UN MONASTERO SEMPRE GIOVANE
 
Una delegazione di studenti dell'ITIS di Giulianova, accompagnati dalla prof.ssa Eva De Flaviis, in visita al monastero dei Benedettini Silvestrini intervista Padre Fortunato Radicioni
 

biennio I.T.I.S.

 

 

 

 

 






Perchè questo doppio nome Benedettini Silvestrini?
"Benedettini" perchè il monastero segue la regola di San Benedetto da Norcia. "Silvestrini" perchè nel 1231 Silvestro Guzzolini di Osimo (Ancona) ha ri-fondato il concetto di monastero che era stato inquinato attraverso il tempo, adattandolo ai tempi e alle nuove esigenze ecclesiali e sociali. Di qui prese nome la nuova Congregazione benedettina silvestrina.

Abbiamo inteso dire che il monastero è sempre giovane. In che senso?
"Il 13 Luglio 1953, giorno della sua nascita ufficiale, è partito con i ragazzi, e fino al 1992 ha ospitato sempre giovani studenti (medie e superiori) offrendo opportunutà di studio e di formazione morale e sociale.

Esaurito questo tipo di accoglienza, il monastero ha continuato l'attività preferenziale nel mondo giovanile rivolgendosi ai giovani del circondario, iniziativa già attivata in modo organizzato nel 1979, quando nacque il "gruppo Giovani Santo Volto" che si poneva come scopo un cammino fatto di amicizia, d'incontri settimanali di formazione, di attività canore con la schola cantorum (animazione domenicale, concerti, recite...). Come vedete il monastero vibra ancora di anima giovanile, non vuole invecchiare mai.

Come si scopre la vocazione al monastero?
"Entriamo in un mondo del tutto personale e mosterioso. La vocazione all vita consacrata è un dono del Signore: Gesù sceglieva chi voleva. I modi poi della chiamata sono diversissimi; ogni vocazionre ha la sua storia".

Come vivete insieme?
come fratelli e come volontari, non per motivi, economici, politici, sportivi...

E' facile o difficile essere monaco?
"Ogni stile di vita ha la doppia faccia...e quindi un doppio risvolto: Gesù ha detto "senza di me non potete far nulla...", quindi il suo aiuto e poi l'impegno personale; ogni scelta ha il suo rischio".

In che cosa consiste il vostro lavoro...la vostra giornata?
"E' una domanda poliedrica. Si premette che il monastero è concepito da San Benedetto come una famiglia; e questo già dice molto. Poi la giornata del monaco è scandita da un orario ben preciso, in cui ci sono dei momenti di vita comunutaria come la preghiera, il pranzo e la cena, riunioni di famiglia...e ci sono delle attività strettamente personali secondo le competenze e le doti di ciascuno.

E così abbiamo il superiore, l'economo, il parroco, i confessori, il formatore, il foresterario, il portinaio, l'asistente spirituale agli ammalati a domicilio e ai vari gruppi (giovanili, di preghiera, unitalsiano), attività manuali (raccolta olive, orto, api, ecc...), Quindi come vedete il monastero è molto articolato nello stile di vita. Il detto popolare "Preghiera e lavoro" coniuga meravigliosamente la giornata del monaco, lo rende esperto professionista e lo tiene in forma perenne".

Prospettive per il futuro?
E' il problema che quotidianamente si pone la società in genere, poichè tutto cambia velocemente: Quindi anche la chiesa, il monastero sono coinvolti inevitabilmente, debbono programmare continuamente, presentarsi sulla scena con abiti sempre nuovi.

Tuttavia l'impegno primario del monastero è e rimane quello d offrire all'uomo di oggi, specialmente ai giovani, quei valori perenni sempre validi e attuali sotto ogni latitudine e in ogni stagione, come:

comunicare la segnaletica esatta agli smarriti di senso; saper valutare secondo la giusta misura i beni che ci offre la provvidenza;

aiutare a comprendere che al dilà di ogni mutamento la "buona notizia" portata dal Maestro e Signore Gesù è sempre valida: ieri, oggi e sempre.

 
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