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ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO

Educazione all'Imprenditorialità

Si tenuto a Roma il 15 e 16 ottobre 2009 lHigh Level Reflection Panel on Entrepreneurship Education

di Antonella Zuccaro
24 Novembre 2009

Il convegno, organizzato dalla Commissione Europea, era aperto, oltre che ai membri dellUnione Europea e dellArea Economica Europea, scelti tra rappresentanti  del Ministero dellIstruzione e del Ministero dello Sviluppo Economico delle rispettive nazioni di provenienza, anche ai rappresentanti delle associazioni aziendali e ad altri stakeholder. In particolare, questo ultimo incontro ha visto coinvolti i rappresentanti dei seguenti Stati Membri: Italia, Bulgaria, Portogallo, Spagna, Svezia, Repubblica Ceca e, in qualit di moderatori, i rappresentanti di Germania e Regno Unito.

Tra le misure di sistema nazionali in materia di istruzione, lAgenzia Nazionale per l'Autonomia Scolastica porta avanti, su incarico e con la collaborazione del Ministero dellIstruzione, dellUniversit e della Ricerca, azioni di monitoraggio ed  osservazione, di analisi e sviluppo dei percorsi di raccordo Scuola Lavoro: Area di Professionalizzazione, Alternanza Scuola Lavoro, Impresa Formativa Simulata.

Uno sguardo sullEuropa
Il Libro bianco. Crescita, competitivit, occupazione, a cura di Jacques Delors, presentato dalla Commissione europea nel dicembre del 1993, il pi significativo documento che affronta il problema della disoccupazione in Europa e quello che offre il contributo pi autorevole per tentare di risolvere tale emergenza economica e sociale dellUnione europea. Il testo, oltre a contenere numerose indicazioni di politica economica e sociale, sottolinea limportanza per lEuropa dellinvestimento immateriale, in particolare nellistruzione e nella ricerca. Questo investimento nello sviluppo di competenze svolge, in effetti, secondo quanto espresso in questo documento, un ruolo essenziale per loccupazione, la competitivit e la coesione delle nostre societ: la formazione e listruzione debbono essere considerati strumenti di politica attiva del mercato del lavoro.
Crescita, competitivit, occupazione, in effetti, individuava, per la prima volta, i principi per la determinazione di una politica comunitaria per la formazione e listruzione. Proprio sulla base di questo documento, la Commissione Europea, nel 1995, presenta il Libro bianco pi significativo sulle tematiche della formazione: Insegnare e apprendere. Verso la societ conoscitiva.
Il Libro Bianco parte dalla constatazione che le mutazioni tecnologiche in corso hanno incrementato la possibilit di ciascun individuo di accedere allinformazione e al sapere. Questi fenomeni, per, al tempo stesso, comportano una modifica delle competenze necessarie e dei sistemi di lavoro, che necessitano di notevoli adattamenti. Secondo il documento, tale evoluzione ha significato per molti pi incertezza. Per alcuni, addirittura, si venuta a creare una situazione di emarginazione intollerabile.
Il focus fondamentale della riflessione condotta dal Libro bianco consiste nella considerazione che la posizione di ciascuno di noi, nel contesto socio-economico che abbiamo di fronte, verr determinata dalle conoscenze che avr acquisito. La societ del futuro, quindi, sar una societ che sapr investire nee competenze, una societ in cui si insegna e si apprende, in cui ciascun individuo potr costruire la propria qualifica. In effetti, sar una societ della conoscenza o societ conoscitiva: questa lespressione utilizzata dal Libro bianco per definire la societ attuale.

Il Libro bianco esplicito: occorre fare in modo che laccesso alla formazione sia consentita per tutta la vita e propone alcuni orientamenti per lazione:

  • favorire lacquisizione di nuove conoscenze innalzando cos il livello generale delle conoscenze;
  • avvicinare la scuola allimpresa introducendo tematiche e metodologie che favoriscano tale collegamento;
  • lottare contro lemarginazione, offrendo una seconda opportunit tramite la scuola che deve svolgere un ruolo di centro di animazione;
  • possedere tre lingue comunitarie perch oggi questa competenza diventata una condizione indispensabile per ottenere un lavoro;
  • trattare sullo stesso piano linvestimento a livello fisico e linvestimento a livello di formazione.

