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| NIGERIA |
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| Capitale: |
Abuja
(154.000 ab., 541.000 aggl. urbano) |
| Superficie: |
924.012
Km² |
| Popolazione: |
126.636.000
(stime 2001) |
| Densità: |
137
ab/Km² |
| Lingua: |
Inglese
(ufficiale), Hausa, Ibo, Yoruba e altri dialetti etnici |
| Religione: |
Musulmana
50%, Cristiana 40%, Animista e altre 10% |
| Gruppi
etnici : |
Haussa 21%, Yoruba 21%, Ibo 18%, Fulbe 11%, Ewe 6%, Kanuri
e altri 23%
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| Moneta: |
Naira
nigeriano |
| Forma
di Governo: |
Repubblica
federale presidenziale
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| Clima: |
Equatoriale
- tropicale |
| Monti
principali: |
Vogel
Peak 2042 m |
| Fiumi
principali: |
Niger
1170 Km (tratto nigeriano, totale 4184 Km), Benue 800 Km (tratto
nigeriano, totale 1400 Km) |
| Laghi
principali: |
Lago
Ciad 3800 Km² (parte nigeriana, totale 16.300 Km²
in media) |
| Isole
principali: |
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| Paesi
confinanti: |
Benin
a OVEST, Niger a NORD, Ciad e Camerun
ad EST |
| Principali
città: |
Lagos
1.287.000 ab. (4.000.000 aggl. urbano), Ibadan 1.484.000 ab.
(2.000.000 aggl. urbano), Ogbomosho 615.000 ab., Kano 560.000
ab. |
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La
Storia
I
primi Nigeriani furono i Nok, esperti artigiani che abitavano
la zona di Jos. All'inizio del secondo millennio i Nok praticamente
sparirono, quando cominciò a svilupparsi, a nord-est
del lago Ciad, lo stato dei Kanem. Questi ultimi erano in
gran parte islamici, come lo erano i regni attorno a Kano
e a Katsina, e la loro ricchezza derivava dal controllo delle
piste transahariane che dall'Africa Occidentale portavano
al Mediterraneo. Questi stati islamici settentrionali rimasero
intoccati dagli Europei fino al XIX secolo inoltrato. Quelli
meridionali vennero invece sottoposti nel XIV e XV secolo
a varie dominazioni da parte degli Yoruba, i cui re (Obas)
coltivarono i contatti con l'Europa attraverso il commercio
portoghese delle spezie.
Al termine del XVIII secolo gli integralisti religiosi Fulani,
nel nord, stanchi di essere dominati dagli stati islamici
Hausa, presero il comando e crearono lo stato mono-islamico
del califfato di Sokoto. Questa originaria frattura tra il
governo islamico nel nord e le tribù Yoruba nel sud
non si è mai risanata, e nel corso degli anni gli scontri
intertribali e le guerre civili hanno solo peggiorato la ferita.
Ancora oggi la politica nigeriana deve giocarsela con le rivalità
tribali e le antiche scuri da affilare.
Dopo il crollo del commercio portoghese delle spezie e poi
di quello britannico, iniziò la tragedia umana della
tratta degli schiavi, ma nel 1807 la schiavitù venne
abolita e gli Inglesi dovettero cercare altre fonti di guadagno.
Le compagnie britanniche cominciarono allora ad assumersi
il controllo delle miniere di Jos, rovinando così migliaia
di minatori autonomi che lavoravano lo stagno e facendone
salariati senza altri mezzi di sussistenza. Peggio ancora
fu per gli agricoltori, poiché gli Inglesi, per sostenere
il peso delle esportazioni minerarie, sostituirono ai raccolti
con i quali la popolazione si sfamava prodotti da esportare,
cosicché il paese visse per la prima volta un periodo
di carenza alimentare. Gli Inglesi, allora, designarono dei
capi nelle comunità meridionali Ibo perché governassero
la zona, ma questa politica fu l'equivalente di voler infilare
a forza un cubo in un buco rotondo. Questi 'capi inventati'
avevano poco in comune con la gente, e il logico risultato
fu il ribollire di ostilità e risentimenti.
