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Perché
proporre nelle scuole spunti di riflessione sulle lingue minoritarie rispetto
a quella dominante, l'italiano?
Note introduttive sull'uso dei materiali didattici qui
proposti
a cura di Maria Omodeo
Quando un
allievo d'origine straniera arriva in una classe di scuola italiana, gli
insegnanti si preoccupano di non essere all'altezza del proprio ruolo,
di seguirne un inserimento che gli possa garantire pari opportunità
di successo scolastico ed una serena convivenza.
In una prima fase sembra che il problema centrale sia quello di un rapido
apprendimento della lingua italiana, quantomeno per comunicare. Non appena
l'allievo impara a parlare con compagni e adulti nella quotidianità,
gli insegnanti cominciano a chiedersi come fare a fargli apprendere i
"linguaggi specialistici" per studiare le varie materie.
L'apprendimento di una seconda lingua - anche in situazione di quotidianità
qual è quella degli allievi non italofoni che vivono in Italia
- è però un percorso lento, non uniformemente in progressione.
Possono subentrare motivi psicologici che, per periodi anche lunghi, rallentano
o addirittura apparentemente bloccano il processo d'acquisizione. Dopo
una prima fase in cui ogni conquista linguistica è per così
dire appariscente e gratificante, spesso ragazzi ed insegnanti non riescono
più a percepire se ci sono ulteriori miglioramenti. Talvolta possono
accadere episodi che demotivano un bambino o un ragazzo dal tentare ulteriori
accelerazioni nella propria crescita in lingua italiana, perché
gli fanno mettere a fuoco che possono essere necessari anni prima di arrivare
a capire un libro di testo o una spiegazione.
Spesso involontariamente i nostri atteggiamenti e i libri di testo liquidano
le culture d'origine degli allievi come anacronistiche, arretrate, incapaci
di uscire dal "sottosviluppo". Sarebbe lungo qui affrontare
l'argomento dell'interdipendenza fra Nord e Sud del mondo e ci porterebbe
fuori tema: ma atteggiamenti di non valorizzazione di ogni espressione
culturale sono un nodo centrale che influisce anche sulla alfabetizzazione
in lingua italiana e il successo nella scolarizzazione dei nostri nuovi
allievi.
Se un ragazzo pensa che per essere un bravo allievo
ed avere un giro di amici sia necessario non utilizzare più la
propria lingua madre, rivedere tutto ciò che ha imparato nella
scuola del proprio Paese d'origine, vergognarsi della scarsa (o negativa)
considerazione di cui godono i suoi genitori, allora è probabile,
quasi certo, che anche la sua crescita in L2 (la seconda lingua, nel nostro
caso l'italiano) si blocchi o rimanga conflittuale.
Per dimostrare che tutte le espressioni culturali e tutte le lingue hanno
valore e meritano di essere imparate e diffuse, il Cospe da anni promuove
non solo metodologie interculturali trasversali a tutte le discipline,
ma anche il plurilinguismo. Le potenzialità insite nell'arrivo
nelle nostre scuole di bambini e ragazzi che parlano lingue diverse dall'italiano
costituiscono oggi un patrimonio di cui siamo poco consapevoli, perché
siamo preoccupati dal rischio che ognuno di questi allievi corre di fermarsi
nel suo percorso scolastico e dal rischio di influenzare negativamente
l'andamento dell'intera classe per permettere a questi allievi di raggiungere
i livelli minimi di alfabetizzazione in italiano.
Se capovolgiamo il punto di vista e riflettiamo sul fatto che per i bambini
d'oggi crescere in un contesto in cui si abituano a sentire una pluralità
di lingue e in cui vedono l'importanza di cogliere valori culturali nuovi,
può essere fonte di apertura mentale, di nuovi sbocchi lavorativi,
di capacità critica di interpretare ciò che accade attorno
a loro, allora potremo accogliere ogni allievo come una nuova occasione
di crescita. Ciò vale sia se l'allievo è autoctono e proviene
da un'altra città o da un altro quartiere, sia se proviene da un
altro Paese.
Certamente non si tratta di percorsi semplici, anzi, porsi in quest'ottica
può far mettere in discussione l'intera organizzazione scolastica.
Tuttavia, ora che strumenti bilingue o di lingue d'importazione cominciano
finalmente a popolare le nostre librerie e i siti, possiamo far nascere
nei nostri allievi (vecchi e nuovi) nuovi interessi.
"IMPARA
LE LINGUE" è nato nell'ambito del Progetto
Socrates Comenius "Me Too - Anch'io, la multimedialità per
la multiculturalità ed il plurilinguismo nelle scuole". Il
suo scopo è di mostrare agli allievi d'origine straniera che le
loro lingue meritano di essere diffuse con tecnologie avanzate e che la
scuola desidera che ne proseguano lo studio. Per gli allievi autoctoni
possono essere un primo piccolo passo verso la conoscenza di lingue che
a tutt'oggi non è semplice trovare modo di studiare.
Tecnicamente, ai testi nelle varie
lingue presentate non sono state poste vicine le traduzioni in italiano,
perché può essere fuorviante ripensare alla struttura sintattico
grammaticale della propria lingua per passare a lingue straniere o seconde
lingue. Tuttavia, l'ordine dei testi è lo stesso in tutte le lingue,
pertanto chiunque lo ritenga utile, può stamparsi il testo in italiano
e tenerlo accanto quando affronta le altre lingue.
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