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Articoli di Eurydice

La dimensione sociale dell'istruzione superiore: politiche nazionali e comparazione europea 13/10/2011

È urgente che l’Europa si impegni con maggior risoluzione e coerenza per rafforzare la dimensione sociale dell’istruzione superiore, soprattutto in questo periodo di crisi economica. Questa è la conclusione che emerge dal nuovo rapporto di Eurydice, che passa in rassegna le politiche nazionali sull’accesso all’istruzione superiore, sul finanziamento e sul sostegno agli studenti.
Alessandra Mochi
Una delle tendenze più importanti dell’ultimo decennio nell’istruzione superiore europea  è il continuo processo di espansione, che ha registrato un aumento medio del numero degli studenti del 25%. Si tratta di un fenomeno globale, legato al riorientamento verso una società basata sulla conoscenza, che genera nuove sfide per l’Europa. Tuttavia, il fatto che il numero degli studenti sia in aumento non significa necessariamente che l’istruzione superiore diventi più inclusiva.
I ministri dell’istruzione superiore hanno sottolineato che “gli studenti che accedono all’istruzione superiore, a tutti i livelli, portandola a termine, dovrebbero rispecchiare le diversità delle nostre popolazioni”, insistendo sul fatto che “gli studenti dovrebbero riuscire a finire gli studi senza incontrare ostacoli dovuti alla loro condizione economica e sociale” (Comunicato di Londra del 2007, pag. 5). In conformità con le dichiarazioni europee, quasi tutti i paesi proclamano che l’aumento e l’allargamento della partecipazione all’istruzione superiore è un obiettivo politico primario. Ciononostante, si tratta di una fra le varie priorità e sono pochi i casi di paesi che collegano dibattiti su argomenti come la qualità e l’eccellenza alla dimensione sociale.

Il nuovo  rapporto di Eurydice, dal titolo Modernisation of Higher Education in Europe: Funding and the Social Dimension 2011,  mette in luce le differenze significative dei vari paesi negli approcci adottati per favorire l’allargamento della partecipazione.  Alcuni paesi si concentrano su misure mirate ad aumentare la partecipazione dei gruppi sottorappresentati nell’istruzione superiore, altri invece adottano un approccio generale per allargare e aumentare la partecipazione globale, nella speranza che ciò comporterà  ugualmente a una crescita della partecipazione dei gruppi socialmente svantaggiati. Un terzo gruppo di paesi combina misure generali con misure ad hoc.
Un po’ più della metà dei paesi che fanno parte della rete Eurydice hanno individuato percorsi alternativi per accedere all’istruzione superiore, mentre i restanti quindici sistemi nazionali non prevedono strade diverse.  Come rivela la figura qui sotto, i percorsi alternativi risultano essere una caratteristica dei sistemi educativi dell’occidente europeo. Inoltre, in un numero consistente di sistemi di istruzione, in cui non sono previsti percorsi alternativi per accedere all’istruzione superiore, non sono presenti regolamentazioni sul riconoscimento e la validazione dell’apprendimento non formale e informale.

Figura 1: Percorsi alternativi per accedere all’istruzione superiore per i candidati non tradizionali, 2009/10


Benchmark e obiettivi per la partecipazione dei gruppi sottorappresentanti sono stati fissati da alcuni paesi; tuttavia, si tratta di una prassi non ancora affermata. L’impatto delle misure prese per aumentare e allargare la partecipazione è difficilmente misurabile a livello europeo, dal momento che i paesi non combinano solo misure differenti ma monitorano anche diversi aspetti della composizione del corpo studentesco.
È quindi difficile fornire  un quadro comparativo della situazione dei gruppi sottorappresentati nei vari sistemi dell’istruzione superiore in Europa. Solo cinque paesi hanno pubblicato i dati sui tassi di completamento degli studi da parte degli studenti. Ciò significa che in molti paesi tali dati non sono considerati di particolare  interesse per la società né una misura per la quale gli istituti debbano essere considerati responsabili.

È difficile individuare prove che dimostrino che i meccanismi nazionali di finanziamento istituzionale dell’istruzione superiore sono mirati a sostenere e a incoraggiare il principale obiettivo della dimensione sociale dell’allargamento della partecipazione. Al contrario, i principali meccanismi  del finanziamento si basano sulle caratteristiche tradizionali, come il numero del personale e degli studenti, oppure ci concentrano su altri obiettivi come la qualità della ricerca. L’allargamento della partecipazione è spesso lasciata a programmi di finanziamento più marginali.

