Storia
   Puglia:
   Crocevia di popoli e culture



  
  
  
  

  
 
  
  
  

 

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I MESSAPI

II Parte

Nel Brindisino, Egnazia (Fasano) è stata città messapica nel V sec. a.C. e, successivamente, municipio romano (244 a.C.), importante come scalo portuale e per la produzione vascolare (Gnathia ha dato il nome a un particolare tipo di ceramica). Oggi vi è ubicato il Museo Archeologico Nazionale; l'area è interessata da scavi, che ebbero inizio nel 1912. Messapiche anche Cisternino, la Sturnium romana, e Ostuni, fondata nel Mille. Di origini molto antiche Carovigno, come attestano i resti delle tre cinte di possenti mura megalitiche, probabilmente della messapica Karpene, ebbe un ruolo di notevole importanza in epoca pre-romana. Con tracce d'insediamenti preistorici (XVIII-IV secolo prima di Cristo) San Vito dei Normanni, il cui borgo però si costituì nel Medioevo (fine del secolo X).
Ceglie Messapica, come mostra il nome, risale alle prime popolazioni della Puglia, Japigi e Messapi, dei quali fu importante centro militare tra il IV e il III secolo a.C., con il probabile nome di Kailia (= dosso, altura). A Villa Castelli gli scavi hanno portato alla luce una necropoli usata dal V al III secolo a.C. e le mura di un abitato, insieme a grotte e specchie. Di Francavilla Fontana si è supposto che accanto sorgesse l'antica Rodiae (omonima della Rudiae, presso Lecce). Oria, invece, è stata il vero capoluogo della Messapia.
Come fortilizio a difesa dei depositi granari di Oria, fu edificata Torre Santa Susanna (Turris Messapiorum); anche la vicina Erchie sorse in epoca messapica col probabile nome di Erculea. San Pancrazio Salentino, invece, si sviluppò in epoca medievale sui resti però di un antico insediamento messapico dell'VIII secolo a.C.; a pochi chilometri dal paese, in località Li Castelli, c'è un sito archeologico. Di probabile origine messapica San Donaci, dove in località Monticello, lungo un tratto del Limitone dei Greci, sorgeva un villaggio rurale. Tra Latiano e Mesagne, in località Muro Tenente, si trovano i resti di una città messapica - probabilmente la Scamnum citata dalla Tabula Peutingeriana (l'ultima e più importante carta geografica dell'Impero romano, commissionata nel IV secolo d.C. da Teodosio) - con ampia cerchia di mura e numerose tombe.

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Ostuni
In un territorio abitato dal Paleolitico - come attesta il ritrovamento nella grotta di Santa Maria di Agnano dei resti di "Delia", una donna incinta di 24.000 anni fa - fu fondata dai Messapi nel Mille e, successivamente, conquistata dai Romani, dei quali restano tracce nell'abitato e nelle masserie, sorte sui resti di ville romane.

Probabilmente fu saccheggiata da Annibale e ricostruita dai coloni greci (ai quali risalirebbe il caratteristico colore bianco delle case). Infatti, il toponimo potrebbe derivare dal greco 'Astu néon (città nuova).Nella zona significative sono le Grotte di Magda, S. Lucia, S. Angelo, Selva, Carestia: tutte con tracce di vita preistorica.
Molto interessante la grotta di S. Maria di Agnano, con l'insediamento preistorico di Risieddi. Ad Agnano, oltre alle tracce di "Delia", ci sono quelle delle epoche successive fino all'inizio della dominazione romana: il luogo è considerato un archivio - in buona parte da esplorare ancora - della storia ostunese pre-romana.
Le specchie si trovano nelle località: Morrone, Bagnardi, Carestia, Specchia, Donnagnora, Citrignano, Casamassima.

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San Vito dei Normanni
Pur essendovi tracce d'insediamenti preistorici (XVIII-IV secolo prima di Cristo), il borgo si costituì nel Medioevo (fine del secolo X) probabilmente per opera di una colonia di Schiavoni o Slavoni (provenienti dalla Slavonia, regione orientale della Croazia) scampata alle persecuzioni dei Saraceni, e attratti dal fertile e lussureggiante territorio. Il casale prese il nome di San Vito degli Schiavoni.
In località Castello d'Alceste si sono trovate tracce dell'età del ferro e - dopo la terza campagna di scavi - di un ampio insediamento messapico, che dall'ottavo al quarto secolo avanti Cristo avrebbe sviluppato una vera e propria civiltà passata attraverso varie fasi, dalle primitive costruzioni a capanna a quelle in blocchi con le coperture di tegole, e che forse fu abbandonato repentinamente per ragioni belliche. Il sito potrebbe diventare il primo archeodromo d'Italia.

