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04 Novembre 2003

Accessibilità: una legge per rendere operative le raccomandazioni

di Patrizia Lotti

Il parere dei tecnici. Intervista a Paolo Graziani e Laura Burzagli del CNR di Firenze


porta del castello di Monsummano alto (Pt)La discussione per una normativa che regoli l'accessibilità nelle nuove tecnologie ha portato, nella seduta del 16 ottobre 2003, all'approvazione della Camera dei Deputati del testo unico "Accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici". Se il Senato approverà questo testo, entro l'anno la legge sarà presto operativa.

Qual è l'elemento maggiormente positivo?
(Graziani) Importante è che solo tramite una legge si può passare dalle raccomandazioni, che pochi conoscono e nessuno si sente obbligato a rispettare, ad un obbligo operativo. Al di là del testo della legge, importante è proprio che il Parlamento abbia ritenuto importante giungere a dei criteri operativi di accessibilità. Pur potendo giudicare l'efficacia di una legge solo dopo l'inizio della sua applicazione, credo che questa possa essere una "buona legge" perché è stata sufficientemente calibrata la sua fattibilità.
(
Burzagli) Da un punto di vista tecnico, la trovo una legge "professionale"; la sua progettazione ha avuto un lungo iter, basti pensare che la prima circolare AIPA è firmata Franco Bassanini, quindi risale al precedente Governo. Si può dire che la legge è nata fra gli addetti ai lavori, prima ancora che fra i politci, con un progressivo coivolgimento di professionalità.

Nel dibattito in corso su questo disegno di legge, due sembrano essere i suoi principali limiti: il fatto che restringa la sua applicazione agli enti pubblici e il mancato riferimento esplicito alle norme WAI-W3C. Voi cosa ne pensate?
(Graziani) Pur se sarebbe stato bello il  principio che tutti i prodotti della tecnologia e in particolare tutti i siti Internet devono essere accessibili, sarebbe stato difficile renderlo applicabile. Stiamo parlando di una norma italiana, che può essere applicata solo sul territorio italiano, quindi sarebbe stato difficile obbligare a dei criteri di accessibilità un privato italiano che avesse aperto un sito su un server di un altro stato. Per quanto riguarda gli enti pubblici, essi sono allocati sicuramente in Italia e quindi sono circoscrivibili. Inoltre, restringendo il campo degli enti interessati da questa norma, è possibile individuare e motivare delle restrizioni tecniche. Rispetto alle "raccomandazioni" del WAI-W3C, esse non potevano essere indicate esplicitamente nella legge proprio perché non sono italiane; questo problema era già emerso durante la discussione per la circolare Bassanini: le proposte o raccomandazioni internazionalmente riconosciute possono essere solo genericamente richiamate, ma non possono divenire punto di riferimento di una legge italiana, che al contrario deve dotarsi di un proprio regolamento, eventualmente riferito a linee guida internazionali, così come è stato indicato nel disegno di legge sull'accessibilità.
(
Burzagli) Rispetto alle Linee Guida WAI-W3C dobbiamo inoltre considerare che sono in inglese e non sarebbe possibile un loro recepimento senza una traduzione ufficiale alla quale far riferimento.

Ad oggi è possibile sapere quanto sono state recepite le raccomandazioni sull'accessibilità? E rispetto al futuro, come sarà possibile verificare l'applicazione del regolamento italiano?
(Graziani) Non solo in Italia, ma anche internazionalmente non è assolutamente possibile sapere quanti seguono le linee guida WAI-W3C. Personalmente faccio parte del Gruppo di Lavoro della Comunità Europea "e-accessibility" che sta cercando di individuare i criteri per valutare la loro applicazione. Rispetto al futuro italiano, personalmente auspico un iter analo a quello che è stato predisposto negli Stati Uniti, dopo l'approvazione della Section 508, dove è stato redatto un regolamento che si ispira alle linee guida del W3C ed è più facilmente applicabile.
(Burzagli) Per quanto riguarda la verifica dell'applicazione della futura legge, i decreti attuativi dovranno chiarire vari punti, non ultimo come monitorare l'applicazione del regolamento di attuazione; basti pensare che l'articolo 10 parla di metodologie tecniche per la verifica dell'accessibilità e attualmente non esistono tali "metodologie tecniche", anche per l'applicazione delle linee guida WAI-W3C, la verifica è sempre frutto di autocertificazione.

di Patrizia Lotti [p.lotti@indire.it]

L'immagine è tratta dall'archivio immagine DIA di Indire

 
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