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Articoli di Eurydice

La ripetenza nelle scuole in Europa: grandi differenze fra i paesi 18/02/2011

La rete Eurydice ha appena pubblicato il nuovo studio "Grade Retention during Compulsory Education in Europe: Regulations and Statistics " che mette a confronto le modalità con cui viene applicata la ripetenza nelle scuole nei vari paesi europei, attraverso una ricognizione delle legislazioni e delle pratiche in atto.
Alessandra Mochi
Attraverso l'analisi comparativa, questa nuova pubblicazione presenta le grandi differenze che emergono fra i vari paesi, dove, se un alunno deve ripetere o meno l'anno, dipende più dalla cultura educativa del paese e dalla valutazione dell'insegnante che dal suo rendimento a scuola. 

Grandi differenza nei tassi di ripetenza

La ripetenza è possibile nella maggior parte dei paesi e la normativa di base è spesso simile. In molti paesi la normativa impone delle restrizioni sulla possibilità di ripetere l’anno, ciò nonostante i tassi di ripetenza variano in maniera significativa fra i vari paesi. I dati dell'indagine PISA 2009 (Programme for International Student Assessment) mostrano che alcuni paesi come la Slovenia, il Regno Unito, l'Islanda e la Finlandia hanno tassi di ripetenza molto bassi (al di sotto del 3%) mentre altri paesi come il Belgio (Comunità francese), la Spagna, la Francia, il Lussemburgo e il Portogallo li hanno molto elevati (al di sopra del 30%). 

Figura 1


Nei paesi in cui è diffusa, la ripetenza è ancora considerata dalla comunità educativa un beneficio per gli alunni

La tradizione culturale educativa della ripetenza sembra essere la ragione principale della sua maggiore diffusione in quei paesi in cui si pensa ancora, con convinzione, che ripetere l'anno possa essere di beneficio per l'apprendimento dell'alunno. Si tratta di una visione spesso condivisa dai docenti, dalla comunità educativa e dai genitori, nonostante sia stata più volte messa in dubbio. Lo studio di Eurydice dimostra che non esiste una relazione chiara fra normativa e tassi di ripetenza. Per questo motivo la sfida sta più nel mettere in discussione certe idee e convinzioni piuttosto che nel cambiare la normativa.  


Figura 2

 
Dove e perché l’alunno ripete l’anno

Sono pochi i paesi in cui la promozione automatica è regola ufficiale: in Islanda e in Norvegia è prevista per tutta la durata dell’istruzione obbligatoria, mentre in Bulgaria e nel Liechtenstein solo nel livello primario.
La situazione è simile nel Regno Unito perché, nonostante non sia presente una regolamentazione specifica, normalmente i bambini vengono promossi all’anno successivo insieme a tutti gli altri alunni del loro stesso gruppo di età.

In tutti i paesi la ripetenza è permessa dalla legge, anche se possono esserci restrizioni come la promozione automatica nei primi anni dell’istruzione primaria o un limite sul numero delle volte che un bambino può ripetere l’anno.

In tutti i paesi sono presenti misure di sostegno e di recupero per gli alunni che dimostrano difficoltà di apprendimento durante l’anno scolastico. La mancanza di profitto sufficiente alla fine dell’anno è il motivo più frequente alla base degli episodi di ripetenza e la decisione si basa più frequentemente sulla valutazione effettuata dagli insegnanti che su parametri standardizzati dei progressi di apprendimento.


A chi spetta decidere
 
Nella maggior parte dei paesi è la scuola a decidere se la responsabilità è principalmente dell’insegnante, dell’intero corpo docente o del capo d’istituto. È prevista la possibilità di consultare specialisti esterni ma, in genere, la decisione spetta alla scuola.
In alcuni paesi, tuttavia, elementi esterni alla scuola possono avere un ruolo significativo.
Si tratta spesso di psicologi o di servizi di consulenza il cui supporto aiuta a prendere una decisione ben motivata.

Ci sono, però, alcune eccezioni: a Cipro, nel livello primario, la decisione finale spetta all’ispettore assegnato alla scuola incaricato di approvare o rifiutare la relativa raccomandazione dell’insegnante; in Scozia, invece, nel livello secondario inferiore, il potere decisionale spetta al capo d’istituto e alle autorità locali, mentre in Irlanda tutte le decisioni riguardo alla promozione degli alunni all’anno successivo, nel livello secondario superiore, vengono sempre prese al di fuori della scuola dal Dipartimento dell’educazione e delle scienze.


 Figura 3

 Figura 4


Durante il percorso scolastico, i genitori vengono tenuti informati sui progressi dei loro figli.
In alcuni paesi, come in Danimarca, Estonia, Malta, Paesi Bassi e Svezia è previsto che possano essere consultati in sede decisionale. La legge prevede invece un loro ruolo più attivo, attraverso la possibilità di fare ricorso, nella Repubblica ceca, in Spagna, Francia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Austria, Portogallo, Slovenia, Finlandia, mentre nella comunità francese del Belgio, in Slovacchia e nel Regno Unito occorre il loro consenso su qualsiasi decisione al riguardo.

 Figura 5 




Lo studio completo è disponibile online nella versione inglese e francese.

La traduzione in italiano dello studio sarà disponibile nel corso del 2011.





 


 

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