Nel 1960 la Nigeria dichiarò la propria indipendenza,
ma il sistema coloniale britannico nulla aveva fatto per unificare
il paese o prepararlo a questo passo. I conflitti storici
tra il nord e il sud e altre tensioni interregionali fecero
pensare a una repubblica unificata ingovernabile. Dal 1966
il sogno di una fiorente democrazia si frantumò, tra
i massacri e le ostilità interregionali e sfociò
in un colpo di stato che installò il primo di una serie
di governi militari. Gli Ibo risposero con una secessione
dalla federazione e dichiararono l'indipendenza del Biafra,
dando il via a una guerra civile che coinvolse l'intero paese
per circa tre anni, fino alla vittoria della Nigeria che riprese
la regione, reintegrandola nello stato. La guerra lasciò
dietro di sé circa un milione di morti e 'Biafra' divenne
sinonimo di distruzione di massa e carestia.
Conoscendo
l'altalenare delle fortune della Nigeria, era quasi prevedibile
che a una delle peggiori carestie mondiali sarebbe seguito
un periodo di eccessiva prosperità. L'impennata del
prezzo del petrolio consentì al governo nigeriano di
portare avanti una politica di sprechi di sconsiderate proporzioni
e il paese divenne in breve tempo un covo di stranieri, che
accorsero in Nigeria carichi di denaro. La corruzione divenne
la regola, il crimine dilagò e il caos si diffuse come
un cancro. Dagli inizi degli anni '80 la recessione mondiale
fece nuovamente colare a picco il prezzo del petrolio e gettò
la Nigeria in un vortice di pesanti debiti, vertiginosa inflazione,
disoccupazione su larga scala e corruzione generalizzata.
Nelle elezioni del 1993 il paese finì sotto il pugno
di ferro del governo del generale Abacha.
Ben lungi dal mantenere la promessa di creare una democrazia
su modello statunitense, Abacha suscitò l'indignazione
delle organizzazioni per i diritti umani e del Commonwealth
per l'esecuzione del noto drammaturgo Ken Saro-Wiwa e di altre
otto persone accusate di attività politica sediziosa.
Questa e altre azioni dispotiche innescarono rivolte e sommosse
civili in tutta la Nigeria. Nel giugno del 1998 Abacha morì
e venne immediatamente rimpiazzato dal generale di stato maggiore
Abubakar che promise il ritorno a un governo civile, la promessa
fu mantenuta e così nel 1999 venne eletto presidente
Olusegun Obasanjo, un tempo capo militare e poi, fino al 1998,
prigioniero politico.
I Nigeriani erano euforici, perché sembrava che finalmente
si fossero affrancati dal regime militare. Ciò avveniva
poco prima che la situazione si deteriorasse per via di diversi
gruppi rivali (religiosi e tribali) che, non più trattenuti
dall'intervento delle forze armate, hanno dato inizio a un
lungo conflitto. Le peggiori manifestazioni di violenza sono
state le rivolte dei sharia (circa la piena esecuzione della
legge islamica), scoppiate in molti centri nel febbraio 2000.
In una notte, descritta nel Guardian come una "impressionante
carneficina", oltre 300 persone sono state uccise nel
corso di violenti corpo a corpo tra cristiani Igbo e musulmani
Hausa a Kaduna.
Il paese era in tumulto e la situazione era esacerbata dai
tagli ai carburanti e dai prolungati blackout di energia elettrica.
Obasanjo ha espropriato l'intero consiglio del NEPA (National
Electric Power Authority), mettendolo sotto il suo personale
controllo, dopo che per settimane la Nigeria era rimasta nella
totale oscurità. Esiste un pericolo reale che il paese
ricada nuovamente nella guerra civile. |
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