Le politiche scolastiche italiane  a sostegno dellimprenditorialit
Le direttive dell Unione Europea sono state recepite in Italia attraverso politiche scolastiche che investono il tema del rapporto scuola-imprenditorialit.
Tali politiche si esplicano nellofferta formativa dei corsi dellArea di professionalizzazione degli istituti professionali, dei percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro e dei percorsi di Impresa Formativa Simulata degli istituti di istruzione secondaria superiore. Si tratta di attivit che hanno avuto inizio  rispettivamente negli anni 1994, 2003, 1994.
Nellanno scolastico 2006/2007 lAgenzia Nazionale ha realizzato per la prima volta, su incarico del MIUR, Direzione Generale per listruzione e formazione tecnica superiore e per i rapporti con i sistemi formativi delle Regioni,  due indagini on line di tipo quantitativo qualitativo che rilevano lofferta formativa sia dei corsi dellArea di professionalizzazione degli istituti professionali, che dei percorsi di Alternanza Scuola Lavoro realizzati dagli istituti di istruzione secondaria superiore.

I  risultati di tale indagini interessano a diversi livelli i seguenti soggetti istituzionali:

  • MIUR, che utilizza gli esiti dei monitoraggi come riferimento utile per valutare ed eventualmente modificare le azioni di sistema attuate e cogliere quanto, e in che modo, la conoscenza del contesto territoriale, dal punto di vista sociale, economico e lavorativo, sia funzionale agli apprendimenti degli studenti.
  •  Uffici Scolastici Regionali, Uffici Scolastici Provinciali,  che possono individuare negli esiti del monitoraggio orientamenti per la definizione di bandi e di linee guida e per identificare e diffondere le modalit operative pi efficaci per favorire e ampliare la collaborazione e la sinergia tra diversi soggetti.
  • Enti Locali, impegnati a sostenere le scuole e le agenzie di formazione nel conseguimento degli obiettivi di Lisbona (l85% di diplomati o qualificati entro il 2010), attraverso lutilizzo degli spazi aperti della normativa per aiutare le scuole a costruire legami stabili con il territorio ed il sistema produttivo in cui sono collocate.
  • Imprese, impegnate nella diffusione di una cultura dellaccoglienza di studenti attraverso situazioni di accompagnamento e di tutoraggio.
  • Scuole, che possono utilizzare le esperienze realizzate dagli altri Istituti per adeguarne gli elementi caratterizzanti alle proprie esigenze, a sostegno della progettazione e della formazione dei docenti.

LArea di professionalizzazione
Il curricolo delle classi IV e V degli istituti professionali, ad oggi, prevede un biennio cos strutturato:

  • area delle discipline comuni di formazione umanistica e scientifica
  • area delle discipline di indirizzo
  • area di professionalizzazione, detta anche Terza Area, con un numero di ore annue variabile da 300 a 450 ore annue


E stata istituita con il  D.m. 15 aprile 1994, N. 98.
LArea di professionalizzazione si attua in via principale attraverso convenzioni con le Regioni  in modo tale da consentire, al termine del percorso di studi, oltre al conseguimento del diploma di scuola secondaria superiore, anche di una qualifica professionale regionale. Le attivit di professionalizzazione sono recepite nellambito della programmazione annuale degli Istituti Professionali e fanno parte dei Piani dellOfferta Formativa poich sono curricolari e concorrenti a determinare le valutazioni in itinere e finali degli studenti.
Nel caso in cui non sia realizzabile la quota del curricolo regionale per motivi di indisponibilit da parte della Regione competente per territorio, gli istituti professionali sono legittimati ad effettuare i corsi surrogatori. In questo caso, cio, la scuola provvede a gestire direttamente anche le parti di curricolo di competenza regionale garantendone le caratteristiche e gli specifici obiettivi didattici, dintesa anche con gli organismi produttivi. In questo caso ciascun istituto certifica, congiuntamente al conseguimento del diploma di stato, gli ambiti di specifica professionalit frequentati dagli allievi. Il corso tradizionale, unitamente allArea di Professionalizzazione, conduce gli studenti, alla fine del quinto anno, al conseguimento del Diploma di Stato.

