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Articoli di Eurydice

Dieci anni dopo la dichiarazione di Bologna: verso la costruzione di uno spazio europeo dell'istruzione superiore 2009

In preparazione della conferenza dei ministri sul processo di Bologna (28-29 aprile 2009), la rete Eurydice presenta il suo più recente studio sui progressi fatti verso la costruzione di uno spazio europeo dell’istruzione superiore.
Simona Baggiani
Lo studio, Higher Education in Europe 2009: Developments in the Bologna Process, si presenta, infatti, come uno stato dell’arte dell’istruzione terziaria ad oggi, alla luce dei dieci anni trascorsi dalla Dichiarazione di Bologna e dei progressi fatti dai 46 paesi firmatari nel tentativo di armonizzare i rispettivi sistemi nazionali a uno standard europeo.

L’analisi comparativa si focalizza su alcuni temi prioritari quali la struttura 3 + 2 (Bachelor – Master), il sistema europeo di trasferimento e accumulazione di crediti (ECTS), il Supplemento al diploma, i quadri nazionali delle qualifiche/titoli, la mobilità e la portabilità degli aiuti finanziari. Questa analisi è preceduta da un breve excursus storico del processo di Bologna, che ripercorre le principali decisioni e iniziative promosse dalle riunioni biennali precedenti dei ministri dell’istruzione superiore.

Il quadro globale che emerge da questo rapporto è sostanzialmente positivo in quanto rivela che su quasi tutti gli obiettivi individuati dalla politica europea nel settore del Higher Education sono stati fatti sostanziali progressi. Tuttavia, le riforme condotte negli ultimi anni per questo livello di istruzione sono state riforme essenzialmente di tipo strutturale, è quindi ora necessario spostare il focus dell’attenzione e della cooperazione sulla loro concreta implementazione negli istituti di istruzione superiore.


Per avere un’idea globale degli effetti del Processo di Bologna sui sistemi di istruzione superiore in Europa vi presentiamo qui di seguito una sintetica rassegna relativamente alle principali aree di intervento:


Implementazione della struttura 3 +2 (Bachelor-Master)

La nuova struttura a 3 cicli (Laurea – Laurea specialistica/magistrale – Dottorato) è teoricamente applicata in quasi tutti i paesi, anche se ancora in alcuni paesi, ambiti di studio come medicina, architettura e ingegneria continuano a mantenere una diversa organizzazione.

Per quanto riguarda il primo ciclo, il modello 180 crediti ECTS (3 anni accademici) è prevalente in 19 paesi, mentre 11 paesi hanno privilegiato il modello alternativo di 240 crediti ECTS (4 anni accademici). Per il secondo ciclo, invece, il modello 120 crediti ECTS (2 anni accademici) sembra essere quello prevalente quasi ovunque (attualmente domina in 29 dei paesi analizzati).

Pertanto la combinazione del primo e del secondo ciclo maggiormente diffusa in Europa è quella del 3 + 2 anni (180 + 120 crediti ECTS). È infatti il modello prevalente in 17 paesi ed è usato anche in altri 22 paesi dove però non è l’unico modello presente.

Il principale ambito di significativa differenza nell’approccio dei paesi europei è l’articolazione tra istruzione professionale (quella che in Europa viene definita come vocational education) e il primo ciclo dell’istruzione superiore. Paesi in cui l’istruzione professionale è organizzata come un sistema separato esterno al settore universitario hanno tendenzialmente ignorato l’approccio del processo di Bologna. Solo 10 paesi hanno consapevolmente adattato le strutture per includere questo livello di istruzione.

Cfr. figura_1.pdf  (165.74 KB)


Sistema europeo di accumulazione e trasferimento di crediti (ECTS)

Nella maggior parte dei paesi, l’introduzione dell’ECTS ha avuto basi normative sviluppandosi così piuttosto velocemente. Tuttavia, i learning outcomes (risultati dell’apprendimento) non sono ancora globalmente compresi e usati ed anche il carico di lavoro dello studente è un concetto che ha difficoltà ad imporsi. Di conseguenza i crediti continuano ad essere definiti in modi diversi sulla base delle ore in presenza o seguendo varie combinazioni che comprendono le ore in presenza e il carico di lavoro teorico dello studente.

