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La biblioteca ideale europea
I bambini di 7 scuole europee scelgono la loro Biblioteca Ideale
di Lorenza Venturi
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Questo progetto, nato dall’esigenza di stimolare nei bambini il piacere del leggere e la formazione del gusto personale, ha consentito agli alunni di sette scuole europee di creare la loro Biblioteca Ideale selezionando opere appartenenti alla letteratura classica e moderna per ragazzi. Lo sviluppo del progetto ci ha inoltre permesso di dare una dimensione europea al percorso formativo dei nostri giovani studenti attraverso la condivisione di materiali, esperienze, approcci comuni …

La descrizione dettagliata del progetto, la presentazione delle singole scuole partecipanti, il lavoro dei bambini (sezioni: recensioni), i percorsi metodologico/didattici, si trovano inseriti nel sito web http://www.paueducation.com/idealeuropeanlibrary.Esso è il risultato tangibile delle nostre fatiche e vorremmo diventasse, per insegnanti, genitori, ragazzi, bibliotecari, ... un valido strumento di lavoro e/o consultazione.

Quali risultati ha prodotto questo progetto sui nostri alunni? A livello cognitivo: lo sviluppo di competenze disciplinari e trasversali; l’incremento dell’interesse nei confronti della lettura e della conoscenza di realtà culturali e linguistiche diverse; lo sviluppo del senso critico. A livello relazionale: una maggior capacità di rapportarsi con compagni, alunni di classi diverse, insegnanti diversi, adulti con diversi ruoli e, non meno importante, la capacità d’interagire, in modo appropriato, con coetanei di altri paesi europei attraverso uno spazio virtuale (CommunitySpace). E sugli insegnanti? Senza dubbio una crescita professionale e personale derivata dal confronto con realtà scolastiche, linguistiche e culturali diverse. Crescita che si è tradotta in una maggior ricchezza delle proposte educative.

Il progetto ci ha, inoltre, permesso la partecipazione alla Comenius Week per la cooperazione scolastica in Europa, manifestazione tenutasi a Bruxelles dall’8 al 12 novembre. E’ stata questa un’esperienza che ha arricchito ulteriormente sia le insegnanti che vi hanno partecipato sia gli alunni. Questi i commenti dei ragazzi che hanno vissuto quelle cinque favolose giornate nel cuore dell’Europa:

"A Bruxelles ho incontrato altri ragazzi, più o meno della mia età, che mi hanno fatto conoscere alcune tradizioni dei loro paesi d’origine e alcuni aspetti che sui libri di scuola non ho mai trovato. Ho capito che in Europa parliamo lingue diverse, ma, se facciamo un piccolo sforzo, possiamo capirci ugualmente e lavorare insieme … non siamo poi tanto diversi, vero?"

"Personalmente mi sono accorto di quanto è importante conoscere tante lingue. Poter comunicare con gli altri è fantastico! Bruxelles mi è sembrata piccola e grande insieme: piccola perché il calore umano delle persone arrivate da tutta Europa era così forte da farti sentire a casa; grande per le luci, i colori, le musiche, le lingue che cambiavano continuamente."

"I cinque giorni a Bruxelles sono stati bellissimi, o meglio stupendi, perché abbiamo conosciuto altri bambini, abbiamo cercato di imparare e parlare lingue diverse. E’ stato curioso e divertente ballare danze di altri Paesi con compagni di altri Paesi, giocare e cantare con loro un’unica canzone fatta di voci e parole diverse. Eravamo così diversi e così uguali nello stesso tempo. Che bella e che vicina è l’Europa, se puoi viverla così: insieme mano nella mano con tutti i colori dei palloncini che volavano sopra il cielo di Bruxelles"

Coloro che leggeranno queste righe saranno certamente invogliati ad intraprendere una strada simile, ma mi sentirei in colpa se non li avvisassi che un grande progetto - come certamente il Comenius è - richiede una grande dedizione. Impegno, ore ed ore di lavoro che spesso non possono ottenere il giusto riconoscimento attingendo alle risorse del fondo d’istituto. La " grande dedizione" che un progetto Comenius richiede è sicuramente ricompensata solo ed unicamente con la ricchezza d’esperienze, che nascono dalla collaborazione con colleghi d’altri paesi e con i legami molto forti che si possono stabilire quando si prova a condividere.

Mi sento comunque di poter affermare che ogni scuola dovrebbe, almeno una volta, provare ad implementare un progetto Comenius. I problemi che si possono incontrare possono essere aggirati trovando strade diverse, nuove, originali. In fondo, citando le parole emerse nel seminario Comenius organizzato dall'Agenzia Nazionale a Firenze il 26 marzo 2002, "la scuola italiana è fatta di una massiccia minoranza di persone straordinarie" che non aspettano altro che di farsi conoscere in Europa e di fare parte dell’Europa.

di Anna Locatello, scuola elementare Dante Alighieri di Maniago (PN) [anna.ml@libero.it]

editing a cura di Lorenza Venturi, redazione webzine [l.venturi@indire.it]

 
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