La Regola benedettina vuole che i membri della Comunità monastica costituiscano come una famiglia, la quale nel suo ordinamento e attività interna si ispira a quella naturale. La funzione di guida è svolta dal Priore del monastero, il suo ufficio è principalmente spirituale e diretto al bene interiore. La sua autorità riveste carattere di umile servizio, secondo la dottrina e l'esempio di Cristo di cui fa le veci, perciò egli manifesta ed esprime verso i confratelli la paterna carità con il quale il padre celeste li ama. E' centro di unione della comunità, promuove l'aspirazione concorde dei singoli ai fini comuni e coordina le inclinazione e le attività di tutti. Perciò il Priore deve sommamente stimare, comprendere e trattare col dovuto rispetto la personalità di tutti i confratelli; avere sempre il cuore aperto e disponibile per tutti; curare che tutti obbediscano con una obbedienza attiva e responsabile e che vi sia la cordiale cooperazione dei singoli, affinchè le doti di tutti fruttifichino nel servizio di Dio; promuovere il dialogo sincero e aperto con i confratelli e renderli consapevoli dei problemi e delle attività del monastero. Tutta la famiglia monastica è coinvolta nel buon andamento del monastero.
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Figlio di patrizio romano, Benedetto porta con sè buone premesse per la fondazione di una famiglia religiosa. L'identità delle comunità monastiche porta l'impronta del senso romano della famiglia. Il superiore (abate) è come un padre. I monaci come fratelli costituiscono una grande famiglia. |
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