Un aspetto fondamentale della performance del sistema dell’istruzione superiore è il successo dei paesi nell’offrire un accesso equo a un’istruzione diversificata e di alta qualità che permetta ai cittadini di sviluppare e realizzare le proprie potenzialità. Se è vero che la presenza di tasse di iscrizione può scoraggiare maggiormente i gruppi a basso reddito e socialmente svantaggiati rispetto ai gruppi più ricchi e socialmente agiati,  è vero anche che l’esistenza di sistemi di supporto può fungere da contrappeso. Quindi, l’equilibrio fra tasse d’iscrizione, sostegno finanziario ed efficace utilizzo delle risorse sono problematiche essenziali per lo sviluppo della politica dell’istruzione superiore.
In Europa, ci sono paesi in cui nessuno studente paga tasse di iscrizione e paesi in cui tutti gli studenti le pagano, paesi in cui tutti gli studenti ricevono supporto e paesi in cui lo ricevono solo in pochi. Le tasse possono essere anche molto basse, corrispondenti a una cifra simbolica, oppure rappresentare un elemento molto significativo della spesa globale per gli studenti. La diversità nei sistemi di tassazione e di supporto è sorprendente e forse non sufficientemente riconosciuta ed ha un forte impatto sulla performance dei sistemi di istruzione superiore. In linea di principio gli studenti devono pagare le tasse nella maggior parte di paesi; tuttavia vengono utilizzati vari criteri per decidere quali sono gli studenti che devono pagare e/o quale sia l’importo da versare. I criteri si basano per lo più sul tipo di studio, sul programma di studi o sull’indirizzo scelti, ma possono anche fondarsi su caratteristiche della popolazione studentesca o su una combinazione dei due approcci.

Figura 2. Proporzione di studenti del primo e del secondo ciclo che pagano le tasse e che ricevono borse di studio, 2009/10

Molti paesi europei combinano borse di studio e prestiti. Ciononostante l’importanza relativa delle borse e dei prestiti nei sistemi misti varia in maniera significativa. Le borse di studio generalmente vengono assegnate in base al bisogno economico, al rendimento accademico o a una combinazione di questi due principali criteri. Il sistema dei prestiti pubblici agli studenti è presente in circa due terzi dei paesi europei. L’Islanda è l’unico paesi in cui il prestito è l’unico aiuto pubblico previsto per gli studenti.
Per quanto riguarda il supporto indiretto, il quadro  è ancor più diversificato e strettamente connesso agli indirizzi generali delle politiche sociali dei paesi. In 16 sistemi non sono previste agevolazioni fiscali né altri aiuti finanziari in favore dei genitori degli studenti.

L’andamento demografico in Europa influenzerà profondamente i paesi, ma l’impatto verrà percepito in misura diversa nelle varie parti del continente. Fra il 2010 e il 2025, il declino demografico della popolazione di età compresa fra i 18 e i 34 anni influenzerà in maniera significativa i paesi dell’Europa centrale, orientale e occidentale.  All’opposto, in una minoranza di paesi per lo più situati nell’Europa del Nord, sono presenti proiezioni positive in relazione al numero di giovani nella popolazione.
Per evitare di registrare un numero troppo basso di laureati qualificati, sarà necessario allargare l’offerta dell’istruzione superiore a nuovi potenziali studenti attraverso il rafforzamento del sostegno all’apprendimento permanente con un’attenzione sempre più spiccata alla diversificazione del corpo studentesco.
Dal presente rapporto risulta che molti dei paesi in cui sarà necessario allargare, in tempi rapidi, l’accesso ai gruppi sottorappresentati e agli adulti sono quelli in cui i provvedimenti mirati ad aprire i sistemi dell’istruzione superiore agli studenti non tradizionali non sono ancora consolidati.

Fin da prima che l’impatto della crisi economica e finanziaria iniziasse a farsi sentire, gli investimenti nell’istruzione superiore non riuscivano a seguire le tendenze della partecipazione.
Infatti, se da un lato la partecipazione è cresciuta rapidamente prima del 2008, dall’altro i finanziamenti  sono rimasti stabili in termini di percentuale di spesa  del PIL, e diversi paesi, sempre prima del 2008, hanno invece tagliato i budget nazionali per l’istruzione superiore. Tuttavia, dal 2008 le tendenze nei finanziamenti sono state divergenti. In alcuni sistemi sono stati (o saranno) effettuati tagli molto significativi, mentre molti paesi europei, compresi quelli con grosse difficoltà economiche, hanno adottato piani per il rilancio contenenti misure di sostegno per i sistemi di istruzione superiore.
Data la continua necessità di persone altamente qualificate nel mercato del lavoro, quest’ultima strategia può dimostrarsi più efficace per attenuare gli effetti a lungo termine della crisi economica.

Figura 3: Cambiamenti nei budget dell’istruzione superiore dal 2009/2010 al 2010/11

In linea generale, dal rapporto di Eurydice si può concludere che i paesi stanno incontrando difficoltà ad adattare i propri sistemi di istruzione superiore per far fronte alle sfide dovute ai rapidi cambiamenti sociali degli ultimi anni. La dimensione sociale non è diventata, in linea generale, l’elemento centrale della politica dell’istruzione superiore; tuttavia,  nella maggior parte dei paesi sono presenti molte misure speciali mirate a risolvere la sottorappresentanza di particolari gruppi. Alle dichiarazioni politiche sulla dimensione sociale non sempre corrispondono misure coerenti, finanziamenti per realizzarle o monitoraggi dei dispositivi per valutarne l’impatto. In un epoca in cui l’apprendimento permanente è indispensabile per generare forza lavoro competitiva sul mercato globale, restare ancorati agli approcci tradizionali per quanto riguarda l’ammissione, il riconoscimento e il completamente degli studi nell’istruzione superiore rischia di essere una strategia  perdente.
È urgente, quindi, affrontare la questione della dimensione sociale con maggiore energia e coerenza, sia a livello europeo che a livello nazionale, in particolare a fronte della crisi economica in Europa.


Il rapporto completo è disponibile online nella  versione inglese.

La traduzione in italiano del rapporto sarà disponibile nei primi mesi del 2012.




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