Vedi Tabella: Trend dellArea di Professionalizzazione dal 2006/07 al 2008/09

Gli Istituti Professionali censiti per lannualit 2008/09 sono stati 924. Considerato che gli istituti professionali in Italia sono 1.006 , nellannualit considerata quelli che hanno realizzato corsi di Terza Area sono circa l87% del totale.
I corsi erogati dai 924 istituti professionali censiti sono complessivamente 8.023, di cui 3.452 (43,6%) corsi regionali, che prevedono il rilascio di qualifiche professionali generalmente di secondo livello e 4.571 (57%) corsi di tipo surrogatorio, realizzati autonomamente dalle scuole.
Gli studenti iscritti alle classi  IV e V degli istituti professionali sono 173.047, gli  studenti iscritti ai corsi di  Terza Area (classi IV e V) sono 140.409 (81%), di cui  studenti di corsi regionali 60.065 (42,7%), studenti di corsi surrogatori 80.344 (57%).
Le metodologie: la suddivisione delle metodologie utilizzate nei corsi appare notevolmente differente: formazione in aula 47%, stage 41%, esercitazione pratiche 10%, visite guidate 2%, formazione a distanza 0%. Gli esiti dellindagine evidenziano, ancora una volta, che i corsi dellArea professionalizzante si caratterizzano in attivit di aula e di stage, cos come per lanno scolastico 2006/07. Lattivit dellArea di professionalizzazione si caratterizza da un fare sequenziale: prima la formazione in aula e poi lesercizio delle attivit nelle imprese. 
Le imprese coinvolte nei corsi di Terza Area sono 48.081, di cui il 99% operano nel settore privato. A livello nazionale, confrontando il numero totale delle imprese coinvolte nei corsi Terza Area con il numero degli studenti partecipanti, risulta a livello nazionale che il numero medio degli studenti del 2,8; al Nord dell 1,9, al Centro del 2,2, al Sud del 5,0, nelle Isole del 5,8. Se osserviamo la distribuzione regionale del dato osserviamo che lItalia frattale, per esempio: presenza di studenti in imprese Campania 8.71, in Basilicata 2.61. Questi dati, come facilmente comprensibile, testimoniano che mentre al Nord la presenza di studenti nelle aziende (2 studenti circa per impresa) tale da garantire un effettivo apprendimento attraverso lesperienza in contesti di lavoro laddove come in Campania ci sono circa 9 studenti per impresa, considerate anche la dimensione delle imprese (1-9), la loro presenza,  parrebbe essere solo di osservazione.

Alternanza Scuola-Lavoro
In Italia, lAlternanza Scuola-Lavoro stata introdotta come modalit di realizzazione dei percorsi di scuola secondaria di II grado (art. 4 legge delega n.53/03). Successivamente con il D.L. n. 77 del 15 aprile del 2005, viene disciplinata lAlternanza Scuola Lavoro quale metodologia didattica del Sistema dellIstruzione per consentire agli studenti che hanno compiuto il sedicesimo anno di et di realizzare gli studi del secondo ciclo anche alternando periodi di studio e di lavoro.
Comparando i risultati statistici rilevati per ciascuna annualit scolastica, emerge un quadro in costante e graduale avanzamento caratterizzato da una forte espansione soprattutto negli ultimi tre anni, sia per gli istituti coinvolti, che per i percorsi realizzati, che per la partecipazione degli studenti. Se osserviamo la serie storica degli ultimi due anni, i dati evidenziano un indice in crescita generale per gli istituti scolastici partecipanti del 16% (pari a 149 istituti), mentre i percorsi sono in aumento del 36,8% (pari a 916 percorsi), gli studenti sono in aumento del 36% (pari a 18.604 studenti) e le imprese del 64% (pari a 103.063 imprese).