Cfr. figura_2.pdf  (197.94 KB)


Supplemento al diploma (SD)

Il Supplemento al diploma è stato reso obbligatorio nella maggior parte dei paesi interessati dal processo di Bologna e globalmente soddisfa le raccomandazioni generali in termini di offerta; il rilascio è, infatti, automatico e gratuito in una lingua europea più diffusa. Tuttavia, l’attuale implementazione varia ancora in maniera considerevole. Nonostante l’impegno preso nel 2003 che il Supplemento al diploma dovesse essere completamente adottato entro il 2005, molti paesi sono ancora indietro. Anche in paesi dove il Supplemento al diploma è stato ampiamente introdotto, solo pochi stanno monitorando le pratiche per individuare come questo sia attualmente usato dagli istituti di istruzione superiore e dai datori di lavoro, e gli esiti sono piuttosto eterogenei, con datori di lavoro, istituti, laureati che spesso ancora non beneficiano interamente delle potenzialità dello strumento.

Cfr. figura_3.pdf  (152.54 KB)


Quadri di riferimento nazionali per le qualifiche/titoli

La maggior parte dei paesi firmatari della Dichiarazione di Bologna ha lanciato il processo per definire e implementare un quadro delle qualifiche dell’istruzione superiore a livello nazionale. Cinque di questi hanno completato l’intero processo compresa l’autocertificazione della sua compatibilità con il quadro di riferimento delle qualifiche dello spazio europeo dell’istruzione superiore (FQ-EHEA) e la nuova definizione dei programmi negli istituti di istruzione superiore. Gli altri paesi hanno iniziato il processo che si concluderà non prima del 2012. Diversamente dall’introduzione del Supplemento al diploma, la costruzione e lo sviluppo dei quadri nazionali delle qualifiche appare un processo particolarmente complesso ed è essenziale un’ampia consultazione e un dibattito pubblico per assicurare la comprensione dei quadri di riferimento e i loro obiettivi. Tuttavia, nonostante solo pochi paesi raggiungeranno verosimilmente l’obiettivo di avere un quadro nazionale delle qualifiche completamente funzionante entro il 2010, i progressi fatti in quest’area sono estremamente significativi.

Cfr. figura_4.pdf  (174.78 KB)


Mobilità e portabilità del sostegno finanziario

Dopo quasi dieci anni di sviluppo dello spazio europeo dell’istruzione che ha portato a un numero sempre più grande di cittadini che potranno beneficiare delle esperienze di istruzione superiore fuori del proprio paese, è forse sorprendente scoprire che così poco si conosce della realtà della mobilità studentesca, né dei reali incentivi e ostacoli a questa mobilità. Molti paesi si limitano ancora a raccogliere dati esclusivamente sulla nazionalità degli studenti piuttosto che tracciare i movimenti tra paesi per motivi di studio. Con questa attuale mancanza di informazione è anche difficile valutare l’impatto dell’introduzione dei tre cicli promossi dal processo di Bologna.

La relazione tra mobilità e portabilità del sostegno finanziario agli studenti è ugualmente difficile da determinare. Alcuni paesi hanno reso i loro finanziamenti e prestiti nazionali interamente portabili, altri hanno introdotto finanziamenti e prestiti specifici per gli studenti in mobilità, e altri combinano entrambi gli aspetti. Tuttavia è difficile constatare l’impatto delle misure specifiche di sostegno finanziario. La questione del sostegno finanziario pubblico per la mobilità è anche da collocare nel contesto di crescenti richieste della società sulle finanze pubbliche, incluso per esempio la richiesta di una più ampia partecipazione all’istruzione superiore. In un momento di incertezza economica e di aumento della domanda, e con una tendenza in molti paesi a trasferire sempre più costi sui singoli discenti, è necessario porre una particolare cura per garantire lo sviluppo di opportunità eque di mobilità nell’ambito dello spazio europeo dell’istruzione superiore.

Cfr. figura_5.pdf  (319.73 KB)


Altri documenti chiave sull’istruzione superiore:



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Per leggere il Comunicato stampa della Commissione europea sulla conferenza ministeriale del processo di Bologna: Il processo di Bologna – riformare le università nel prossimo decennio.



 





  



 









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