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Articoli di Eurydice

Le cifre chiave dell’istruzione in Europa 2005 05/10/2005

"Key Data on Education in Europe", la pubblicazione di punta della rete Eurydice, è uscita nella sua sesta edizione. Si tratta di un rapporto completo sull’istruzione in Europa che offre una vasta panoramica sul funzionamento dei sistemi educativi e sulla partecipazione dei giovani in tutti i livelli dell’istruzione in 30 paesi europei, e cioè nei 25 stati membri dell’Unione, nei tre paesi dell’AELS/SEE, in Bulgaria e in Romania.
Alessandra Mochi

Per la prima volta, i dati di fonte Eurydice ed Eurostat sono stati integrati con dati tratti dalle indagini internazionali PISA 2000 e 2003 e PIRLS 2001, offrendo, così, uno spunto di osservazione diversa sugli argomenti oggetto dell’indagine.


I 153 indicatori presentati nel rapporto contengono informazioni sui contesti demografici e occupazionali in cui i sistemi educativi si evolvono, sulla loro organizzazione e sul loro funzionamento, sulla formazione, sul ruolo della professione docente, sui processi educativi che permettono di acquisire le competenze essenziali per la società basata sulla conoscenza, sull’iscrizione nei vari tipi e livelli dell’istruzione, sulla mobilità degli studenti, sugli sviluppi nell’insegnamento della matematica, delle scienze e della tecnologia e sull’ammontare e sull’utilizzo delle risorse destinate all’istruzione.

Le frasi che seguono riassumono i risultati più interessanti che emergono dal rapporto:

  • sono in aumento i bambini che frequentano l’istruzione prescolare;
  • sono in aumento le iscrizioni nell’istruzione superiore;
  • è in aumento il numero di laureati nelle materie scientifiche e tecnologiche;
  • la qualità dell’istruzione è sempre più soggetta a valutazione;
  • l’organizzazione e la gestione dei sistemi educativi dei nuovi stati membri hanno molti punti in comune con quelle dei 15 paesi già membri dell’Unione;
  • diminuiscono le disuguaglianze relative all’accesso ai computer e a Internet nelle scuole.

Banca Dati DIA Indire

UNA BREVE SINTESI DI UNA DELLE TENDENZE EMERSE DAL RAPPORTO: SISTEMI EDUCATIVI DIVERSI E AUMENTO DELLE ISCRIZIONI


Il tempo trascorso nell’istruzione supera generalmente la durata prevista per l’adempimento dell’obbligo scolastico e ciò è una conseguenza dell’aumento delle iscrizioni nell’istruzione prescolare e della più ampia partecipazione nell’istruzione post-obbligatoria, specialmente nell’istruzione superiore.
I curricoli dell’istruzione obbligatoria prevedono in gran parte le stesse materie. Tuttavia, la quantità di ore di insegnamento destinata a tali materie varia enormemente da un paese all’altro. In alcuni paesi, le scuole hanno molta libertà in tal senso. Per la maggior parte degli alunni in Europa è dai 15 anni che diventa necessario scegliere fra i diversi indirizzi e tipi di istruzione. Le differenze nell’offerta formativa sono più evidenti a livello secondario superiore. Ne risulta un’elevata percentuale di alunni di età diverse iscritti in questo livello.

  • L’istruzione obbligatoria dura, mediamente, dai 9 ai 10 anni, mentre l’aspettativa di permanenza nell’istruzione è di 17 anni. Nel 2002, fra il 20 e il 25% della popolazione totale risultava a scuola o impegnata in una qualche forma di studi successivi a una prima scolarizzazione.

I paesi in cui l’istruzione obbligatoria a tempo pieno dura più a lungo sono l’Ungheria (13 anni), i Paesi Bassi e l’Irlanda del Nord (12 anni).

  • Nella maggior parte dei paesi, l’età è l’unico criterio seguito per l’ammissione all’istruzione primaria e, nella maggior parte dei casi, l’istruzione obbligatoria inizia fra i 5 e i 6 anni.

In Germania (nella maggior parte dei Länder), in Austria e in Norvegia, l’ingresso nell’istruzione primaria rappresenta il primo contatto del bambino con la scuola. In questi paesi, i bambini al di sotto dell’età prevista hanno accesso esclusivamente a centri educativi non dipendenti dal Ministero dell’educazione.

  • Nella maggior parte dei paesi, l’età effettiva in cui avviene l’ammissione alla scuola primaria corrisponde all’età teorica.

Ciò nonostante, nella Repubblica Ceca, in Lettonia, in Lituania e in Ungheria, dove la maturità del bambino è un ulteriore criterio tenuto in considerazione, il 7-10% dei bambini di 7 anni frequenta ancora l’istruzione prescolare.

