Questo sito è stato archiviato il 22/07/2016. Visita il nuovo sito è: eurydice.indire.it
Questo sito è graficamente più gradevole se visto con un browser (Internet Explorer, Netscape, Opera ecc) che supporta gli standard web, anche se è accessibile con qualsiasi browser o dispositivo internet.




Ricerca libera



Articoli di Eurydice

Valutazione esterna degli apprendimenti degli alunni: una tendenza sempre più diffusa in Europa 13/10/2009

Nel corso dell’istruzione obbligatoria gli alunni europei sono mediamente sottoposti ad almeno tre test esterni a livello nazionale, fino ad arrivare, in alcuni paesi, a punte massime di dieci/undici test.
Simona Baggiani
La pratica del testing è una tendenza, sviluppatasi a partire dagli anni 80, che caratterizza ormai le politiche educative dei paesi europei, e non solo, come strumento di informazione per i decisori politici e di orientamento per la carriera scolastica degli alunni.

L’ultimo studio della rete Eurydice, National Testing of Pupils in Europe: Objectives, Organisation and Use of Results, offre un’ampia e dettagliata analisi sugli obiettivi, gli organi responsabili, la frequenza dei test nazionali a cui gli alunni sono sottoposti nel corso dell’istruzione obbligatoria. Analizza, inoltre, anche l’uso che viene fatto dei risultati dei test da parte dei governi e di tutti gli altri attori del settore nei 30 paesi europei presi in esame dall’indagine.

Il Commissario europeo dell’istruzione, della formazione, della cultura e della gioventù, Ján Figel’, ha dichiarato: “Un’informazione affidabile sulle performance degli alunni è la chiave di politiche educative efficaci e mirate. Pertanto, non sorprende che, negli ultimi due decenni, i test nazionali abbiano acquisito sempre più importanza come importanti strumenti per la misurazione della performance nell’istruzione. Tuttavia, penso che i test nazionali siano solo un tipo di valutazione degli alunni, che necessita dunque di essere integrata con altre pratiche in modo da evitare il cosiddetto fenomeno che gli anglosassoni definiscono di over-testing (cioè l’eccesso di somministrazioni di test agli alunni). Invece di classificare gli alunni, questi test dovrebbero piuttosto aiutarli a migliorare i loro risultati di apprendimento.”


Dallo studio emergono i seguenti messaggi chiave:

La somministrazione di test nazionali di valutazione e monitoraggio degli apprendimenti è sempre più diffusa ed effettuata su base regolare nella maggioranza dei paesi europei.

Gli sforzi dei paesi per aumentare l’efficacia e l’efficienza dei propri sistemi educativi hanno portato a un’enfasi crescente sull’aspetto della misurazione delle performance.

La maggioranza dei paesi europei ha sviluppato piuttosto recentemente una pratica di testing nazionale effettuata su base regolare, che si è poi espansa rapidamente nel decennio attuale. Nell’anno scolastico 2008/2009 solo la comunità tedesca del Belgio, la Repubblica ceca, la Grecia, il Galles e il Liechtenstein non hanno somministrato test ai loro alunni nel corso dell’istruzione obbligatoria.

I test standardizzati si distinguono essenzialmente in tre categorie principali.

La prima tipologia di test verifica i risultati degli alunni al termine di un dato livello educativo e può risultare determinante nel proseguimento della carriera scolastica del singolo alunno. Infatti, i risultati vengono utilizzati per rilasciare certificati e/o per prendere decisioni che riguardano l’orientamento successivo degli alunni in base alle loro capacità e al loro livello di rendimento.

Nella maggior parte dei casi, questa tipologia di test viene somministrata al termine del livello secondario inferiore, che nella maggioranza dei paesi coincide con il termine dell’istruzione obbligatoria. Solo pochi paesi somministrano questi test a livello primario. Fra questi i Paesi Bassi, dove i test del CITO (organismo privato preposto allo sviluppo dei test) informano i genitori, al termine del livello primario, sulla tipologia di scuola secondaria più adatta ai loro figli.