Vedi Tabella: Trend dellAlternanza Scuola Lavoro dal 2004/05 al 2008/09

Per lannualit 2007/08 sono state rilevate le attivit di 1.088 istituti di istruzione secondaria di II grado, sedi di riferimento,  impegnati nella realizzazione di percorsi di Alternanza Scuola Lavoro; considerato che gli istituti di istruzione secondaria di II grado in Italia sono 3.486, nellannualit considerata quelli che hanno realizzato percorsi in Alternanza sono circa il 31,5% del totale.
Gli studenti degli istituti di istruzione secondaria superiore di II grado per lannualit presa in esame sono complessivamente 1.961.467 (esclusi gli studenti delle classi prime), mentre quelli iscritti ai percorsi di Alternanza sono 69.375, pari al 3,5
Le ore di attivit didattica erogate complessivamente  sono 460.020, di cui  il 60% di attivit in azienda per lo stage, il 32% di formazione in aula, il 5% di attivit in azienda, il 3% di laboratorio di Impresa Formativa Simulata (IFS).
Le imprese coinvolte nei corsi di Alternanza sono 26.513, di cui il 99% operano nel settore privato. A livello nazionale, confrontando il numero totale delle imprese coinvolte nei corsi di Alternanza con il numero degli studenti,  risulta che il numero medio degli studenti del 2,9.
Le competenze chiave: sui 3.404 percorsi i docenti hanno dichiarato di aver progettato 1.762 percorsi tenendo conto della competenza chiave spirito di iniziativa ed imprenditorialit cio sviluppo di apprendimenti in una logica imprenditoriale.
La competenza richiede che il soggetto, attraverso le sue attivit possa concretamente dimostrare che capace di risolvere una situazione problematica o di sviluppare una capacit critica di pensiero e di spirito di iniziativa ed imprenditorialit in diverse situazioni.
Se analizziamo le discipline che sono utilizzate per lo sviluppo degli apprendimenti in una logica imprenditoriale, noteremo che predominano le discipline economiche (697), le discipline giuridico economiche (690), le materie letterarie (587), inglese (520), francese (206), a scapito di discipline come la matematica (194).

Focus sullimprenditorialit nei  progetti di Alternanza a.s. 2007/08
Le scuole possono allegare ai dati quantitativi documentazioni sulla progettazione e realizzazione delle attivit  Al fine dellindagine sulla presenza o meno di tematiche relativi all imprenditorialit, stato analizzato il contenuto dei 1.093 progetti relativi allanno scolastico 2007/08.

Il metodo di analisi
Sono stati letti i 1.093 progetti che interessano le scuole di tutte le Regioni. Per focalizzarne il contesto semantico e, di seguito, quello pragmatico si ricorso alla interpretazione che della tematica oggetto di indagine stata fornita dai seguenti testi:

 la Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006, Competenze chiave per l'apprendimento permanente (2006/962/CE), in particolare la descrizione della competenza chiave n 7, Senso di iniziativa e di imprenditorialit;
 il Regolamento per lobbligo di istruzione, competenze chiave di cittadinanza, alla voce Progettare;
 i documenti inseriti nei portali

Da quei testi sono state ricavate le parole chiave per la ricerca e gli ambiti di significato da attribuirvi cos come descritto di seguito.

Rispetto alla competenza senso di iniziativa e imprenditorialit sono state evidenziate le seguenti parole chiave e relativi campi semantici:

  • per imprenditorialit si intende una gestione progettuale proattiva (competenza chiave n 7), 
  • meglio specificata come attivit che comporta azioni connesse al Progettare: elaborare progetti di intervento (come specificato nella descrizione delle competenze chiave di cittadinanza previste nel regolamento dellobbligo di istruzione), nel contesto della nostra indagine, tale attivit associata ad attivit di progettazione inerenti un particolare territorio/indirizzo di studi;
  • una accezione pi complessa della competenza si esprime anche attraverso la capacit di una persona di tradurre le idee in azione (competenza chiave n 7), che nel contesto dellanalisi stata attribuita ad attivit che prevedano, non solo la progettazione, ma anche realizzare progetti o la simulazione di attivit in Impresa Formativa Simulata;
  • l avere consapevolezza del contesto in cui si opera al fine di cogliere le opportunit che si offrono (competenza chiave n 7) unabilit che si pu assumere associabile anche ad esperienze di stage;
  • infine la capacit di lavorare sia individualmente sia in collaborazione all'interno di gruppi riprende una interpretazione, secondo noi importante, della competenza imprenditorialit richiamata anche nel regolamento dellobbligo di istruzione, nel nostro caso interpretabile come pratica e formazione al lavoro di gruppo.

Per lo sviluppo di queste competenze la Raccomandazione, alla descrizione della competenza n 7, prevede lacquisizione di conoscenze articolate come:

  • conoscenza generale del funzionamento delleconomia nel contesto del territorio di riferimento e degli sbocchi occupazionali connessi allindirizzo di studio,
  • identificare le opportunit disponibili per attivit personali, professionali e/o economiche.

Lo studio sopra descritto ha fornito gli indicatori da utilizzare per la ricerca sulle documentazioni dei progetti. Queste in sintesi.
Per la tematica afferente limprenditorialit si verificata lo sviluppo di attivit:

  • per elaborare progetti
  • per realizzare progetti
  • di Impresa Formativa Simulata
  • di stage
  • di formazione al lavoro di gruppo

Per la tematica afferente laccesso al lavoro si verificata la presenza di moduli di:

  • informazione su territorio, sbocchi occupazionali e mercato del lavoro 
  • esercitazioni per la costruzione del curriculum.

