istituzionali/organizzativi che generazionali, si pensi rispettivamente, ad esempio, allatteggiamento tradizionalmente e fortemente re-mediante della scuola verso ogni testualit altra dal libro e al dibattito sul cosiddetto digital disconnect. Queste trasformazioni tuttavia sono gi nella realt.

Se la scuola nel suo insieme infatti sembra faticare a stare al passo, si moltiplicano le esperienze di formazione online e assistiamo alla creazione di nuovi spazi di apprendimento e metodologie didattiche innovative.

Il tema dellevoluzione degli ambienti di apprendimento da anni al centro della ricerca e delle esperienze formative condotte dallAgenzia Nazionale per lo Sviluppo dell'Automomia Scolastica (ex Indire), che hanno evidenziato come questo si accompagni alla riconfigurazione dei paradigmi di insegnamento/apprendimento, alla conseguente ridefinizione dei ruoli di docente e discente e allemergere di nuove figure come quelle delle-tutor e del coach.

Proprio le questioni legate al ruolo, alle funzioni e, soprattutto, alla formazione di questi ultimi profili sta assumendo una rilevanza sempre pi importante quando si parla passate il gioco di parole - di formazione con le nuove tecnologie, sia che coinvolga i ragazzi, che gli adulti, che, in particolar modo, gli stessi insegnanti della scuola.

Ne discutiamo in questa breve intervista a Giovanni Biondi, ex Direttore dellANSAS (ex Indire) e oggi Capo Dipartimento per la programmazione del Ministero dell'Istruzione, dell'Universit e della Ricerca.


Con la crescita della formazione online e di quella blended si parla sempre pi frequentemente della figura dell'e-tutor e della sua importanza, di chi si tratta? Quali sono le sue caratteristiche distintive?

L'e-tutor una figura centrale nella formazione online sia per animare le classi virtuali, gli ambienti di comunicazione, siano essi sincroni o asincroni, e gli spazi di condivisione in Rete, sia per seguire complessivamente i percorsi di formazione degli studenti e rispondere ai loro bisogni e alle loro richieste.

I monitoraggi che sono stati fatti in questi anni, come quelli svolti dallUniversit Cattolica di Milano per l'Agenzia, hanno dimostrato che soprattutto nei percorsi blended, che uniscono formazione online e in presenza, c un rapporto diretto tra la qualit del tutor, le sue capacit, le sue competenze, e i risultati raggiunti dal corso in termini di gradimento espresso dai corsisti.

Quindi l'e-tutor una figura fondamentale che deve unire una competenze specifica nella materia, nel settore dintervento, ad altre competenze non meno importanti circa le metodologie di lavoro online.


Oggi si parla anche di altre figure come il coach, non si rischia di fare confusione?

Il coach una nuova figura legata ad un tipo di intervento che coniuga in modo pi diretto la distanza con la presenza e che appare oggi sempre pi fondamentale.

Dobbiamo infatti uscire da una formazione in servizio dei docenti costruita su degli argomenti, che interviene esclusivamente sugli aspetti culturali della formazione, e iniziare a sviluppare interventi in grado di incidere sui comportamenti professionali degli insegnanti. Interventi quindi che affianchino il docente nella pratica educativa, lo sostengano nel fare scuola di tutti i giorni, offrendogli soluzioni innovative sia dal punto di vista metodologico ma anche da quello dei contenuti, dei materiali didattici e delle tecnologie. Ed qui che agisce il coach, affiancando linsegnante e sostenendolo nel miglioramento della sua attivit.

Naturalmente tutto questo deve andare di pari passo a un sistema di valutazione che sia in grado di orientare gli interventi del coach in base alle difficolt e ai problemi reali riscontrati.


Ma come si formano gli e-tutor e come vengono reclutati?

Questa domanda ci mette di fronte ad una problematica, quella della formazione di figure specifiche e nuove in ambito formativo. La questione era stata riconosciuta ed affrontata da Indire con la costituzione, quasi tre anni fa, dellItalian University Line (IUL) [La IUL si configura come ununiversit telematica, pubblica, non statale, che si avvale della collaborazione di 5 universit italiane (Universit degli Studi di Milano-Bicocca, Universit degli Studi di Firenze, Universit degli Studi di Macerata, Universit degli Studi di Lumsa Roma, Universit degli Studi di Palermo) e dellANSAS (ex Indire) - n.d.r.].

