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MEDIA EDUCATION

Intervista al Prof. Alfonso Molina

La robotica educativa, una nuova risorsa per la scuola

di Francesco Vettori
30 Marzo 2012

Sono appena usciti due manuali dedicati alla Robotica educativa, editi dalla Fondazione Mondo Digitale, scaricabili gratuitamente da qui: ne parliamo con il direttore scientifico prof. Alfonso Molina, supervisore di entrambe le opere e autore della loro premessa.

Immagine tratta dall'Archivio DIAI due volumi Primi percorsi e giochi interattivi e Competizioni: un percorso formativo con Micromondi Ex Robotica e Lego NXT sono dedicati a classi di studenti di et diversa. Che cosa si intende per robotica educativa e quali sono le sue applicazioni pi significative?

La robotica educativa lo sviluppo e luso dei robot a fini didattici, per linsegnamento e per lapprendimento. I robot sono macchine programmabili a cui si possono dare istruzioni che determinano il loro comportamento.
I robot facilitano la didattica costruzionista che stimola ad inventare, programmare e costruire apparecchi meccatronici (integrazione dellelettronica con la meccanica) in processi ad alto potenziale multi-disciplinare
La robotica educativa pu essere utilizzata sia per lapprendimento scientifico e tecnologico, parliamo di materie come matematica, fisica, biologia, ingegneria, computing che per discipline come larte, la musica e materie umanistiche come la filosofia (in particolare letica).
La robotica educativa inoltre permette agli studenti di sviluppare le competenze per la vita (creativit, problem-solving, lavoro di squadra ecc.) che giocano un ruolo di forte rilevanza per leducazione del 21 secolo.

Per riprendere il titolo di un saggio di qualche anno fa che tratteggiava la situazione generale delle ICT, siamo ancora fermi a una rivoluzione incompiuta anche nella robotica oppure il momento dellappiattimento sullo strumento, date le sue difficolt duso, stato superato?

Credo che sia in via di superamento. La robotica educativa si va sempre pi diffondendo nelle scuole anche se ci sono ancora importanti ostacoli da superare, innanzitutto dal punto di vista del curriculum scolastico
Tra le tendenze positive ci sono:

(a) larrivo di tecnologie a basso costo insieme alla crescita di modelli di software e hardware aperti
(b) lo sviluppo di materiali didattici sistematici (manuali, video, ecc.) sulluso della robotica attraverso il ciclo scolastico, dalla scuola primaria alla secondaria superiore
(c) la crescente presenza in Internet di materiali e corsi open content forniti da universit e altre organizzazioni di differenti parti del mondo
(d) linizio dellinserimento della robotica nella offerta curriculare della scuola, innanzitutto in paesi come lOlanda. In Italia, questa tendenza inizia a diffondersi negli istituti tecnici
(e) la diffusione di ambienti virtuali dedicati alla robotica educativa senza limiti di spazio e di tempo

Si fa un gran discutere di nativi digitali e delle resistenze, specie dei docenti, a riconoscere il valore delle nuove tecnologie: dal Vostro osservatorio che cosa vedete?

Tutti i processi di innovazione coinvolgono persone con diversi ruoli. I nativi digitali sono sicuramente avvantaggiati per il fatto che sono cresciuti circondati da tecnologia digitale che permette loro di comunicare senza frontiere e imparare accedendo a fonti e metodi che gli insegnanti pi maturi non hanno mai conosciuto
Ci sono poi dallaltra parte anche insegnanti e dirigenti scolastici innovatori che si sono convertiti alla tecnologia: la utilizzano e cercano di diffonderla allinterno della scuola. Molti di quelli che collaborano con noi lo fanno da tempo.
Per adesso questi innovatori didattici sono una minoranza perch ancora il sistema scolastico italiano non offre lo stimolo e il supporto necessario per far diventare linnovazione nella didattica una meta da seguire con forza ed entusiasmo.
Il sistema scolastico non mostra una pratica dimplementazione tecnologica sistemica che aiuti a superare l'incertezze e le insicurezze normalmente associate con i cambi tecnologici. Le resistenze dei docenti non-innovativi non si devono vedere come irrazionali ma si devono capire per disegnare e implementare processi di innovazione pi razionali.

Alle nuove tecnologie e forme del comunicare viene sempre pi spesso aggiunto il termine strategia:  pu spiegare le ragioni di questa associazione?
 
Si usa il termine strategia perch ladozione di nuove tecnologie e forme di comunicazione comporta processi sociotecnici complessi allinterno della societ, ovvero processi che integrano aspetti tecnici e sociali in una sola realt di cambiamento
Questo processo linnovazione che stata definita come invenzione + implementazione.
Se partiamo da questo presupposto, possiamo dire che c un chiaro bisogno di strategie con obiettivi, piani di azione, monitoraggio, controllo e valutazione per incrementare il pi possibile le chance di successo. Questo particolarmente importante nei casi di processi complessi su grande scala come quello della trasformazione verso leducazione del 21 secolo.  Senza una strategia lungimirante, lo spreco di energie e risorse inevitabile. 
Inoltre si parla anche di tecnologie strategiche, quelle di cui non si pu fare a meno (come Internet) che richiedono lo stesso bisogno di strategie per stimolare e guidare una diffusione efficace della tecnologia nella societ.

Alfonso Molina  professore di Strategie delle Tecnologie presso l'Universit di Edimburgo e direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale.

 
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