31 Maggio 2003

Lo spettacolo del 31 Maggio visto dai bambini:

 

…tutti i venerdi venivano Angelo e Moustafa a farci provare lo spettacolo.Io non vedevo l’ora che arrivassero. Prima c’era la presentazione fatta da Gezim, Sofiane e Maddalena.
Gezim in albanese, Soufiane in italiano, e Maddalena in arabo. Maddalena diceva:”Saidati ua saidati, al an sa nokaddimo lakum raksa arabia!”

…La nostra canzone era così: Watanì, watanì, watanì, watanì. Ahna fi hada lalam nurido laisha fi salam. Che vuol dire: “ Mio paese, mio paese, mio paese, mio paese, in questo mondo vogliamo la vita piena di pace e allegria” Io vorrei che rifacessimo tutto il prossimo anno perché mi sentivo molto felice. MI è piaciuto perché ci hanno insegnato cose di culture diverse.

Sanaa – classe IV


Il nostro spettacolo è stato un miracolo con canzoni e proverbi dell’Africa lontana.

Magda – classe III

E’ accaduto un miracolo che era lo spettacolo.Tanti spettatori che applaudivano con fantasia e molta allegria.
Noi gridavamo per farci sentire, senza paura, senza vergogna.


Francesca - classe III

Il nostro spettacolo raccontava proverbi africani e cominciava con un bel ballo marocchino che abbiamo ballato tutti insieme, muovendo tutto il corpo, piano, piano. Poi ci sedevamo in semicerchio e in mezzo, gli attori recitavano i proverbi.
Ho tirato fuori tutta la grinta, ho respirato una boccata d’aria e ho recitato anche io.

Francesca - classe III

Abbiamo passato un momento in “paradiso” perché la nostra poesia era piena di significato.
Diceva “Non vivere su questa terra come un estraneo o come un turista nella natura. Vivi su questa terra come nella casa di tuo padre.
Io e Matteo alla fine dicevamo :A piene mani ti dia gioia l’uomo!
Mi piaceva dirlo.


Simone – classe IV

Eravamo in semicerchio, le femmine da una parte e i maschi dall’altra.
Soufiane avanzava nel “cerchio luminoso” e presentava e Moustafa ha suonato dal vivo il mandolino per farci cantare Watanì, watanì.

Veronica – classe IV

Il nostro spettacolo era “Il sacco magico”. Ci hanno aiutato Angelo e Moustafà che suonava il mandolino arabo.
Lo spettacolo parlava dello sfruttamento dei minori ed era la storia di un bambino che sogna di scappare dalla fabbrica di tappeti dove lavorava, portandosi dietro un sacco di tela in cui teneva i suoi giochi.
Noi facevamo i giocattoli viventi del suo sogno.

Iacopo- classe V

Nello spettacolo “Il sacco magico” la parte più difficile l’aveva Davide che faceva un bambino sfruttato dai proprietari delle fabbriche.
Davide aveva per amici solo i suoi giocattoli che di notte si svegliano per fargli compagnia.
Il nostro spettacolo parlava di un tema ben preciso dei giorni nostri, lo sfruttamento dei minori nei paesi in via di sviluppo.

Giulia – classe V

Abbiamo fatto lo spettacolo per raccontare che i bambini africani fabbricano scarpe sportive che gli vengono pagate pochissimo. I grossisti le rivendono molto più care ei negozianti ancora più care. Non è giusto.


Davide – classeV

DISEGNI:

Il sacco magico

Il sacco Magico

Teatro

Teatro

Pace
Pace

Il sacco magico

Il sacco magico

Il sacco magico

Il sacco magico

Pace

Pace

Soldati

Soldati

Danzando come in un villaggio africano

Danzando come in un villaggio africano

Il giro del mondo

Il sacco magico

Il giro del mondo

Il giro del mondo

La presentazione

La presentazione

 
     

 

Intervista ai bambini:

Giornalista: Luigi

Intervistati: Chiara G., Valentina, Chiara R.

D: Cosa vi ha insegnato e lasciato l'esperienza riguardante il teatro?

Chiara G: Questa esperienza ci ha insegnato a controllare e ad arricchire le nostre emozioni. Come dei veri attori ci siamo impegnati a studiare il copione con precisione!

Valentina: Questo lavoro ha dato molti frutti grazie alla collaborazione di tutti noi e all'alto spirito di squadra che si è creato!

Chiara R.: Questo spettacolino, sicuramente, ci ha insegnato a distinguere le diverse culture di molti popoli semplicemente giocando tra di noi!

Chiara G. + Valentina + Chiara R.: Ora che stiamo per lasciare la scuola elementare porteremo con noi questo bellissimo ricordo!!!!!!

Intervista 2:

Giornalista: Chiara P.

Attrice teatrale: Raffaella

D: Come mai hai scelto di fare l'attrice?

R: Ho scelto di fare l'attrice perchè Angelo, un bravissimo attore, mi ha insegnato a recitare, ho capito che era il lavoro giusto per me.

D: Cosa ti ha insegnato questo spettacolo?

R: Questo spettacolo mi ha insegnato a conoscere popolazioni e culture diverse dalle nostre.

D: Quanta tua personalità hai usato a interpretare il tuo ruolo?

R: In teoria viene spontaneo assumere la personalità del personaggio che si interpreta.

D: Da grande vorresti fare l'attrice o l'insegnante?

R: Da grande vorrei fare l'insegnante teatrale, così riuscirò a trasmettere ai bambini quello che Angelo ha trasmesso a me.

D: In quanto tempo avete realizzato questo spettacolo?

R: Questo spettacolo l'abbiamo realizzato in pochissime lezioni, ma ci siamo impegnati a curarlo nei minimi dettagli.

 

 

E visto da voi: