|
8.Dall'idea
interculturale alle pratiche
I documenti ufficiali indicano dunque nell'educazione interculturale lo
"sfondo integratore" per il piano di offerta formativa delle
singole scuole. Entrando nel merito delle strategie operative, necessarie
per passare dalle idee alla pratica e alla didattica, vengono inoltre
delineati quattro possibili percorsi e obiettivi:
- l'attenzione
alla relazione, attraverso l'attivazione nella scuola di un
clima di apertura e di dialogo;
- l'attenzione
ai saperi, attraverso l'impegno interculturale nell'insegnamento
disciplinare e interdisciplinare;
- l'attenzione
all'interazione e allo scambio attraverso lo svolgimento di
interventi integrativi delle attività curricolari, anche con
il contributo di Enti e di Istituzioni varie;
- l'attenzione
all'integrazione attraverso l'adozione di strategie mirate,
in presenza di alunni stranieri.
L'educazione interculturale, quindi, non è uno specialismo, una
disciplina aggiuntiva che si colloca in un momento prestabilito e definito
dell'orario scolastico, ma è un approccio per rivedere i curricoli
formativi; gli stili comunicativi, la gestione educativa delle differenze
e dei bisogni di apprendimento. I progetti fin qui realizzati possono
accentuare l'uno o l'altro degli aspetti e propendere a volte per interventi
didattici specifici, rivolti a gruppi di alunni; altre volte per iniziative
che cercano di raggiungere tutti i soggetti in formazione. Se analizziamo
i progetti delle scuole e i materiali didattici elaborati, le diverse
scelte didattiche possono essere realizzate con modalità diverse
e si ritrovano sotto la dizione "intercultura" azioni differenti
e variegate. Vi sono iniziative interculturali sporadiche e occasionali;
altre sono invece aggiuntive rispetto al programma ordinario e si possono
collocare fra le numerose educazioni; alcune attività sono specifiche
e indirizzate, ad esempio, a dare risposta ai bisogni linguistici di gruppi
di alunni stranieri di recente immigrazione. Vi sono scelte didattiche
che hanno portato a rivedere o a integrare il programma di una determinata
disciplina e iniziative sperimentali interdisciplinari che vedono coinvolti
tutti gli insegnanti nello sforzo di modificare e arricchire il curricolo,
sia rispetto ai contenuti, sia rispetto alla metodologia e all'organizzazione
scolastica. A partire dalle diverse modalità individuate di "fare"
educazione interculturale, vediamo alcuni casi.
- La scuola
programma e realizza un evento o un'attività interculturale circoscritte
e puntuali. A partire da un'occasione e un incontro (una festa; l'incontro
con un mediatore culturale; una narrazione o un'animazione . . . ) si
coinvolgono tutti gli alunni della scuola con obiettivi di informazione
e conoscenza delle culture, scambio, convivialità, riconoscimento
delle differenze.
- La scuola
può "fare intercultura" attraverso la programmazione
di attività aggiuntive. Queste possono essere rivolte ai soli
alunni immigrati e dare risposta ai bisogni di apprendimento linguistico
in italiano L2 e sono impropriamente collocate nell'ambito dell'educazione
interculturale. Possono essere rivolte a tutti gli alunni e prevedere
ad esempio, un percorso di conoscenza di un paese, di una lingua e di
una cultura d'origine. Gli obiettivi possono essere quindi di tipo compensativo
o informativo. Un esempio di tali attività aggiuntive può
essere il laboratorio di lingua cinese, o di lingua araba, che viene
offerto a tutti gli alunni e che si pone come obiettivo principale la
valorizzazione della L1 e l'apertura plurilingue.
- La scuola
pratica l' intercultura attraverso la didattica di una disciplina: in
una materia di studio vengono inseriti contenuti nuovi, o vengono rivisitati
i contenuti tradizionali, con lo scopo di promuovere la conoscenza,
il confronto, lo scambio tra punti di vista diversi. Sottolineando ad
esempio, il tema delle "convenzioni" e la metodologia basata
sulla problematizzazione vengono proposti i modi diversi di definire
il tempo, la data, il calendario; oppure per rappresentare lo spazio,
attraverso cartografie e rappresentazioni del mondo differenti; vengono
presentati eventi storici visti dal punto di vista degli altri. Riprendendo
le indicazioni della circolare ministeriale n°73 del 1994 gruppi
di insegnanti hanno cercato in questi anni di rivedere/integrare i contenuti
disciplinari di alcune aree di sapere.
- La scuola
sperimenta la revisione dei curricoli in chiave interculturale. Alcune
scuole a carattere sperimentale hanno cercato in questi anni di rivedere
il curricolo comune spinti dai cambiamenti sociali e culturali, dalle
nuove presenze in classe, dalla necessità di " aprire le
menti" di tutti gli alunni. In concreto, gli esperti e gli insegnanti
che fanno parte dei progetti ravvisano nell'educazione interculturale
il contenitore globale delle discipline, e in particolare delle cosiddette
nuove educazioni, lo "sfondo integratore" all'interno del
quale trattare i diversi contenuti, pur nelle loro distinte valenze.
La revisione del curricolo cerca di prenderne in esame i quattro elementi
fondamentali: gli obiettivi, i contenuti, l'organizzazione scolastica,
la valutazione. L'approccio interculturale non si limita infatti a declinare
gli obiettivi e a rivedere i contenuti, ma richiede di rivisitare anche
la metodologia e le modalità di trasmissione delle conoscenze,
l'organizzazione scolastica, intesa come pre-condizione per poter svolgere
attività didattiche coerenti con gli obiettivi individuati e
di prevedere una valutazione coerente.

|