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Articoli di Eurydice

La governance nell'istruzione superiore in Europa: politiche, strutture, finanziamento e personale accademico 2008

La modernizzazione dell’istruzione superiore è una delle maggiori preoccupazioni dei decisori politici, sia a livello nazionale che europeo, nell’ottica della creazione di uno Spazio europeo dell’istruzione superiore come previsto dal Processo di Bologna.
Simona Baggiani
Per rispondere a queste aspettative, l'istruzione superiore deve raccogliere sfide importanti: raggiungere un livello di qualità tale da reggere il confronto internazionale, migliorare il sistema di governance e di responsabilità e trasparenza (accountability), accrescere e diversificare il suo finanziamento. Questi obiettivi primari presuppongono un'evoluzione dell'istruzione superiore da porre al centro dell'agenda politica europea e delle strategie nazionali.

La rete Eurydice dà il suo contributo a queste politiche attraverso un'indagine, appena pubblicata, che mette in evidenza il processo di modernizzazione in corso nell'istruzione superiore in Europa e analizza in particolare le strutture di governance, i meccanismi di finanziamento pubblico e privato degli istituti e le loro responsabilità nella gestione del personale accademico.


Verso una maggiore partecipazione dei soggetti esterni

Il direttore è generalmente il principale responsabile della pianificazione strategica dell’istituto, del suo sviluppo e della sua organizzazione, così come delle attività di gestione e di controllo. Nella maggioranza dei casi, è nominato dai soggetti interni all’istituto, anche se in un terzo dei paesi la sua nomina spetta ad un’autorità esterna (per esempio il ministero competente).

Nella maggioranza dei paesi, gli istituti di istruzione superiore sono ormai dotati di un organo di supervisione composto da soggetti esterni provenienti dal mondo dell’industria, del commercio e della società civile. Questo organo ha per compito generale di garantire l’indipendenza dell’istituto e, in termini di “accountability”, di far sì che quest’ultimo svolga le sue attività nel rispetto della legislazione e dei regolamenti nazionali.

In circa la metà dei paesi europei, i soggetti esterni sono rappresentati in seno agli organi decisionali degli istituti di istruzione superiore, responsabili della pianificazione strategica a lungo termine.

La Grecia e la Romania sono gli unici paesi che non includono soggetti esterni negli organi di governance degli istituti.


Autonomia finanziaria degli istituti di istruzione superiore

Solo pochi paesi in Europa assegnano un finanziamento pubblico agli istituti secondo rigide voci di bilancio. Altrove esistono contributi generali ma, in alcuni paesi dell’Europa centrale e orientale, così come in Belgio e in Francia, gli istituti devono rispettare le voci di bilancio stabilite e approvate dalle autorità pubbliche. Nei paesi restanti, l’autonomia finanziaria degli istituti rispetto ai contributi generali che ricevono è ampiamente affermata.

Quasi tutti i paesi utilizzano formule di finanziamento per calcolare l’importo dei contributi pubblici agli istituti di istruzione superiore. Esse sono generalmente basate su criteri relativi agli input (numero di studenti, iscritti, …), spesso combinati a criteri di performance. Meccanismi supplementari di assegnazione di fondi sono utilizzati dalle autorità superiori per orientare le strategie degli istituti di istruzione superiore. È in particolare il caso dei progetti di ricerca legati a priorità nazionali o dei contratti di performance pluriennali che, in sei paesi (Francia, Lussemburgo, Austria, Romania, Finlandia e Islanda) riguardano una parte significativa del finanziamento pubblico, se non addirittura la sua totalità.


Finanziamenti privati: un’autonomia molto variabile a seconda dei paesi

Le principali fonti di finanziamento privato autorizzate sono le donazioni e i legati provenienti da entità private, le partnership stabilite nel quadro di contratti di ricerca tra istituti di istruzione superiore e contraenti privati e gli introiti generati dalla fornitura di servizi. In cinque paesi (Estonia, Cipro, Lettonia, Austria e Romania), gli istituti hanno un’ampia autonomia per creare imprese commerciali, fare investimenti e prestiti. Viceversa, la Bulgaria, la Slovacchia e i paesi nordici (eccetto la Danimarca), sono relativamente poco permissivi iper quanto concerne queste tre fonti di finanziamento privato.

La maggior parte dei paesi europei ha introdotto incentivi per facilitare gli istituti di istruzione superiore nella loro ricerca di finanziamenti privati. Le agevolazioni fiscali per i donatori e i partner privati sono gli incentivi più diffusi. Il supporto, in particolare di natura finanziaria, per le partnership con imprese private e i quadri di riferimento normativo che conferiscono agli istituti i diritti di proprietà intellettuale sui risultati della ricerca caratterizzano rispettivamente una decina di paesi.

Solo la Comunità fiamminga del Belgio, la Francia, la Finlandia e il Regno Unito offrono al tempo stesso un quadro normativo che autorizza gli istituti a possedere i diritti di proprietà intellettuale sui risultati delle ricerche condotte dal proprio personale, permettono agli istituti di creare imprese commerciali, anche se talvolta soggette a determinate condizioni, e sostengono le partnership con il settore privato nell’ambito della ricerca, in particolare attraverso aiuti finanziari diretti.


Personale accademico

Il modello dello Stato regolatore è quello più diffuso nei paesi europei per quanto riguarda la definizione delle categorie di personale e dei loro rispettivi criteri di eleggibilità. Al contrario, la definizione delle altre tappe del reclutamento è spesso di responsabilità degli istituti. Solo cinque paesi (Repubblica ceca, Grecia, Paesi Bassi, Slovenia e Regno Unito) presentano situazioni caratterizzate da un’ampia autonomia degli istituti nel corso dell’intero processo. Nonostante ciò, l’istituto è chiaramente considerato come il datore di lavoro effettivo del personale nella maggioranza dei paesi.


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Per consultare e scaricare la versione integrale dello studio:


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