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Articoli di Eurydice

Apprendimento integrato di lingua e contenuto (CLIL) nella scuola in Europa 21/01/2006

L’aumento della mobilità e della cooperazione in Europa rende indispensabile la buona conoscenza di più lingue. Nell’ottica di permettere a tutti di acquisire delle buone competenze linguistiche, i decisori politici nazionali ed europei si interrogano su quale sia il modo migliore per farlo a scuola. Studi specifici sono, infatti, in corso con l’obbiettivo di individuare le metodologie più efficaci.
Alessandra Mochi

Per questo motivo Eurydice si è interessata all’apprendimento integrato di lingua e contenuto (Content and Language Integrated Learning – CLIL), un approccio innovativo attualmente al centro di molte sperimentazioni in Europa. Nell’insegnamento CLIL, alcune materie del curriculum vengono insegnate, al di fuori dei corsi di lingua, in una lingua diversa da quella di insegnamento. Questa nuova pubblicazione, elaborata con il sostengo della Commissione europea, analizza il CLIL nell’istruzione primaria e secondaria.


La maggior parte dei paesi offrono l’insegnamento di tipo CLIL


Le prime esperienze nell’ambito del CLIL erano generalmente associate a situazioni particolari, come l’esistenza di più lingue ufficiali di stato, regionali o minoritarie, o a lingue parlate in aree di frontiera. In Lussemburgo e a Malta, questo tipo di insegnamento, che è normalmente praticato in tutte le scuole, è stato introdotto nel 19° secolo. Tuttavia, in Europa è stato adottato come parte integrante dell’insegnamento delle lingue straniere a partire dagli anni '90.
Nella maggior parte dei paesi europei, l’insegnamento CLIL fa parte dell’istruzione ordinaria dei livelli primario e secondario. In una decina di paesi sono attualmente in corso progetti pilota. Nella Comunità fiamminga del Belgio e in Lituania, l’insegnamento CLIL è proposto soltanto all’interno di progetti pilota, mentre in sei paesi non è presente[1].


/figura_1_CLIL.pdf Figura 1. Status dell'insegnamento CLIL nell'istruzione primaria (CITE 1) e secondaria generale (CITE 2 e 3), 2004/05 (858.70 KB)


Lingue veicolari di status diversi

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Nella grande maggioranza dei paesi in cui è presente l’insegnamento CLIL, le lingue veicolari sono sia lingue straniere, sia lingue regionali e/o minoritarie o addirittura una seconda lingua di stato. Le lingue straniere più insegnate attraverso questo metodo sono l’inglese, il francese e il tedesco, come del resto accade anche nel caso dei corsi di lingua convenzionali. Sette paesi offrono la possibilità di un insegnamento trilingue che combina una o più lingue nazionali con lingue straniere[2], o la lingua nazionale con una lingua straniera e una lingua minoritaria[3].
Le statistiche nazionali dimostrano che una percentuale oscillante fra il 3 e il 30% degli alunni usufruisce di questo tipo di insegnamento. Il più alto tasso di partecipazione riguarda l’insegnamento CLIL in una lingua regionale.
Nella maggior parte dei casi, l’insegnamento veicolare è aperto a tutti gli alunni. Tuttavia, qualche paese ha stabilito dei criteri di ammissione e i requisiti possono essere riferiti a conoscenze generali, a conoscenze approfondite della lingua o a una combinazione di entrambi i casi.


/figura_2_CLIL.pdf Figura 2. Status delle lingue veicolari utilizzate per l'insegnamento CLIL nell'istruzione primaria (CITE 1) e secondaria generale (CITE 2 e 3), 2004/05 (1.30 MB)


L’insegnamento veicolare è applicabile a qualsiasi materia


Le scuole dei livelli primario e secondario sono generalmente libere di scegliere una o più materie da insegnare in una lingua diversa dalla normale lingua di insegnamento. Nell’istruzione secondaria, una dozzina di paesi preferiscono utilizzare l’insegnamento veicolare per insegnare le scienze o le scienze sociali. Nella metà di essi, la scelta si estende alle materie artistiche e all’educazione fisica. Data l’ampia autonomia lasciata alle scuole sull’offerta del CLIL, le ore di insegnamento a esso destinate variano molto da un caso all’altro.
Nella metà dei paesi, i risultati degli alunni che seguono l’insegnamento veicolare vengono valutati a livello di istruzione secondaria. La valutazione delle conoscenze nella materia insegnata viene generalmente effettuata nella lingua veicolare e porta al conseguimento di un certificato speciale. In alcuni paesi esistono accordi bilaterali che permettono, agli studenti in possesso di questo certificato, di iscriversi a università all’estero senza dover sostenere l’esame di lingua.
Nei Paesi Bassi, la rete di scuole che offre l’insegnamento veicolare ha stabilito un suo piano di qualità e conferisce un certificato ufficiale alle scuole che soddisfano determinati requisiti.


/figura_3_CLIL.pdf Figura 3. Qualifiche richieste per insgenare attraverso il CLIL nell'istruzione primaria CLIL nell'istruzione primaria (CITE 1) e secondaria generale (CITE 2 e 3), 2004/05 (1.10 MB)


Una grande sfida: formare gli insegnanti a questa metodologia


L’insegnamento CLIL attraverso una lingua straniera richiede una serie di competenze didattiche fra cui la conoscenza della materia insegnata, la conoscenza della lingua veicolare, e le competenze per insegnare una materia attraverso una lingua diversa da quelle utilizzata per insegnare nel curriculum ordinario. Undici paesi offrono la formazione per l’insegnamento CLIL all’interno della formazione iniziale degli insegnanti[4]. In Germania e in Francia, sono state istituite qualifiche supplementari per insegnare una materia attraverso una lingua straniera, ma ancora non sono diventate obbligatorie.
In genere gli insegnanti sono specialisti di una o più materie non linguistiche, o di una materia non linguistica e di una lingua[5]. Se sono richieste speciali qualifiche per insegnare attraverso il CLIL, la valutazione verte, nella maggior parte dei casi, sulla ottima conoscenza della lingua veicolare. Alcune scuole assumono persone madrelingua, sulla base di accordi bilaterali o di iniziative ben precise.
La ricerca finora svolta considera il CLIL un metodo promettente per permettere agli alunni di ottenere una ottima conoscenza delle lingue straniere. Il principale ostacolo alla sua diffusione è la carenza di insegnanti adeguatamente qualificati. Devono essere superate anche altre difficoltà, come la limitata disponibilità di materiali didattici adeguati e, in alcuni paesi, leggi molto restrittive sulla scelta della lingua di insegnamento.


Note
[1] Danimarca, Grecia, Cipro, Liechtenstein, Portogallo e Islanda.
[2] Spagna, Lettonia e Lussemburgo.
[3] Estonia, Lettonia, Paesi Bassi, Austria e Svezia.
[4] Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Spagna, Francia, Lettonia, Austria, Polonia, Finlandia, Svezia e Regno Unito (Inghilterra).
[5] Ciò avviene principalmente in Germania, Ungheria, Austria e Norvegia

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