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| BOSNIA
ERZEGOVINA |
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| Capitale: |
Sarajevo
(300.000 ab) |
| Superficie: |
51.142
Km² |
| Popolazione: |
3.922.000
(stime 2001) |
| Densità: |
77
ab/Km² |
| Lingua: |
Bosniaco,
Serbo, Croato |
| Religione: |
Musulmana
40%, Ortodossa 31%, Cattolica 15%, Protestante 4%, altro 10% |
| Gruppi
etnici : |
Bosniaci
44%, Serbi 37%, Croati 17% |
| Moneta: |
Marco |
| Forma
di Governo: |
Repubblica
democratica federale |
| Clima: |
Continentale |
| Monti
principali: |
Cvrsnica
2228 m |
| Fiumi
principali: |
Sava
947 Km (totale, compresi tratti sloveno, croato e serbo-montenegrino),
Drina 350 Km (totale, compreso tratto serbo-montenegrino), Bosna
270 Km, Neretva 220 Km (totale, compreso tratto croato) |
| Laghi
principali: |
Busko
Blato |
| Isole
principali: |
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| Paesi
confinanti: |
Croazia
a NORD e OVEST, Serbia e Montenegro ad EST e SUD |
| Principali
città: |
Banja
Luka 90.000 ab. |
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Storia
- Arte
La
repubblica della Bosnia-Erzegovina è costituita dalle
due regioni omonime, che fin dalla più remota antichità
hanno avuto quasi sempre una storia comune. Abitate in origine
da popolazioni illiriche, divennero provincia romana; dal
VII all'VIII secolo furono slavizzate dai Serbo-croati e successivamente
passarono sotto la dominazione dei Bulgari, dei Bizantini
e degli Ungheresi con brevi interruzioni di indipendenza nazionale.
Ma nel 1463 la Bosnia e nel 1482 l'Erzegovina caddero entrambe
nelle mani dei Turchi, che vi rimasero per ben quattrocento
anni, realizzando un'estesa islamizzazione riscontrabile anche
oggigiorno nel paesaggio cittadino e rurale: cupole e snelli
minareti sono sparsi ovunque; Sarajevo ne è ricca e
si presenta all'occhio dei visitatori come un miscuglio di
Oriente e di Occidente, mentre Mestar appare interamente turca
con case e moschee strette intorno ad un caratteristico ponte,
distrutto dalla recente guerra.
La devozione mariana
In tale contesto la devozione mariana, che era iniziata a
fiorire già alla metà del III secolo con l'arrivo
dei primi evangelizzatori dall'Italia e dalla Grecia, subì
forti scosse soprattutto nel ceto abbiente, interessato a
farsi mussulmano per conservare i propri beni e privilegi.
I contadini invece rimasero cattolici od ortodossi e intensificarono
il loro amore per la Vergine. Infatti, quando i loro contrasti
religiosi sfociavano in violenti conflitti, per attingere
forza essi andavano prima a prostrarsi davanti alle più
antiche icone, come a quella venerata nella chiesa del villaggio
di Cajnice, che si fa risalire al IV secolo e provenire dal
monastero del Monte Athos di Grecia. E quando le loro case,
chiese e santuari venivano bruciati ed essi erano costretti
a cercare scampo nell'esilio, portavano con se le sacre immagini
per salvarle dal pericolo della profanazione.
I Frati Minori Francescani
Non si può non ricordare il ruolo determinante che
ebbe la presenza dei Frati Minori Francescani nella Bosnia-Erzegovina
in mano all'impero turco e sottoposta a un fortissimo processo
di islamizzazione. Lì, ancora adesso i frati sono chiamati
"zii"; tale titolo affettuoso deriva dal fatto che
quando dai loro conventi sulla costa dalmata, andavano in
missione, erano ospitati dalle famiglie e queste, se dovevano
giustificare davanti alle autorità la loro presenza,
dicevano che erano degli "zii" che erano venuti
a trovarli.
Una terra martoriata:gli accorati appelli di pace
di Papa Giovanni Paolo II
Questa storia drammatica del lontano passato si è ancor più
aggravata nel nostro secolo per la crudele aggressione nazifascista
di Hitler, per la tirannide comunista di Tito e per i tragici
conflitti di "pulizia etnica" dei nostri giorni.
Tutto il mondo conosce gli innumerevoli tentativi di Giovanni
Paolo II presso i responsabili politici della guerra fratricida,
a livello nazionale e internazionale. Tutto il mondo si commuove
all'ascolto dei suoi accorati appelli: "I Balcani precipitano
verso l'abisso. L'Europa non può tollerare di vedere popolazioni
intere private dei beni più fondamentali, città annientate,
i suoi figli sterminati. Basta con la guerra! Devono trionfare
la ragione e la fraternità!".
In una terra così martoriata il ricorso a Maria sotto il titolo
di Madonna Addolorata, di Consolatrice degli afflitti
e di Assunta in Cielo è stato più che naturale. Immagini
dell'Addolorata si conservano gelosamente in casa e si va
spesso a venerarle nelle chiese parrocchiali e nei santuari.
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