Il Progetto Socio-Culturale di San Benedetto. |
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LA REGOLA La Regola di San Benedetto è un itinerario armonizzato in tre saldi fondamenti: la croce-il libro-l'aratro. Di secolo in secolo, questi elementi, simili alla forza delle sorgenti, hanno alimentato le più fresche energie per irrigare i solchi di un umanesimo attento e proteso alla realizzazione dell'uomo integrale. LA CROCE A chi bussa al monastero per seguire la chiamata di Dio, S. Benedetto chiede se egli cerca veramente Dio. I motivi del quieto vivere, di ripiego, di delusioni, di comodo, non possono mai giustificare una scelta così radicale. Il fine specifico della vita monastica è di vivere il proprio battesimo in forma esclusiva. In questa luce il monastero è concepito come una “scuola di servizio del Signore”. E' una società cenobitica modellata sulla prima comunità cristiana: Gesù è il centro vitale, fondante, di ogni aspirazione e interesse, sia del singolo e sia della comunità. San benedetto coglie questi aspetti a partire dall'esperienza concreta: “non mettere mai nulla prima dell'amore di Cristo, perché l'uomo di Dio “non ha al mondo nulla di più caro”. Segno della presenza viva di Cristo sono le persone che si incontrano nel quotidiano e nei contesti di vita: l'abate che tiene le sue veci, gli ospiti che si rivolgono al monastero, i poveri, i pellegrini, il servizio reso agli ammalati. Anche i beni del monastero, il raccolto dei frutti della terra, il contatto con il grande libro della natura, sono da considerare in questa dinamica. L'unione con Dio si alimenta sul silenzio. “Dove spira il silenzio, la preghiera parla”. L'esperienza di vita nel monastero esige tempi e luoghi nei quali si deve osservare rigorosamente il silenzio e il raccoglimento: nel chiostro non può esserci posto per i distratti e i dissipati |
Geniali testimoni della fede per molti secoli i monaci benedettini sono protagonisti di rinnovamento spirituale e civile. |
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