Il Dipartimento per l’Istruzione, Direzione Generale per gli Affari Internazionali dell’Istruzione Scolastica del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha elaborato un rapporto sull’implementazione (131.29 KB) nell’ambito delle politiche nazionali degli obiettivi di Lisbona, che è stato pubblicato nel dicembre 2005, all'interno della sezione policies areas del Sito Web Europa: gateway to European Union, Education And Training 2010 Diverse Systems, Shared Goals.
Nel rapporto si legge che l'Italia ha avviato, nel campo dell’istruzione e della formazione, la fase di realizzazione degli obiettivi individuati dal Consiglio Europeo di Lisbona; in particolare ha adottato una serie di politiche educative per migliorare la qualità dell’istruzione e della formazione e per incoraggiare un più alto grado di coesione sociale: queste politiche sono state definite ed indicate con la Legge di riforma dell’istruzione (Legge 53/2003) e con la Legge sulla riforma del mercato del lavoro (Legge 30/2003).

Le principali azioni implementate sono rivolte a :
- favorire la diminuzione della percentuale di abbandoni scolastici: molti progetti di cooperazione scuola/impresa sono stati avviati per ridurre il numero di giovani che abbandonano il sistema di istruzione e di formazione prima dei 18 anni;
- facilitare il completamento della scuola secondaria superiore: sono stati istituiti programmi di studio/lavoro o di alternanza scuola/lavoro per dare a chi apprende l’opportunità di fare esperienza nel mondo del lavoro;
- promuovere la laurea in settori scientifici: il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, insieme a Confindustria e alla National Conference of Deans of Science Departements ha lanciato un progetto (Science Degrees Project) che ha lo scopo di migliorare l’apprendimento delle materie scientifiche e di aumentare il numero dei laureati in queste discipline;
- incoraggiare la partecipazione alle attività di lifelong learning: questo tipo di apprendimento è la chiave principale delle politiche educative finalizzate alla promozione di una cittadinanza attiva e allo sviluppo del capitale umano. La percentuale di lavoratori in formazione, per esempio, è aumentata dal 13.9% del 2000 al 19% del 2003;
- favorire la formazione degli insegnanti e dei formatori: l’Italia ha adottato nuove modalità per la formazione iniziale degli insegnanti, istituendo Scuole di Specializzazione e diplomi universitari. Alcune attività di formazione in servizio si basano su soluzioni di apprendimento online e in presenza, che meglio si adattano alle diverse esigenze formative dei docenti interessati;
- promuovere l’apprendimento delle lingue straniere: in conformità con la Legge di riforma, la lingua inglese è studiata fin dal primo anno della scuola primaria, mentre una seconda lingua europea è introdotta a partire dalla scuola secondaria di primo grado.
Inoltre, per quanto riguarda le strategie e le misure per la promozione e lo sviluppo della dimensione educativa europea, in particolare per la cittadinanza europea, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha implementato un progetto nazionale, “Educazione alla cittadinanza e alla solidarietà: la cultura dei diritti umani”, che prevede anche un programma di formazione per docenti e la creazione di un ambiente di formazione integrata, sviluppato da INDIRE.
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