La IUL doveva infatti servire come una sorta di scuola aziendale in grado, con la collaborazione di universit distribuite su tutto il territorio nazionale, di formare figure che non escono dagli usuali percorsi di studi delle universit e che anzi questultime stentano a costruire.

Nellattuale situazione della formazione online e blended, con migliaia di e-tutor selezionati con criteri spesso obbligati, che tengono conto di una realt di non-formazione di queste figure, i rischi che gli interventi dellIndire corrono sono enormi; pensiamo alla formazione con le lavagne interattive multimediali (LIM), pensiamo alle attivit sul PON, dove sono in pista quasi un migliaio di e-tutor. Si tratta certamente di insegnanti che come tali hanno competenze e qualit, ma come e-tutor sono spesso improvvisati.

Indire dovrebbe, a questo punto, utilizzare al meglio la propria scuola aziendale e attribuire punteggi determinati a chi ha fatto percorsi specifici per formarsi come e-tutor. Naturalmente senza esercitare alcun monopolio, valorizzando cio Master e corsi di specializzazione promossi e gestiti anche da altre universit. Comunque sia dagli aspiranti tutor occorre pretendere una formazione mirata. La competenza acquisita sul campo importante, ma non pu certamente essere lunica: momenti di riflessione, di sistematizzazione dellesperienza, sono altrettanto importanti se non di pi.


Per rispondere ai bisogni e alle problematiche toccate dalle parole di Giovanni Biondi, la IUL propone due diverse offerte formative: il Corso di laurea triennale in "Metodi e tecniche delle interazioni educative" e il Master di I livello Le-tutor negli ambienti di apprendimento online.

Il Corso di laurea si rivolge in via preferenziale agli insegnanti in servizio che ancora non possiedono un titolo accademico e vuole formare le conoscenze teoriche e le competenze operative fondamentali per chi impegnato nellinnovazione della scuola.
Tra le tematiche affrontate particolare rilevanza data al ruolo del docente in rapporto alle ICT, allimpatto che queste hanno nei confronti dellambiente fisico, alla comunicazione online, ai contenuti digitali, alla collaborazione virtuale e allo spessore sociale dellapprendimento in contesti blended, alla gestione della conoscenza e ai ruoli e alle funzioni che sono in grado di innescare questi processi.

Le figure formate saranno dunque in grado di gestire nella loro complessit, sia livello pedagogico/didattico che comunicativo, le interazioni negli ambienti di apprendimento, digitali e/o fisici che siano.

importante sottolineare come il percorso formativo sia stato ideato e sviluppato per rispondere efficacemente alle esigenze degli insegnanti, sia per ci che concerne i saperi da valorizzare derivanti dalla loro professionalit, sia per quanto riguarda le modalit e i tempi dellapprendimento, studiati appositamente per questa particolare tipologia di studenti.
La IUL ha perci cercato di sfruttare al massimo le opportunit e le caratteristiche delle nuove tecnologie, creando un ambiente di apprendimento online calato sui bisogni formativi e professionali degli utenti. Sar dunque possibile imparare facendo, in quanto immersi proprio in un contesto formativo che anche un oggetto di studio.

Il Master, invece, un corso postlaurea che mira specificamente alla formazione di E-Tutor che operino allinterno dei nuovi ambienti di apprendimento e siano in grado di favorire la costruzione della conoscenza allinterno di comunit di apprendimento.
Un ruolo estremamente delicato e oggi sempre pi vitale e concreto, che cerchiamo adesso di approfondire col Direttore del corso, il Prof. Luca Toschi:

Professore, ci parla di questo Master e di come stato pensato?

 

IL Master IUL offre inoltre la possibilit a varie realt (enti pubblici, scuole, i centri di ricerca e aziende private) di certificare i tutor che gi operano al loro interno e larchitettura utilizzata per le attivit formative.

 
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