Re-mediare la scuola - Lo spazio e il tempo futuri dell'apprendimento torna al programma Ministero Pubblica Istruzione OCSE Indire

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23/02/2007
L'OECD atterra a Firenze per discutere sugli apprendimenti
del nuovo millennio

Si svolgerà a Firenze il prossimo 7 Marzo il convegno internazionale “New Millennium Learners. Scuole, tecnologie, apprendimento”
organizzato dall’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica e l’OECD (Organisation for Economic Co-operation and Development).

Ricercatori di fama internazionale ed esperti provenienti da tutto il mondo si danno appuntamento per discutere sugli apprendimenti del nuovo millennio.
Il convegno dal titolo “New millennium Learners. Scuole, tecnologie, apprendimento” si terrà mercoledì 7 marzo dalle 9.00 alle 18.30 nell'area Firenze Fiera, in Piazza Adua 1 ed è organizzato dall’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica e dall’OECD (Organisation for Economic Co-operation and Development). Interverrà il Ministro italiano della Pubblica Istruzione.

L’incontro ha il fine di presentare lo stato dell'arte sulla ricerca relativa alle tecnologie digitali nell’apprendimento, allo scopo di individuare linee strategiche e di sviluppo per sperimentazioni che aiutino a costruire la scuola di domani. Un appuntamento che si pone in continuità con “Re-mediare la scuola. Lo spazio e il tempo futuri dell’apprendimento”, il convegno internazionale organizzato da Indire lo scorso anno.


Tre le grandi aree tematiche che saranno affrontate:

Dalle 9.30 alle 11.30 l’attenzione sarà focalizzata sulle caratteristiche dei New millennium learners. Le nuove tecnologie fanno parte sempre più della vita quotidiana dei ragazzi del nuovo millennio. In tale prospettiva diventa fondamentale capire qual è il linguaggio che gli studenti usano nella loro quotidianità e quale quello che trovano nella scuola, come cambia il loro modo di comunicare e di apprendere. Dopo l’introduzione di Francesc Pedró (Centre for Educational Research and Innovation - OECD), interverranno Eszter Hargittai (Northwestern University, US) e Rosamund Sutherland (University of Bristol, UK).

Dalle 11.30 alle 13.00 si parlerà di ICT e sviluppo cognitivo. Un momento per interrogarsi sui possibili impatti delle tecnologie sui processi di apprendimento: le nuove tecnologie favoriscono un nuovo modo di apprendere e di generare sapere? Possiamo pensare a nuove strategie cognitive o solo a modi più efficaci per capire i medesimi concetti? È giusto parlare di nuovi paradigmi nell’apprendimento? Interverranno Roger Säljö (LearnIT, SE), Lydia Plowman (University of Stirling, UK) e Josie Taylor (Open University, UK).

Dalle 15.00 alle 17.00 sarà invece sviluppata una riflessione sui cambiamenti che la scuola sta vivendo al suo interno a seguito dell’introduzione delle ICT. Innovazioni che investono gli ambienti di apprendimento e la struttura educativa, l’organizzazione didattica, i contenuti, il ruolo degli insegnanti. Interverranno Eric Bruillard (Institut national de recherche pédagogique, FR), Josep Maria Mominó (Universitat Oberta de Catalunya, ES) e Morten Søby (Network for IT Research and Competence in Education ­ ITU, NO). Chairman di questa sessione sarà Giovanni Biondi, Direttore dell'Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell'Autonomia Scolastica.

Sarà poi la volta di Constance Yowell della statunitense MacArthur Foundation.

Le conclusioni sono affidate a Tom Schuller, direttore del Centre for Educational Research and Innovation presso l'OECD e al Ministro italiano della Pubblica Istruzione.



L'ingresso al convegno è gratuito.
La partecipazione è riconosciuta come attività di formazione, ai sensi dell’art. 1 comma 2 della direttiva ministeriale n. 90 del 1/12/2003.

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16/02/2007
Gli studenti italiani del nuovo millennio

Un primo identikit

Tutti gli studenti italiani hanno a casa un computer, un lettore cd-rom e una stampante; quasi uno su tre si connette a Internet tutti i giorni, la maggior parte utilizza la rete non solo per le attività ludiche, ma anche per le attività scolastiche e dimostra particolare interesse per l’e-learning.

“Internet è diventata l’enciclopedia per eccellenza”, sfruttata per la ricerca e gli approfondimenti personali, in cui è possibile trovare l’informazione spicciola e l’approfondimento bibliografico, la notizia dell’ultima ora e l’importante studio scientifico. Questo, in sintesi, quanto emerge da un’analisi di Gestimpresa, condotta su ragazzi tra i 10 e i 24 anni. Alcuni dati: un ragazzo su due dichiara di impegnare 3,5 ore alla settimana (un terzo del tempo impiegato sui libri) per studiare su materiale scaricato da Internet; a queste ore bisogna però aggiungere quelle passate al PC (il 67%, in media 4 ore settimanali) per fare i compiti o altre attività di studio e quelle impiegate usando motori di ricerca o consultando online enciclopedie, dizionari, etc. (60% degli studenti).

Anche lo studio Kiwi “Knowledge interaction web information”, condotto su un campione di oltre 500 studenti delle scuole superiori, rivela una loro propensione all’uso formativo delle ICT. L’80% degli intervistati considera la rete un canale formativo: meno del 2% ha dichiarato di non aver mai utilizzato Internet per attività scolastiche, circa il 90% ne ha fatto uso a casa e addirittura l’80% a scuola. Meno diffuso l’utilizzo a scopi formativi l’uso del cellulare e del lettore mp3, i quali invece assumono spesso il ruolo di “complice di illeciti”, per copiare o passare informazioni, soprattutto durante i compiti in classe.

Le nuove tecnologie dunque fanno parte sempre più della vita quotidiana dei ragazzi del nuovo millennio: ma come cambia il loro modo di comunicare e di apprendere?