Villa Castelli
In un sito abitato in epoca messapica - di cui sono state rinvenute numerose tombe e suppellettili -, distrutta dai Saraceni prima, e dai Normanni successivamente, fu ricostruita nel XVIII secolo attorno ai resti di un vecchio castello col nome di Monte Castelli. Nel 1990 gli scavi hanno portato alla luce una necropoli usata dal V al III secolo a.C. e le mura di un abitato. Il 29 settembre 2000 è stata scoperta un'altra tomba risalente sicuramente al IV-II secolo a.C. All'interno sono state trovate solo le ossa del sepolto.


Questo fa pensare che quasi sicuramente la tomba era già stata visitata da tombaroli che hanno portato via il corredo funerario. A Grotta di Facciasquata e Grotta di Montescotano, e nel sito archeologico di Pezza Petrosa i reperti rinvenuti fanno pensare che siano state frequentata dal III secolo a.C. al III secolo d.C. Rinvenute anche Specchia Puledri, Specchia Facciasquata, chiamata anche Specchia del diavolo perché secondo la leggenda popolare è sorta nel giro di una notte.

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Oria
Probabilmente i fondatori della città furono i Greci nel 1200 a.C. (secondo la leggenda, i Cretesi, naufragati durante il ritorno in patria)in un sito frequentato dal Paleolitico, che chiamarono Hyria. Successivamente, grazie alla posizione geografica che consentiva il controllo delle comunicazioni fra Taranto e Brindisi, diventò il vero capoluogo della Messapia.

Di notevole importanza le Aree archeologiche occupate dagli avanzi della città messapica; il Museo archeologico "Francesco Milizia" dove sono conservati gli oggetti archeologici dell'antica Oria messapica e greco-romana; il Centro di documentazione messapica: contiene i materiali più importanti della cultura messapica, e altri reperti archeologici. È in preparazione un percorso espositivo che illustrerà la storia cittadina dalle origini fino al Medioevo; il Limitone dei Greci.

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Torre Santa Susanna
Sorse in epoca messapica (Turris Messapiorum), tra il V e il IV secolo prima di Cristo, come fortilizio a difesa dei depositi granari di Oria, capoluogo della Messapia. I Romani la fortificarono militarmente con un castello e la organizzarono urbanisticamente.
A 4 chilometri dall'attuale abitato si trova Casale di Crepacore, il più antico casale.
La sua origine può identificarsi con quella della Turris Messapiorum. Testimonianza della sua esistenza è la chiesetta di S. Maria o S. Pietro di Crepacore costruita intorno al VII-VIII secolo d.C. sulle rovine di un antico edificio messapico; fu edificata utilizzando enormi blocchi di calcare ricavati da costruzioni messapiche. A Contrada Masseria La Palombara sono state trovate tombe messapiche. L'origine della masseria, invece, risale al periodo angioino-aragonese: faceva parte di un sistema di masserie utilizzate per la trasmissione di messaggi per mezzo dei colombi. La Chiesa Matrice, invece, si trova in un'area del centro storico nelle immediate adiacenze delle "forre" nelle quali sin dal periodo messapico erano conservate le derrate alimentari prodotte in zona e che avevano valso al piccolo borgo la denominazione di "Granarium Uriae".

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Mesagne
Fondata dai Messapi nel V secolo avanti Cristo (se ne è trovata la necropoli) col nome di Metania, fu un centro vasto e opulento. In località Muro Tenente - tra Latiano (2 km) e Mesagne (5 km) - sono stati rinvenuti i resti di una città messapica (Scamnum?) con un'ampia cerchia di mura e tracce dell'età del bronzo. L'area, ricca di numerose tombe, è molto vasta: copre una sessantina di ettari, parte su fondi privati e parte su proprietà dei monaci cistercensi del Santuario di Cotrino. Dalla fine degli anni Settanta sono iniziati scavi sistematici condotti dall'Ateneo leccese e dalla Libera Università di Amsterdam, su segnalazioni fatte da precedenti saltuarie campagne archeologiche. Gli scavi, realizzati su un sito devastato dalle bonifiche agricole e dai saccheggi dei tombaroli, hanno portato alla luce testimonianze di epoche arcaiche.

l primo insediamento, infatti, risale all'VIII secolo avanti Cristo, testimoniato da frammenti di ceramica e resti di abitazioni.
Al VI sec. risale la cinta muraria (alta tre metri e larga nove), dentro la quale si formò il centro fortificato tra il V e il III secolo. A Muro Maurizio sono stati ritrovati resti di un centro messapico (forse l'antica Graxa).
Nel Museo è ricostruita una tomba messapica, trasferita dagli scavi del 1988 nella via San Pancrazio. La tomba è a semicamera, coperta da lastroni; è decorata all'interno e conserva materiali vascolari, fra i quali crateri di stile Gnathia, e altri oggetti. Nel Museo sono esposti vari reperti archeologici provenienti dagli scavi di Muro Tenente e di Muro Maurizio.

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