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E-LEARNING

L'apprendimento espanso

Mentoring, Coaching e modello GROW

di Giusy Cannella
01 Febbraio 2010

Dallultimo rapporto UE sul raggiungimento degli obiettivi di Lisbona 2010 emerge che il 90% dei docenti europei (6 milioni di persone) prende parte ad attivit di formazione nellarco dellanno scolastico. Lofferta formativa, per, sembra essere insufficiente e inadeguata rispetto alla richiesta, a causa di un carico di lavoro consistente e di tempi stringenti. La preferenza degli insegnanti riguardo modalit di formazione professionale si attesta per il 93% su corsi che utilizzano un dialogo informale (Informal Dialogue to improve teaching). Minore interesse viene espresso invece per metodologie di formazione che prevedono visite alle scuole o attivit di supporto individualizzato (mentoring).

Eppure in Inghilterra gi da diversi anni viene proposto agli insegnanti, nellambito della formazione professionale continua, un modello di formazione definito coaching. Laccompagnamento (coaching) si configura come intervento personalizzato e si orienta allacquisizione di competenze da parte del docente per migliorare la performance nel proprio contesto professionale. Nellambito della formazione in servizio dei docenti necessario, pertanto, fare un passaggio dalla logica del corso di aggiornamento, spesso avulso dalla pratica quotidiana, uguale per tutti, ad interventi mirati e riletti nei diversi contesti professionali

IMMAGINE TRATTA DA DIA INDIREIl quadro teorico di riferimento quello dellactivity theory, approccio teorizzato da Engerstrm (2001) (il quale si ispir, a sua volta, alla scuola di Vygotskij) e che  fornisce strumenti utili alla riflessione e alla sperimentazione riguardanti i fenomeni di apprendimento e di innovazione che possono aver luogo nelle comunit di pratica.
Questa teoria tende a considerare luomo come mediato culturalmente, coinvolto in attivit fatte di strumenti, linguaggi, comunit. Lapprendimento distribuito tra gli individui, tra i loro colleghi e collaboratori, tra i materiali, gli attrezzi e le risorse semiotiche; diviene unazione espansa (expansive learning) che mira ad apportare un cambiamento. Daltro canto lo stesso apprendimento non una pratica stabile; per affrontare trasformazioni importanti nella nostra vita e nelle nostre professioni dobbiamo apprendere nuove forme di attivit che si apprendono nel momento stesso in cui si creano.

La figura 1 schematizza il processo dellapprendimento espanso che prevede il passaggio attraverso sette fasi, dallanalisi della presente situazione e delle sue problematicit (fasi 1 e 2), allintroduzione ragionata dellelemento di novit (fasi 3-5), alla riflessione sui processi di trasformazione e miglioramento innescati (fasi 5 e 6), fino al consolidamento delle pratiche innovative (fase 7). Il ciclo del processo di apprendimento espanso lo si pu comprendere, riferisce Engestrm, paragonandolo a un viaggio collettivo attraverso la zona di sviluppo prossimale. In questo percorso si intersecano la pratica organizzativa quotidiana e lesperienza personale: un soggetto o un gruppo di persone si pongono in maniera interrogativa in rapporto al contesto e cominciano a costruire alternative valide. 

Il contesto scolastico anglosassone
In Inghilterra gi da qualche anno il modello di supporto personalizzato (coaching) stato sperimentato dallAgenzia che si occupa della formazione dei docenti, la Teacher Development Agency. In particolare, tra le 8 agenzie che nel Regno Unito si occupano a vario titolo dei docenti e dei dirigenti, il centro di ricerca CUREE ha elaborato un framework di riferimento su richiesta del Ministero dellIstruzione anglosassone (DfES) che viene condiviso da tutte le scuole che hanno interesse a progettare e realizzare un modello di formazione per gli insegnanti della scuola secondaria inferiore e superiore basato sul coaching. Il framework una risorsa che le scuole o le istituzioni educative possono utilizzare sia per attuare pratiche di coaching secondo i criteri proposti o per paragonare altre pratiche a questa.
Secondo un rapporto di ricerca del TDA  non consigliabile applicare un modello univoco, ma pi opportuno utilizzare approcci diversi a seconda delle necessit.

Un altro valido punto di riferimento quello noto come modello GROW, una tecnica largamente adottata nel Regno Unito per le attivit di coaching in ambito aziendale, ma impiegato con successo anche in quello scolastico. Il metodo molto efficace per individuare gli obiettivi da perseguire e per lattivit di problem solving.

G  Goal - Qual lobiettivo finale?
R  Reality - A che punto siamo? Qual lo stato dellarte?
O  Obstacoles/Options - Quali sono le difficolt? Quali le possibilit?
W Way forward - Quali i passi verso lobiettivo?

Un esempio
Il modello GROW stato sperimentato dalla scuola Hayes Park. Il preside Neil Suggett aveva ipotizzato luso di questo metodo come un modo per consentire agli insegnanti di affrontare i problemi da soli. In questottica il coaching assume la forma di leadership distribuita, infatti pervade tutta la scuola e non usato semplicemente come una risposta pragmatica a problemi specifici riferisce Suggett.
Pratiche di coaching nella scuola sono state avviate nel 2004. Dodici insegnanti curricolari e tre insegnanti assistenti si sono offerti volontari e hanno frequentato programmi di coaching. Gli insegnanti assistenti sono stati designati responsabili per le tre aree:

  • insegnamento e apprendimento;
  • comportamento;
  • supporto e gestione.

Il modello GROW, che si rivelato il pi idoneo alle esigenze della scuola, si basa sul principio che il coach responsabile del processo di coaching e chi soggetto a coaching responsabile del contenuto. Gli obiettivi del coaching rientrano comunque sempre nel contesto del piano di sviluppo scolastico, che rilancia la dimensione personale del docente rispetto al proprio percorso professionale e quindi richiede un adeguato livello di responsabilit.
All'interno della scuola esiste un'elevata percezione che il coaching stia aiutando a migliorare i risultati degli allievi. Percezione confermata dall'intero staff, che vede riconosciuta una maggiore autonomia professionale, apprezzata la forza di assumersi rischi e provare nuovi approcci, meglio valorizzato l'impegno del corpo docente in termini di sviluppo degli obiettivi della scuola.

 
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