L’istruzione obbligatoria inizia a 7 anni in tre paesi nordici, e cioè in Danimarca, in Finlandia e in Svezia, in Estonia, in Polonia (fino al 2003/2004), in Bulgaria e in Romania (fino al 2003/2004). Invece, nel Lussemburgo e nell’Irlanda del Nord inizia a 4 anni.

  • Ad eccezione della lingua straniera, di tecnologia dell’informazione e della comunicazione (TIC) e di religione, il curriculum dell’istruzione primaria è costituito ovunque dalle stesse materie obbligatorie e, quasi sempre, la maggior parte del tempo viene destinata all’insegnamento della lingua di istruzione e alla matematica. Anche alle attività artistiche e alle attività sportive viene comunque riservata una notevole quantità di tempo.

Nelle comunità fiamminga e francese del Belgio, in Spagna, in Italia, in Polonia, in Portogallo, in Scozia e in Bulgaria, le scuole possono stabilire come utilizzare una buona parte dell’orario di insegnamento. Nei Paesi Bassi, e in Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord viene lasciata molta libertà nel decidere su come utilizzare questo tempo.

I Paesi nordici, l’Estonia, l’Ungheria e il Liechtenstein raccomandano di destinare un po’ più di tempo alle attività artistiche, che spesso comprendono molte materie con contenuto artistico e/o pratico, piuttosto che alla matematica.

  • La ripartizione dei tempi di insegnamento fra le varie materie è più omogenea nei programmi dell’istruzione secondaria obbligatoria generale piuttosto che nell’istruzione primaria. Viene data sempre più importanza alle scienze naturali, alle scienze sociali e alle lingue straniere.

La percentuale di tempo di insegnamento flessibile è ancora rilevante in un numero esiguo di paesi, cioè in Belgio (comunità fiamminga), in Spagna, nei Paesi Bassi, nel Regno Unito e in Islanda.

In molti dei nuovi stati membri, e cioè nella Repubblica Ceca (gymnázium), in Estonia, in Slovenia e in Slovacchia, alle scienze naturali è addirittura riservata la parte più importante del curriculum. Lo stesso dicasi per le scienze sociali nella Repubblica Ceca (programma della Základní škola), in Lettonia, in Ungheria e in Portogallo.

In Austria (Hauptschule e poi Polytechnische Schule) e in Italia (Liceo artistico) questo privilegio è riservato alle attività artistiche.

  • Nella maggior parte dei paesi è possibile ripetere un anno nell’istruzione primaria ma a certe condizioni. In generale, la progressione degli alunni nel livello secondario dipende dal soddisfacente completamento dell’istruzione primaria.

Ciò nonostante, la progressione senza transizione all’interno della struttura singola è prevista in 12 paesi (Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Lettonia, Ungheria, Portogallo, Slovenia, Slovacchia, Finlandia, Svezia, Islanda e Norvegia).

In alcuni paesi (Belgio, Grecia, Italia, Cipro, Lituania, Polonia e Bulgaria), è necessario, in genere, ottenere un certificato di scuola primaria per accedere all’istruzione secondaria.

Due fattori possono spiegare in parte perché alcuni giovani restano iscritti in un particolare livello pur avendo superato l’età teorica prevista: il ritardo nell’ingresso nella scuola primaria dovuto ai criteri di maturità e/o la possibilità di ripetere un anno in alcune classi della scuola primaria e/o secondaria inferiore.

  • All’età di 15 anni, metà dei giovani in Europa è iscritta nel livello CITE 2 (secondario inferiore). Nella maggior parte dei paesi quasi tutti i giovani passano al livello CITE 3 (secondario superiore) a circa 16 anni.

Circa il 10-15% degli studenti di 17 anni frequenta ancora il livello CITE 2 in Danimarca, in Germania, in Spagna, in Lituania, nei Paesi Bassi e in Portogallo, e ciò è dovuto una più lunga durata teorica degli studi.

Laddove l’istruzione secondaria inferiore presenta più indirizzi, la valutazione interna degli alunni è utile al consiglio di classe o al consiglio di istituto per le loro attività di orientamento. In altri paesi, gli alunni devono aver concluso l’anno scolastico con risultati soddisfacenti oppure, ma ciò avviene meno spesso, aver conseguito un certificato di istruzione primaria o aver raggiunto una determinata età.
La scelta precoce fra istruzione generale e professionale non sembra influire sulla distribuzione degli alunni in questi due rami dell’istruzione secondaria superiore.

  • Quasi in tutti i paesi, gli alunni seguono uno stesso curricolo comune per tutta la durata dell’istruzione obbligatoria a tempo pieno.

Solo in cinque paesi, i genitori scelgono un particolare tipo di istruzione per i loro figli alla fine dell’istruzione primaria, e cioè in Germania, in Lussemburgo, nei Paesi Bassi, in Austria e nel Liechtenstein.

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