La seconda tipologia di test nazionali consiste in prove standardizzate che hanno come obiettivo principale quello di monitorare e valutare le scuole e/o il sistema educativo nel suo insieme. Oltre la metà dei paesi fa uso di questi test. I risultati dei test, insieme ad altri parametri, vengono utilizzati come indicatori della qualità dell’insegnamento (raramente della performance degli insegnanti) e dell’efficacia generale delle politiche e delle pratiche didattiche. Nell’ambito di questa tipologia, alcuni paesi pongono maggiore attenzione alla performance delle singole scuole e alla valutazione della loro efficacia educativa, come nel caso di Lettonia, Ungheria, Austria e Inghilterra. In altri sistemi educativi l’obiettivo principale è, invece, la valutazione del sistema (per esempio in Irlanda, Spagna, Francia, Finlandia e Scozia).

Mentre i test nazionali destinati al monitoraggio della scuola sono spesso obbligatori per tutti, i test che, invece, si concentrano sulla valutazione di sistema vengono generalmente somministrati a campione.

Infine, la terza tipologia di test nazionali ha come obiettivo primario quello di supportare gli alunni attraverso la rilevazione dei loro bisogni specifici di apprendimento e l’identificazione di follow-up individuali e di strategie di insegnamento adattate.

È comunque opportuno sottolineare che spesso i test nazionali vengono utilizzati con finalità differenziate, riconducibili a più di una delle tre tipologie di test elencate in precedenza.

Figura 1: Principali obiettivi dei test nazionali standardizzati (istruzione obbligatoria), 2008/2009 (67.98 KB)

Due principali tipi di organi sono responsabili dell’elaborazione dei test nazionali in Europa: il Ministero dell’Istruzione o un’agenzia pubblica istituita dal Ministero.

Laddove un’unità all’interno del ministero è responsabile della preparazione dei test nazionali, molto spesso sono coinvolti anche attori esterni, come insegnanti, esperti o personale accademico.

Il secondo caso più frequente in Europa è quello che vede un’agenzia nazionale specializzata responsabile della preparazione dei test.

Alcuni paesi europei divergono da questi due principali modelli e assegnano il compito della preparazione dei test nazionali ad altri enti. Per esempio, in Belgio (Comunità fiamminga), Lussemburgo, Svezia e Norvegia, i test sono sviluppati dalle università, anche se sempre sotto la supervisione del Ministero dell’Istruzione o di un’agenzia specializzata.

I Paesi Bassi presentano ancora un modello diverso. Il CITO, l’istituto centrale responsabile dello sviluppo dei test, è stato privatizzato dal 1999. Era stato creato nel 1968 dal Ministero dell’Istruzione e riceve ancora fondi pubblici dal governo per attività relative ai test nazionali. Quello dei Paesi Bassi, è anche l’unico sistema in cui le scuole o le autorità locali competenti devono pagare se vogliono somministrare ai propri alunni test standardizzati opzionali. Altrove nessun costo, nemmeno parziale, viene imputato alle scuole, per test simili.

In Germania e Spagna, dove c’è una struttura federale, le agenzie nazionali preposte alle valutazioni del sistema educativo condividono le decisioni sui modelli di test nazionali rispettivamente con le amministrazioni scolastiche dei Länder e delle Comunità autonome.

Figura 2: Organi responsabili dell’elaborazione dei test (istruzione obbligatoria), 2008/2009 (92.30 KB)

La frequenza dei test nazionali varia tra i diversi paesi.

In media, i paesi europei somministrano test nazionali tre volte nel corso dell’istruzione obbligatoria.

