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CITTADINANZA EUROPEA

Non profit e cittadinanza europea

Intervista a Stefania Mancini, consigliera dell'Agenzia nazionale per le onlus

di Elisabetta Mughini
28 Giugno 2004

Come il mondo del Non Profit europeo, del quale Lei ha una visione complessiva, sta dando risposta alleducazione alla cittadinanza?

Per Non Profit europeo possiamo intendere due cose: o il Non profit, che chiamerei il mondo sociale organizzato dei singoli paesi membri, oppure quello che gi presente a livello comunitario, cio di Bruxelles, e che si autorganizzato, dandosi una struttura operativa, per creare un collegamento stabile con le istituzioni comunitarie.

Credo che ambedue le realt organizzate del Non Profit europeo si stiano da tempo occupando di educazione alla cittadinanza; in primo luogo poich sono essi stessi la risultanza di unattenzione alla cittadinanza - hanno deciso cio di organizzarsi e portare avanti le esigenze proprie assieme a quelle di coloro che intendono rappresentare.

Negli ultimi dieci anni, in particolare, le reti di associazioni si sono organizzate a livello comunitario per inserire il tema della cittadinanza in maniera costante in tutte quelle che sono le sedi di lavoro politico e tecnico delle istituzioni comunitarie, conseguendo di fatto buoni risultati. Penso ad una serie di esempi chiave come articoli di trattati comunitari piuttosto che definizioni, dichiarazioni e raccomandazioni recepite negli ultimi dieci anni dalle varie istituzioni comunitarie. Tutti inserimenti voluti, pensati e ottenuti esclusivamente grazie al Non Profit europeo.
A livello nazionale, sull'educazione alla cittadinanza attiva e anche solidale, credo che il mondo del Non Profit, abbia lavorato molto e in maniera anticipatoria. Talvolta in maniera sporadica, perch educare alla cittadinanza, ad esempio attraverso il contenitore scuola, non una cosa facile poich implica una serie di accordi istituzionali, che spesso in Italia non si sono verificati, per mancanza di capacit di raccordo tra tutte le iniziative nel territorio. Sicuramente altri paesi europei sono pi avanti di noi. Ogni cittadino proprietario della propria attualit in maniera limpida e trasparente, per contribuire a dar voce a qualcosa di nuovo che spesso le istituzioni non vedono. Secondo me il bello del Non Profit che si occupa di cittadinanza si identifica in un valore aggiunto che il Non Profit d al tema della cittadinanza, perch ne riempie il contenuto in maniera propositiva, in maniera da stimolare maggiore responsabilit da parte dei singoli cittadini, alla creazione, alla costituzione e sviluppo di comunit nazionali, territoriali o europee, che fungano da diffusori delle propriet culturali, dei valori culturali che sono dentro le nostre comunit, piuttosto che delle parti materiali, dellaccesso ai servizi, dellaccesso alleducazione in maniera paritetica.

Intervista di Elisabetta Mughini, Ufficio Comunicazione, Indire

Stefania Mancini, laureata in "Scienze Politiche" con Indirizzo Internazionale all'Universit La Sapienza di Roma; diplomata in "Relazioni Esterne e Immagine d'Impresa" al Centro Studi Comunicazione di Roma e in "Marketing" all'Universit La Sapienza di Roma. Da molti anni impegnata in attivit di volontarato in associazioni nazionali ed internazionali; da Novembre 2000 consigliere delegato della Fondazione Italiana Charlemagne e dell'Agenzia per le Onlus. Dal '94 Responsabile del Settore Europa della Fondazione Italiana per il Volontariato di Roma. Ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali europei e non, collaborando anche al Dipartimento per gli Affari Sociali della Presidenza del Consiglio. Tra le sue pubblicazioni segnaliamo "El nuevo rol del voluntariado social" L. Tavazza e S. Mancini, Editorial Lumen Viamonte 1674 - Buenos Aires, 1995; "I progetti europei: il partenariato in Europa" introduzione di S. Mancini, anno 2000 per la Fondazione Italiana per il Volontariato.

LAgenzia per le ONLUS chiamata ad operare affinch sul territorio italiano sia perseguita una uniforme e corretta osservanza della disciplina legislativa e regolamentare concernente le ONLUS, il Terzo Settore e gli enti non commerciali. E' costituita da un organo collegiale, composto dal Presidente e da dieci Consiglieri nominati dal Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta di diverse autorit competenti, in base allesperienza istituzionale, alla conoscenza del Terzo Settore e alla professionalit acquisita nel campo delleconomia sociale.

 
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