La formulazione finale degli indicatori descritti sono anche lesito del testing effettuato sul 10% dei progetti. In particolare, da quanto emerso dai test, lindicatore stage risulta poco significativo se usato come unico filtro di identificazione della tematica imprenditorialit, perch ricorrente nella quasi totalit dei progetti: si quindi deciso di rilevarne la presenza solo nei progetti che presentano gli altri indicatori riferiti alla stessa tematica.

Esito dellanalisi
Per le attivit in IFS sono ai primi posti  lUmbria (con 8 progetti), la Campania (8) e il Veneto (7). Complessivamente sul territorio nazionale, relativamente ai 1.093 progetti analizzati, lalternanza sembra interessare le modalit IFS solo per il 2,74% dei progetti presentati.
Attivit inerenti la formazione al lavoro di gruppo sono prevalentemente realizzate nei progetti delle scuole della Puglia (con 30 progetti su 46), della Sardegna (con 13 su 14) e del Veneto (10 su 30).
Come gi accennato, lindicatore Stage diffusamente presente in tutti i progetti, salvo per quelli rivolti a soggetti delle prime tre classi, perch spesso minorenni: ci giustifica il numero di 17 progetti, tra quelli selezionati sugli altri indicatori, che non prevedono attivit di stage.
Complessivamente 206 sono i progetti che sviluppano la tematica dellimprenditorialit trattata con gli indicatori di cui sopra, pari al 18,85% dei progetti presi in esame (Tab 1 dati di sintesi sullimprenditorialit). Interessano singole Regioni non aggregabili per area geografica e, in particolare, percentualmente sui progetti delle singole Regioni ed in ordine di importanza: Sardegna, Umbria, Veneto, Liguria, Piemonte, Puglia, Basilicata, Abruzzo.
 

Vedi Tabella: Dati di sintesi sullimprenditorialit 

 
Vedi Tabella: Analisi delle variabili per area geografica

LImpresa Formativa Simulata
Limpresa formativa  simulata nasce nel 1994 con lobiettivo di dare lopportunit alle scuole soprattutto agli istituti ad indirizzo commerciale od economico aziendale, di simulare il processo di realizzazione e gestione di unazienda.
LIFS simula in laboratorio la creazione di unimpresa: dallindividuazione del prodotto (business idea) alla elaborazione del business plan fino allimplementazione dellimpresa stessa. Limpresa simulata emula tutte le attivit dellimpresa reale tutor, con cui avvia una stretta collaborazione per tutta la durata dellintervento.
Grazie allimpresa formativa simulata gli studenti possono operare nella scuola come se fossero unazienda laboratorio in cui possibile operare secondo il modello del learning by doing e del problem solving. Le IFS interagiscono fra loro ed operano nel mercato della rete telematica, rispettando la normativa italiana in tutto e per tutto come se fossero aziende reali (gli unici elementi non reali sono i prodotti  servizi che offrono e la moneta).
Lattivit di laboratorio favorisce la qualit dellapprendimento e permette di creare un ambiente ispirato al gioco di  ruolo. LIFS terreno per la sperimentazione di una nuova e motivante didattica,  in cui si misura la disponibilit ad approcci ed a scelte operative favorevoli allintegrazione, alla flessibilit, alla modularit ed ad una valutazione degli studenti pi oggettiva. In questa ottica il compito del laboratorio IFS anche quello di educare ad una cittadinanza attiva e responsabile, la simulazione di impresa diventa pratica educativa del futuro cittadino ed il laboratorio il luogo di congiunzione tra scuola ed impresa, nel quale maturano, si arricchiscono e si assestano quelle competenze professionali necessarie anche nel mondo del lavoro.