Tuttavia, alcuni paesi effettuano valutazioni esterne degli apprendimenti con più frequenza rispetto alla media europea. Per esempio in Danimarca gi alunni possono essere sottoposti fino a undici test nazionali, a Malta e in Scozia (fino a dieci), in Inghilterra (fino a sette) e in Francia (fino a sei). D’altro canto, in altri sei paesi, viene somministrato un solo test nazionale nel corso dell’istruzione obbligatoria (cfr. figura 3). In quest’ultimo caso, solitamente il test si svolge all’ultimo anno dell’istruzione secondaria inferiore o al termine della struttura unica.
 
Figura 3: Numero di anni scolastici in cui vengono somministrati test nazionali, 2008/09 (68.31 KB)

I decisori politici e i soggetti responsabili dell’istruzione sono impegnati in un continuo dibattito sugli effetti positivi e sui potenziali effetti negativi della frequente somministrazione di test. Nel Regno Unito, ad esempio, gli esperti e gli insegnanti riconoscono che alcuni test, specialmente quelli che richiedono alti livelli nei risultati, creano delle tensioni eccessive che possono avere degli effetti negativi sulle motivazioni degli alunni stessi.

I test nazionali spesso riguardano solo due materie fondamentali: la lingua d’istruzione e la matematica. Fatta eccezione per i test destinati alla certificazione alla fine dell’istruzione secondaria inferiore, solo una minoranza di paesi testa regolarmente più materie dei rispettivi curricoli. Numerosi paesi, tuttavia, testano a rotazione le materie, così da permettere una più ampia copertura disciplinare senza gravare in maniera eccessiva su alunni e insegnanti.

Solo pochi paesi prendono in considerazione i risultati dei test per la valutazione esterna della scuola.

Figura 4: Uso dei risultati dei test nella valutazione delle scuole (istruzione obbligatoria),  2008/09 (86.04 KB)

In quasi tutti i paesi, i risultati dei test nazionali delle singole scuole non sono divulgati al pubblico

In alcuni paesi, i documenti ufficiali stabiliscono addirittura esplicitamente che i test nazionali non devono essere usati per creare classifiche fra scuole.

Il Regno Unito è uno dei pochi paesi che fa eccezione in quanto il Ministero dell’istruzione pubblica una lista comparativa di scuole che mostra i risultati nei test nazionali obbligatori al fine di permettere ai genitori di fare una scelta consapevole della scuola. La pubblicazione dei risultati delle scuole ai test nazionali è iniziata negli anni 90, suscitando subito molte critiche sull'inadeguatezza delle classifiche come strumento di misurazione dell’efficacia delle scuole. Infatti, le classifiche dimostravano che le scuole situate in aree benestanti raggiungevano risultati di gran lunga migliori di quelle situate nelle zone povere. Fu quindi richiesto di fare delle classifiche che evidenziassero i miglioramenti fatti dalle scuole nei livelli di performance degli alunni in un arco temporale definito.

Figura 5: Pubblicazione dei risultati nei test nazionali delle singole scuole, (istruzione obbligatoria), 2008/09 (86.73 KB)

Lo studio della rete Eurydice è accompagnato da un saggio curato dalla Prof.ssa Nathalie Mons, Maître de conférences en sciences de l'éducation all’università  Pierre-Mendès - France (Grenoble 2, France) e professeur invité al London Institute of Education (Regno Unito):
Les effets théoriques et réels de l'évaluation standardisée/Theoretical and Real Effects of Standardised Assessment

La versione integrale dello studio, insieme al saggio sopracitato, sono disponibili in inglese e francese al seguente indirizzo Internet: www.eurydice.org (sezione Thematic Studies) oppure www.indire.it/eurydice (Sezione Pubblicazioni rete Eurydice).

Copie cartacee dello studio saranno disponibili a partire da novembre 2009.

Scarica la versione stampabile dell'articolo (192.46 KB).




DESCRITTORI: valutazione - obiettivi dell'apprendimento - certificazione di studio - alunno -

 
Erasmus Plus Italia   Indire logo Miur    

ERASMUS + AGENZIA NAZIONALE INDIRE 2015 ©