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Articoli di Eurydice

Gli alunni iniziano lo studio delle lingue straniere molto presto 2008

L'ultimo aggiornamento dello studio di Eurydice sull'insegnamento delle lingue straniere in Europa offre interessanti risultati ed evidenzia un incoraggiamento crescente verso l’apprendimento delle lingue con un numero maggiore di alunni che iniziano a studiarle a un’età più precoce.
Alessandra Mochi

La Commissione europea ha presentato il 21 novembre scorso un nuovo studio della Rete Eurydice relativo all'insegnamento delle lingue nelle scuole in Europa: si tratta della seconda edizione delle “Cifre Chiave dell’Insegnamento delle Lingue in Europa” (titolo originale: Key Data on Teaching Languages at Schools in Europe). La nuova pubblicazione fornisce un quadro generale dell'insegnamento delle lingue dall'istruzione primaria a quella secondaria generale e esamina aspetti come l’apprendimento delle lingue straniere in età precoce, la varietà delle lingue apprese, i tempi d’insegnamento nei vari livelli di istruzione, la proporzione degli studenti di lingue nei vari livelli, l’apprendimento integrato di lingua e contenuto (metodologia CLIL), fino alla formazione degli insegnanti di lingue straniere dall’istruzione primaria all’istruzione secondaria di tipo generale. Per tutti questi argomenti venono messe a confronto le realtà dei 31 paesi che partecipano al programma EU Lifelong Learning: i 27 stati membri, il Liechtenstein, la Norvegia e l’Islanda in qualità di membri dello Spazio Economico Europeo, e la Turchia.


Lo studio, corredato da circa 40 indicatori, evidenzia un crescente incoraggiamento all'apprendimento delle lingue nell'educazione generale, con un numero maggiore di alunni che imparano una lingua straniera a un'età più precoce. Questi risultati indicano che i paesi partecipanti sono in sintonia con l'odierna risoluzione del Consiglio relativa a una strategia europea per il multilinguismo.


Ján Figel, commissario europeo responsabile per l'istruzione, la formazione, la cultura e la gioventù, ha affermato: "Anche se registriamo progressi, c'è ancora del lavoro da fare per dare a tutti gli studenti la possibilità di imparare due lingue straniere a scuola: questo è l'obiettivo che gli Stati membri si sono posti a Barcellona nel 2002. Questa costituisce ora una delle otto competenze chiave per l'apprendimento permanente raccomandate dal Consiglio e dal Parlamento europeo nel dicembre 2006".


Leonard Orban, commissario europeo responsabile per il multilinguismo, ha aggiunto: "Il multilinguismo è una questione che riguarda tutta la società europea. Incomincia dalla scuola e proseguendo molto oltre, poiché dobbiamo padroneggiare un numero crescente di lingue per promuovere la coesione sociale e la prosperità. Questo è l'oggetto della recente comunicazione della Commissione “Il multilinguismo: una risorsa per l'Europa e un impegno comune”, e sono lieto che questo aspetto sia ribadito nella  risoluzione del Consiglio relativa al multilinguismo".


I dati, che  riguardano l'anno scolastico 2006-2007 e che interessano le scuole pubbliche e le scuole private sovvenzionate hanno reso possibile dedurre i seguenti principali risultati:


1) L'insegnamento della lingua straniera inizia prima ma, nell'istruzione primaria, il tempo consacratovi è limitato.
Negli ultimi tre decenni si è registrato un  aumento dell'apprendimento precoce di una lingua straniera quale materia obbligatoria. Nella maggior parte dei paesi europei l'apprendimento obbligatorio di una lingua straniera inizia ora nell'istruzione primaria. Nella maggior parte dei casi i bambini imparano una lingua straniera a partire dall'età di 8-10 anni, ma in certi casi l'inizio è ancora più precoce: in tutte le comunità autonome della Spagna e nella comunità germanofona del Belgio i bambini imparano una lingua straniera già a partire dai 3 anni di età.


Figura. 1: Durata dell’insegnamento obbligatorio della prima lingua straniera nell’istruzione preprimaria, primaria e secondaria generale (1984, 1994, 2003 e 2007)  (78.32 KB) 


Resta il fatto, però, che il tempo consacrato all'insegnamento della lingua straniera nelle scuole elementari rimane limitato (in generale meno del 10% del tempo di insegnamento) e varia notevolmente tra paese e paese. Il quantitativo di tempo usato per l'apprendimento delle lingue è in generale maggiore nell'istruzione secondaria inferiore rispetto alle scuole del livello primario.


Figura 2:  Orario minimo raccomandato per l'insegnamento delle lingue straniere come materie obbligatorie nell'istruzione primaria e secondaria generale a tempo pieno  (87.62 KB)


2) Nella maggior parte dei paesi a scuola si insegnano due lingue straniere.
Quanto all'insegnamento di almeno due lingue straniere a partire da un'età precoce, non tutti i paesi hanno raggiunto questo obiettivo ma lo studio evidenzia come nella maggior parte dei paesi ciò costituisca già una realtà per gli allievi dell'istruzione secondaria generale.
Nel 2006-2007 l'insegnamento di una lingua straniera a scuola per almeno un anno era obbligatorio in tutti i paesi partecipanti al programma tranne l'Irlanda e la Scozia. Nella maggioranza dei paesi circa la metà degli alunni dell'istruzione primaria apprende almeno una lingua straniera.


Figura 3:  Insegnamento di due lingue straniere nell'istruzione preprimaria, primaria e secondaria generale, 2006/07  (82.75 KB)


Figura 4:  Media del numero di lingue straniere studiate per alunno, istruzione secondaria inferiore e secondaria superiore generale (2005/06)  (57.51 KB) 



3) L'inglese è insegnato al 90% degli alunni in tutta Europa.
In 13 paesi europei l'inglese è la prima lingua straniera obbligatoria. Anche laddove è data una scelta, gli alunni e i loro genitori tendono a favorire l'inglese che è ora la lingua maggiormente insegnata nell'istruzione primaria.


Figura 5:  Percentuale di alunni che studiano l'inglese, istruzione primaria (2002, 2003, 2004, 2005 e 2006)  (50.92 KB)


L'inglese è appreso dal 90% di tutti gli alunni europei in una qualche fase dell'istruzione obbligatoria. Laddove viene insegnata una seconda lingua la preferenza va al francese e al tedesco.


4) Pochi paesi raccomandano la mobilità quale elemento della formazione degli insegnanti.
L'apprendimento delle lingue è spesso offerto nell'istruzione primaria da insegnanti di formazione generale. Nell'istruzione secondaria il grado di specializzazione degli insegnanti varia notevolmente da paese a paese. La maggior parte dei paesi oggetto dell'indagine raccomanda che nella formazione didattica si diano ai futuri insegnanti gli strumenti per insegnare lingue straniere, ma la mobilità è l'eccezione piuttosto che la regola.


Per consultare e scaricare la pubblicazione, Key Data on Teaching Languages at Schools in Europe, clicca qui

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