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Articoli di Eurydice

Insegnamento delle lingue a scuola in Europa: “Cifre chiave” per migliorarne la qualità e l’efficacia 24/09/2012

I bambini in Europa sono sempre più precoci nell’apprendere le lingue straniere e l’inglese è la lingua dominante: questi alcuni risultati emersi dall’ultimo studio della rete Eurydice sull’insegnamento delle lingue
Alessandra Mochi
L’ultimo studio della rete Eurydice, Key Data on Teaching Languages at School in Europe 2012, prodotto in stretta collaborazione con la Commissione europea, offre un quadro completo dei sistemi di insegnamento delle lingue in 32 paesi europei unendo dati statistici e informazioni qualitative che descrivono il contesto e l’organizzazione dell’insegnamento delle lingue, i livelli di partecipazione degli studenti e la formazione iniziale e continua degli insegnanti di lingua straniera. Oltre a presentare una panoramica della situazione attuale, il rapporto contiene varie serie temporali particolarmente utili per individuare le tendenze nell’insegnamento delle lingue negli ultimi anni e negli scorsi decenni.

I 61 indicatori presenti nel rapporto sono tratti principalmente da quattro fonti distinte: Eurydice, Eurostat, l’Indagine europea sulle competenze linguistiche (European Survey on Language Competences - ESLC), e l’indagine internazionale OCSE PISA 2009. Grazie a queste fonti, lo studio Key Data on Teaching Languages at School in Europe 2012  offre informazioni che possono essere utili a migliorare la qualità e l’efficacia dell’apprendimento delle lingue in tutta Europa. Migliorare l’apprendimento delle lingue non è solo uno degli obiettivi chiave del quadro strategico per l’istruzione e la formazione ET 2020, ma anche uno strumento per facilitare la mobilità oltre confine dei cittadini europei, come sottolineato nella strategia generale dell’Unione “Europa 2020”.

Anni di riferimento e paesi coperti dallo studio dipendono dalla fonte dei dati. I dati di fonte Eurydice, riferiti al 2010/11, coprono tutti i paesi dell’Unione europea, i paesi dello Spazio economico europeo, la Croazia e la Turchia e offrono fondamentalmente un approfondimento sulle politiche e le raccomandazioni relativi all’insegnamento delle lingue straniere in vigore nei paesi europei. Gli indicatori dedotti dall’indagine ESLC 2011 coprono 15 sistemi educativi. Eurostat copre invece gli stessi paesi di Eurydice ma con anno di riferimento 2009/10.

Gli studenti iniziano ad apprendere le lingue straniere sempre più precocemente
In Europa, gli studenti in genere hanno fra i 6 e i 9 anni quando devono iniziare a studiare una lingua straniera. Nella Comunità tedesca del  Belgio, gli studenti iniziano addirittura prima, a livello prescolare, già dall’età di 3 anni. Di fatto molti paesi hanno introdotto, negli ultimi anni, riforme per iniziare l’apprendimento della lingua straniera ad un’età più precoce.
Dal 2004/05 al 2009/10, la percentuale di studenti iscritti nella scuola primaria che non impara una lingua straniera è scesa dal 32,5% al 21,8%. Tuttavia, vale la pena sottolineare che mentre l’età degli studenti che iniziano a imparare una lingua straniera è scesa, l’orario complessivo di insegnamento non è aumentato in maniera significativa ed è piuttosto basso al confronto con quello destinato alle altre materie.

Figura 1


Un numero più elevato di studenti impara due lingue straniere
Nella maggior parte dei paesi europei, imparare due lingue straniere per almeno un anno durante l’istruzione obbligatoria è obbligatorio per tutti gli studenti. In media, nel 2009/10 il 60,8% degli studenti iscritti nell’istruzione secondaria inferiore in Europa studiava due o più lingue straniere. Ciò corrisponde a un aumento del 14,1% rispetto al 2004/05. Nell’istruzione secondaria superiore, nella maggior parte dei paesi si riscontra una differenza significativa fra la percentuale degli studenti che impara due o più lingue straniere nell’istruzione generale (59,4%) e nell’istruzione preprofessionale/professionale (39,4%).

L’inglese è la lingua straniera dominante in Europa
L’inglese è di gran lunga la lingua straniera più insegnata in quasi tutti i paesi, iniziando dal livello primario. Dal 2004/05, la percentuale di studenti che imparano l’inglese a tutti livelli dell’istruzione tende ad aumentare. Nel 2009/10, in media il 73% degli alunni della scuola primaria nell’UE studiava l’inglese.Nell’istruzione secondaria inferiore e secondaria superiore generale, la percentuale superava il 90%. Nell’istruzione secondaria superiore preprofessionale e professionale, raggiungeva il 74,9%. Complessivamente, l’inglese è lingua obbligatoria in 14 paesi o regioni all’interno dei paesi.

Figura 2


Nella maggior parte dei paesi l’inglese è seguito dal tedesco, o dal francese, come seconda lingua straniera più insegnata. Lo spagnolo si attesta la terza o quarta posizione fra le lingue più insegnate in un significativo numero di paesi, specialmente a livello secondario superiore.
Lo stesso vale per l’italiano ma in un numero più basso di paesi. Il russo è la seconda lingua più insegnata in Lettonia e in Lituania dove vivono grandi comunità di russofoni, e anche in Bulgaria nell’istruzione secondaria inferiore.