Il MIUR ha affidato allAgenzia nel 2006/07 il compito di realizzare un vero e proprio ambiente on line che abbiamo chiamato IFSNetwork.
IFSNetwork un ambiente virtuale che supporta on line la simulazione di impresa in tutte le sue fasi (dalla costituzione alla gestione)  e permette di condividere le esperienze di simulazione in un e-market-place in cui le IFS presenti sul territorio nazionale effettuano tra loro transazioni commerciali di vendita e/o di acquisto. Rende possibile luniformit delle pratiche delle IFS ed il monitoraggio delle attivit.              
IFSNetwork opera secondo il concetto della rete: il progetto stesso nasce con lidea che le IFS si costituiscano in una rete di relazioni, che rappresenta lo scenario allinterno del quale le IFS vivono e che esse stesse contribuiscono ad alimentare. La rete stata potenziata in un vero network, grazie allutilizzo di internet e alla possibilit di fare tutte le operazioni on line in un sistema unico.
Laltro concetto sul quale ci siamo soffermati quello della simulazione: un ambiente unico  allinterno del quale operano le IFS, con potenzialit di sviluppo ad altri tipi di impresa oltre a quelle di tipo commerciale. Lambiente cos pensato e progettato punta, come tutto il progetto dellImpresa Formativa Simulata, allinnovazione, uninnovazione che coniuga tecnologia e metodologia didattica.
Lobiettivo che ci siamo posti stato quello di costruire uno strumento didattico e formativo che rispondesse alle specifiche esigenze della scuola e dei giovani fra i 16 e 19 anni.

IFSNetwork un ambiente unico on line per lo sviluppo della rete delle Imprese Formative Simulate:

  • consente ai docenti, attraverso strumenti dedicati, di programmare, condurre e monitorare le attivit didattiche connesse alla simulazione di impresa;
  • informatizza le procedure di adesione ed attivazione,  consente un flusso comunicativo, trasparente e veloce, fra IFS e Simucenter;
  • rende disponibili ed accessibili in tempo reale,  in base al  ruolo ricoperto, i dati, le informazioni e i materiali prodotti da ciascuna IFS;
  • traccia le attivit relative alla costituzione ed alla gestione di una impresa formativa simulata;
  • monitora in itinere ed ex post  lo sviluppo delle IFS;
  • permette allo studente di essere protagonista dellattivit, lavorare in un ambiente dinamico nel quale per apprendere necessario utilizzare dei dati e costruire nuovi percorsi, imparare a disciplinarsi, esprimersi mediante la ricerca di soluzioni diverse

IFSNetwork costituito da:

  • gli studenti, che costituiscono limpresa formativa simulata assumendo il ruolo di soci, amministratori e dipendenti.
  • La scuola che rappresenta il quadro allinterno del quale limpresa simulata si realizza
  • limpresa Tutor, unazienda reale del territorio che collabora con lIFS  aiutandola nelle diverse fasi di creazione e gestione di un impresa.

Vedi Tabella: Impresa Formativa Simulata  

Riflessioni conclusive: i versus dellimprenditorialit nelle scuole italiane
In sintesi, lattivit storica di esperienze scuola-lavoro era allinizio destinata ai percorsi professionalizzanti rappresentanti prevalentemente dalle esperienze dellArea di professionalizzazione degli istituti professionali.
Nel tempo lattenzione si spostata su tutte le scuole di II grado con il ricorso a percorsi di Alternanza con forte carattere metodologico e facilitanti lo sviluppo di competenze di imprenditorialit piuttosto che professionalizzanti, anche se c una forte differenza tra le diverse aree regionali. Rimane comunque unattivit impegnativa dal punto di vista organizzativo.
Lopzione  metodologica ha consentito di gestire le Imprese formative simulate in aule dedicate e di  rendere  non rigorosa let di 16 anni come limite inderogabile ai percorsi. Linvestimento sugli aspetti metodologici ha permesso di migliorare la qualit tecnica e valoriale dei percorsi di impresa formativa simulata: la loro modalit dilata, attraverso la simulazione, la durata dellesperienza in contesti reali di vita e lavoro.

 Addestramento professionale (Area di professionalizzazione) vs apprendimento esperienziale in contesti di lavoro (Alternanza)
 Alternanza come solo stage vs Alternanza come realizzazione di una attivit/progetto personale o per gruppi di scopo
 Sviluppo di apprendimenti per discipline separate vs sviluppo di competenze strategiche 
 Attivit scolastica supportata da aziende vs sistema organizzato di apprendimento territoriale Scuola/Lavoro
 Laboratori tecnico/professionali semplici vs ambienti di simulazioni di realt complesse

Intervento di Antonella Zuccaro, coordinatore Sezione Scuola-Lavoro, presso l'Agenzia per lo Sviluppo dell'Autonomia Scolastica (ex-Indire) 


 

 
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