Le curiosità
Tradizioni pasquali croate
Oltre alle bellezze naturali, la Croazia è nota anche per la sua eredità, e, in particolare, per il decorato uovo di Pasqua, la cosiddetta "pisanica".
La decorazione delle uova
Esistono alcuni modi per la decorazione delle uova pasquali, e il più noto è il dipinto con la calda cera liquida, con l’aiuto di uno strumento speciale. Dopo aver finito di dipingere, si toglie la cera asciutta e rimangono dei disegni decorativi, tra i quali alcuni rappresentano delle vere e proprie opere d’arte di filigrana. Fino alla comparsa dei colori artificiali, le uova si coloravano cucinandole insieme con la buccia della cipolla, con delle noci, oppure con diverse radici ed erbe. Per dargli l’aspetto più bello e lucido, la padrona di casa, prima di deporle in un cestino, le strofina con un panno imbevuto nell’olio. L’altro modo di decorazione, diffuso nella Croazia continentale, è l’incisione dei disegni con un coltellino e la decorazione con la seta e con dei fili di lana, mentre il terzo modo, abbastanza noto, era la scrittura con l’acido formico che faceva corrodere il colore e lasciava alle decorazioni il colore del guscio.
C’è un’altra usanza legata alle uova di Pasqua – gli "scontri" con le uova. Ciascuno sceglieva dal cestino un uovo con il quale cozzava l’uovo del suo compagno di gioco, cioè di tutti gli altri, e il vincitore è colui di cui l’uovo, dopo tutte queste "battaglie", rimane intero.
Tradizioni natalizie croate
Preparazioni per la grande festa iniziano con i doni tradizionali collegati alle festività di S. Nicola (6 dicembre) e Santa Lucia (13 dicembre) che risalgono al XI secolo. Tanto tempo fa, nella notte di Santa Lucia, una persona avvolta in un lenzuolo bianco, andava a visitare le case regalando ai bambini dei ficchi secchi, mandorle, noci e mele, facendoli anche spaventare un po'. I monelli, sotto i loro cuscini, trovavano una frusta, come rimprovero, affinché diventassero più bravi. Nell'età moderna questo servizio svolge San Nicola, che dentro gli stivali dei bambini buoni mette dei dolcetti, mentre le fruste distribuisce il suo aiutante Krampus (simbolo dello spirito del male o del diavolo). Un tradizionale e antico dono natalizio croato fu anche la mela decorata, chiamata bozicnica (Bozic, Natale in croato), che regalavano i giovanotti alle fidanzate.
Il grano natalizio
Una tradizione che si è tramandata fino ai giorni nostri è la seminatura del grano natalizio come simbolo della rinascita e della fertilità. La particolarità di questa tradizione sta nel fatto che non esiste nelle comunità protestanti e neanche nella maggior parte dell'Europa. La si trova soltanto a Portogallo e qui in Croazia. Fino a Natale, questo grano è gia ben cresciuto in una ciotola con acqua e viene posata sulla tavola natalizia, e durante tutto il periodo delle feste sta sotto l'albero, vicino al presepe oppure in un angolo di stanza. Per farlo più bello, lo si taglia un po' e lo si avvolge con un nastro rosso oppure con quello che porta i tre colori della bandiera croata. In alcune zone in mezzo al grano ci si mette anche una mela oppure delle candele. Dopo il Natale, il grano si dà agli uccelli, perché è vietato buttare via tutto quello collegato con questo giorno santo.
La paglia
La paglia, come simbolo di Natale, si è mantenuta molto a lungo, rispetto ai ceppi. Il momento in cui la paglia si portava a casa, lavoro che, di solito, faceva il padrone, significava l'inizio ufficiale dei festeggiamenti natalizi. La paglia si distendeva sul pavimento, sotto la tavola, e un po' se ne metteva anche sulla tavola e si copriva con la tovaglia, mentre quello che ne rimaneva si raccoglieva in fasci o si intrecciava per creare delle corone. Dopo la cena, tutti i commensali si alzavano dal tavolo per andare a sedersi sulla paglia e a chiacchierare fino a che non giungeva l'ora di andare in chiesa. In alcune zone, nella Notte di Natale non si dormiva sui letti, ma sulla paglia portata in casa. La paglia, distesa per terra, era il simbolo della nascita di Gesù Cristo in stalla, mentre i fasci e le corone simboleggiavano la fertilità.