Figura 3


Pochissimi studenti imparano lingue diverse da inglese, francese, spagnolo, tedesco o russo
Nel 2009/10 la percentuale di studenti che imparano lingue diverse da inglese, francese, spagnolo, tedesco o russo era inferiore al 5% nella maggior parte dei paesi e, in una numero significativo di questi, la percentuale era inferiore all’1%.
I paesi con le percentuali più elevate di studenti che imparano una lingua diversa dalle cinque lingue principali erano quelli in cui la lingua alternativa era una lingua obbligatoria. Fra questi lo svedese o il finlandese in Finlandia e il danese in Islanda.

Figura 4


La percezione da parte degli studenti dell’utilità di una lingua è un fattore che favorisce l’apprendimento e  l’inglese è considerata di gran lunga la lingua più utile
La percezione che gli studenti hanno dell’utilità delle lingue che imparano può chiaramente contribuire ad aumentare la loro motivazione. In 15 dei paesi e delle regioni coperti dall’Indagine europea sulle competenze linguistiche (ESLC), la percentuale media degli studenti che considera utile imparare l’inglese per gli studi futuri, per il lavoro o per trovare una buona occupazione è più alta della percentuale di coloro che considerano l’inglese utile per la vita personale. Queste percentuali scendono in maniera piuttosto significativa nel caso delle altre lingue.
Anche le gite di studio mirate all’insegnamento della lingua straniera risultano stimolanti per la motivazione degli studenti. In media, solo il 28,1% degli studenti nei 15 paesi o nelle regioni dei paesi partecipanti all’ESLC affermano di aver preso parte a tali attività negli ultimi tre anni. Le percentuali più alte si riscontrano nella Comunità francese del Belgio e nei Paesi Bassi (38,5%), mentre la più bassa in Svezia (13,2%).

Le linee guida per l’insegnamento delle lingue straniere sottolineano l’importanza di tutte le competenze di comunicazione ma in classe la lingua target è poco usata da insegnanti e studenti
I curricoli di una dozzina di paesi o di regioni  raccomandano agli insegnanti di puntare sulle competenze orali, come ascoltare e parlare, all’inizio dell’insegnamento delle lingue straniere agli alunni più giovani. Alla fine dell’istruzione obbligatoria, tuttavia, quasi tutti i curricoli danno la stessa importanza a tutte e quattro le competenze di comunicazione, e cioè ascoltare, parlare, leggere e scrivere.
La realtà dei fatti dimostra che più input ricevono agli studenti, più alto è il rendimento. Ciò nonostante, in quasi tutti i paesi o le regioni partecipanti all’ESLC, gli studenti sostengono che i loro docenti non usano regolarmente la lingua straniera che insegnano in classe, ma si limitano a usarla solo occasionalmente o, nella migliore delle ipotesi, spesso ma non sempre.

Figura 5


Il quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (CEFR)  sta diventando uno strumento importante per definire i livelli di apprendimento degli studenti
Nella maggioranza dei paesi europei le linee guida ufficiali per l’insegnamento delle lingue stabiliscono i livelli minimi di apprendimento per la prima e per la seconda lingua straniera. Tali livelli corrispondono ai sei livelli di competenza definiti dal Quadro comune europeo di riferimento pubblicato dal Consiglio d’Europa nel 2011.
Il CEFR definisce i sei livelli di riferimento A1, A2, B1, B2, C1, C2 per i quali A corrisponde alla fascia di competenza definita “Base”, B alla fascia definita “Autonomia”, C alla fascia detta “Padronanza”. Per la fine dell’istruzione generale obbligatoria, le linee guida ufficiali nella maggior parte dei paesi stabiliscono il livello minimo fra A2 e B1 per la prima lingua straniera e fra A1 e B1 per la seconda.

Figura 6


Figura 7


Alcuni capi di istituto segnalano difficoltà a coprire posti vacanti degli insegnanti di lingua
In media, nei paesi partecipanti all’ESLC, circa il 25% degli studenti frequenta una scuola in cui il capo di istituto dichiara di incontrare difficoltà a coprire posti di insegnamento vacanti e a sostituire insegnanti di lingua assenti. Tuttavia questa media nasconde enormi differenze fra paesi. La situazione più critica si riscontra nella Comunità francese del Belgio dove l’84,6% degli studenti frequenta una scuola in cui il capo di istituto incontra difficoltà.

Figura 8


Pochi paesi richiedono ai futuri insegnanti di trascorrere un periodo di immersione nel paese della lingua che andranno a insegnare
Solo in pochi paesi le normative ufficiali raccomandano che i futuri insegnanti trascorrano un periodo di formazione nel paese in cui si parla la lingua che andranno a insegnare. In media il 53,8% degli insegnanti di lingua straniera partecipanti all’ESLC dichiara di avere già trascorso più di un mese per motivi di studio in un paese in cui si parla la lingua che insegna. Questa media tuttavia nasconde ampie variazioni fra i paesi: il 79,7% degli insegnanti spagnoli lo ha fatto, mentre in Estonia si arriva appena all’11%.

Figura 9



Per consultare e/o scaricare lo studio completo clicca qui: EN










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