Il lungo cammino
dell'uomo nel mondo
Secondo studi genetici, l'Homo Sapiens Sapiens, è alla base dell'intera umanità attuale senza distinzione di razza.
35.000 anni fa l'Homo Sapiens Sapiens (ultimo arrivato nella scala dell'evoluzione dell'uomo), abitava in quasi tutta l'Europa, rimaneva isolata la Scandinavia a causa dei ghiacci ritiratisi solo 8.000 -7.000 anni fa (Quaternario).
Grazie allo sviluppo delle sue abilità, che gli permisero di sopravvivere anche in regioni dal clima inospitale, questo instancabile viaggiatore raggiunse l'Asia centrale, la Cina settentrionale e più tardi anche la Siberia.
Precedentemente, partendo dal Medio Oriente era arrivato anche in India e Indocina, zone dal clima più favorevole, e già 50.000 anni fa aveva popolato l'arcipelago dell'Indonesia ancora collegato al Continente asiatico.
Il ritrovamento di resti scheletrici umani testimonia la sua presenza, 35.000 anni fa, anche in Nuova Guinea, collegata all'Australia, raggiunta via mare 30.000 anni fa. In quello stesso periodo conquistò anche la Tasmania.
Gli stessi gruppi umani che avevano colonizzato la Siberia, popolarono in seguito anche il Continente Americano attraverso la striscia di terra che allora la congiungeva all'Asia orientale. L'Alaska fu popolata, probabilmente, da un gruppo di cacciatori giunti in questa terra 40.000 - 10.000 anni fa con alcuni tipi di fauna come il mammut, il bisonte, il cavallo.
L'uomo, quindi, si diffuse in tutte le altre regioni del continente come testimoniano i reperti umani ritrovati fino all'estremo sud del continente americano.
Le ultime terre conquistate sono state la Groenlandia, le Isole Hawai, l'isola di Pasqua e la nuova Zelanda raggiunta dagli abitanti del Pacifico sud orientale verso il 1.500 A.C. grazie all'invenzione del catamarano.
Tutta la Terra era abitata ma, la sua conoscenza completa fu possibile solo nel XV secolo: l'età delle scoperte geografiche.