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Il panorama dell’istruzione superiore nel 2012 - Risultati del Rapporto di implementazione del Processo di Bologna 04/06/2012

Nel presentare le trasformazioni del panorama europeo dell’istruzione superiore nel 2012, il Rapporto di implementazione del Processo di Bologna mostra come tutti i paesi dello Spazio europeo dell’istruzione superiore abbiano introdotto cambiamenti significativi e posto le basi affinché l’istruzione superiore risponda sempre più alla domanda della società.
Alessandra Mochi
Il Rapporto di implementazione del Processo di Bologna mostra quanto il panorama dell’istruzione superiore si sia trasformato dall’avvio del Processo ad oggi descrivendo da varie prospettive tale scenario. Tutti i paesi hanno introdotto importanti cambiamenti che hanno permesso allo Spazio europeo dell’istruzione superiore di meglio definirsi ponendo le basi affinché l’istruzione superiore risponda alla crescente domanda della società.  Si tratta di un progetto senza precedenti basato su una cooperazione volontaria per il raggiungimento di obiettivi comuni ai sistemi di istruzione superiore di 47 paesi.

Il Rapporto affronta numerose tematiche, che vengono analizzate in singoli capitoli, fra cui il contesto demografico e finanziario,  le strutture dei diplomi e delle qualifiche, l’assicurazione della qualità, la dimensione sociale dell’istruzione superiore, i risultati e l’occupabilità, nonché l’apprendimento permanente e la mobilità.

Una lettura trasversale delle informazioni riportate nei singoli capitoli offre anche risposte a importanti interrogativi, ad esempio su chi ha accesso all’istruzione superiore, su come è organizzata l’offerta dell’istruzione e come si progredisce fra i cicli, su come è la vita degli studenti e quali sono i risultati dell’istruzione superiore. Tutte queste domande, e le relative risposte, sono la dimostrazione di come la dimensione sociale sottenda i vari obiettivi e le varie azioni del processo di Bologna, e di quanto la dimensione sociale non sia una linea di azione a se stante.

Date le condizioni critiche dell’economia, il finanziamento all’istruzione superiore è un tema fondamentale; infatti è piuttosto chiaro che c’è stato in generale un calo generale nella spesa per l’istruzione superiore, ciò nonostante, i paesi dello Spazio europeo dell’istruzione superiore (EHEA) si comportano in maniera diversa e possono essere divisi in tre gruppi: un primo gruppo in cui si registrano tagli alla spesa per l’istruzione superiore, un secondo gruppo che ha diminuito la spesa ma non più del 5% e un terzo gruppo in cui invece si registra un calo notevole.

Uno degli obiettivi del Processo di Bologna è l’aumento del numero della popolazione studentesca.  Fra il 1999 e il 2009 le iscrizioni sono aumentate, seppur non in maniera uniforme. Questo aumento generale è però controbilanciato da un tasso relativamente basso di partecipazione da parte dei migranti di prima generazione in alcuni paesi. Questo obiettivo è collegato anche all’obiettivo di estendere i criteri di ammissione in modo tale che tutti coloro che hanno la capacità di seguire gli studi dell’istruzione superiore abbiano l’opportunità di farlo a prescindere dai risultati conseguititi nei pregressi percorsi dell’apprendimento formale.  I dati dimostrano che i  sistemi dei paesi dell’Europa occidentale sono caratterizzati da una maggiore flessibilità per quanto riguarda le qualifiche per l’ammissione all’istruzione superiore rispetto agli altri paesi dell’EHEA. Tuttavia, anche in questa area dell’Europa, raramente accede all’istruzione superiore attraverso percorsi alternativi più di uno studente su dieci.

Il Processo di Bologna ha indotto cambiamenti nei singoli sistemi nazionali attraverso il sistema a tre cicli, attraverso il conseguente sviluppo del quadro di riferimento delle qualifiche, attraverso l’ECTS (sistema europeo di accumulazione e trasferimento dei crediti), accompagnato dal supplemento al diploma e dall’assicurazione di qualità.  L’impegno di adottare diplomi facilmente comparabili e di introdurre il sistema a tre cicli è orami in via di attuazione in 47 paesi e la percentuale di diplomati del primo ciclo che prosegue gli studi nel secondo ciclo varia molto da paese a paese, con la maggioranza dei paesi fra il 10% e il 24% e tredici paesi che arrivano a percentuali comprese fra il 75% e il 100%.
Solo nove paesi dichiarano di aver  messo a punto i quadri di riferimento nazionali delle qualifiche, che avrebbero dovuto essere pronti entro il 2012, necessari per permettere l’autocertificazione rispetto al Quadro di riferimento delle qualifiche dello Spazio europeo dell’istruzione superiore,  mentre l’attuazione dell’ECTS è quasi del tutto completata; ciononostante, non risulta tuttavia  ancora perfezionato il collegamento fra crediti e risultati di apprendimento e, in certi casi, vengono utilizzati sistemi di compatibilità dei crediti diversi dall’ECTS.

