La nascita del Monastero dei padri benedettini in Giulianova si fa risalire al 15 luglio 1953, giorno in cui l'Avvocato Berardo Mancini Sbraccia di Teramo stipulò l'atto di donazione di una villa con un appezzamento di terreno annesso. La nuova fondazione monastica prese il nome del Santo Volto.

Fin dall'inizio, la comunità ebbe come attività primaria l'educazione dei giovani specialmente di quelli più bisognosi, attività che viene ancora svolta, anche se in forma ridotta.

I monaci oltre l'attività interna del collegio, svolgono anche azioni pastorali straordinarie, presso parrocchie della diocesi e fedeli della zona nei limiti delle esigenze della comunità, affiancate da iniziative intellettuali e manuali, tutto questo non solo per venire incontro alle necessità dei giovani (ammessi nel monastero) e del monastero.

I Padri benedettini costituiscono come una famiglia, infatti qui il Superiore è chiamato Priore cioè " Primo tra uguali". Tutta la famiglia monastica è coinvolta nel buon andamento del monastero, perciò spesso si riuniscono a colloquio su argomenti spirituali e necessità temporali della famigluia.

La loro vita di preghiera si svolge così: ogni giorno si raccolgono intorno all'altare per celebrare l'Eucaristia, che costituisce il momento più importante della giornata e conferma l'unione frarterna. I Monaci cantano insieme i Salmi. La preghiera corale è distribuita in modo tale da scandire tutto l'arco della giornata.

La vita di lavoro dei monaci è svolta in qualsiasi forma e attraverso l'esempio di collaborazione e di cooperazione di ogni membro della comunità. La missione di San Benedetto da Norcia continua il suo vitale cammino, grazie alla risposta di persone che ancora si lasciano coinvolgere da un ideale così difficile.

 

 
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