L’assicurazione di qualità ha visto, invece, un rapido sviluppo, con forti cambiamenti dall’inizio del Processo di Bologna. Tuttavia, per quanto riguarda la partecipazione alla valutazione esterna della qualità, c’è ancora un bel po’ di strada da fare prima di vedere gli studenti partecipare in maniera sistematica ai vari processi ad essa relativi.

L’accesso all’istruzione superiore, da solo, tuttavia, non basta. Quindi il Rapporto prende in considerazione anche i risultati negli studi e, al momento, i dati a disposizione evidenziano forti differenze fra i paesi dell’EHEA.  Il risultato dell’istruzione superiore viene misurato attraverso i tassi dei risultati e di completamento negli studi, ma anche attraverso le prospettive di inserimento nel mercato del lavoro per i diplomati. I dati sul completamento degli studi disponibili per 22 paesi  mostrano che circa tre studenti su quattro iscritti nei percorsi dell’istruzione superiore conseguono il diploma.  Ciò può dimostrare che la struttura a due cicli e l’introduzione dell’ECTS siano stati, in effetti, elementi di facilitazione.  In termini di occupazione, le cifre medie dal 2006 al 2010 mostrano che a più alto livello di istruzione raggiunto corrisponde un più basso tasso di disoccupazione fra i giovani. Tuttavia, da un’analisi più attenta, si nota  che, in molti paesi,  il tasso di disoccupazione dei neodiplomati dell’istruzione superiore è notevolmente più alto rispetto a quello di chi ha conseguito il diploma alcuni anni fa; inoltre, di media un quinto dei giovani con qualifiche di istruzione superiore svolge  lavori che in genere non richiedono tali qualifiche. Ciò può essere indicativo di difficoltà nella transizione dall’istruzione superiore al mercato del lavoro. Il prossimo Rapporto dovrà quindi approfondire la tematica dell’importanza del primo ciclo per il mercato del lavoro e del suo impatto sull’avanzamento sociale.

Fra i temi centrali del Processo di Bologna rientra anche l’apprendimento permanente che, tuttavia, solo in pochi paesi è definito nei documenti ufficiali sull’istruzione superiore e il rapporto mostra, inoltre, che alcuni paesi dell’EHEA, rispetto agli altri, prendono molto più in considerazione i bisogni dei discenti non tradizionali.  Inoltre, circa due terzi dei paesi hanno introdotto lo status ufficiale di studente, diverso dallo status di studente a tempo pieno. I dati a disposizione indicano anche che in circa metà dei paesi è possibile, per gli studenti maturi, ottenere il riconoscimento degli studi pregressi sia per accedere all’istruzione superiore sia per progredire all’interno del sistema. Tuttavia, il riconoscimento dell’apprendimento permanente è spesso soggetto a limitazioni e solo raramente può condurre al conseguimento di qualifiche complete dell’istruzione superiore.

Per la prima volta il Processo di Bologna ha fissato anche un obiettivo quantitativo sulla mobilità degli studenti  in base al quale, entro il 2020, almeno il 20% dei diplomati nell’EHEA dovrà aver trascorso un periodo di studio o di formazione all’estero. i dati statistici per misurare i risultati di questo obiettivo non sono ancora sufficientemente affidabili, tuttavia,  in base ai dati attualmente disponibili, la maggior parte dei paesi risulta avere un tasso di mobilità in entrata e in uscita all’interno dell’EHEA al di sotto del 10%, con oltre la metà dei paesi partecipanti al Processo di Bologna al di sotto del 5%. Il rapporto ha dimostrato anche la presenza di ostacoli, reali e percepiti, alla mobilità, che dovranno essere trattati nei prossimi anni, la cui percezione e il cui impatto varia in base al background sociale.  Se tali ostacoli venissero ignorati, gli aumenti nei tassi di mobilità potrebbero condurre a una nuova disparità nella dimensione sociale.

Dal rapporto emerge, infine, che molti paesi e istituzioni hanno notevolmente esteso l’offerta di programmi congiunti dall’inizio del Processo di Bologna. Questi programmi congiunti presentano una struttura chiara, in cui i periodi di mobilità sono più facilmente integrati e riconosciuti e attraverso i quali l’istruzione superiore europea si realizza propriamente nella realtà istituzionale.  Tuttavia, se da un lato i programmi congiunti sono molti, scarseggiano invece i diplomi congiunti a causa dei tanti ostacoli giuridico-amministrativi.


Per una sintesi del rapporto corredata da grafici e dati statistici clicca qui.

Il rapporto completo The European Higher Education Area in 2012: Bologna Process Implementation Report è disponibile online nella versione inglese.

 
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