Puglia:
   Crocevia di popoli e culture



 
  



  
 
  
  
  

 

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PAESI BASSI bandiera
Cartina Paesi Bassi
Capitale:
Amsterdam (735.000 ab.), L'Aia (442.000 ab.) sede del governo
Superficie:
41.536 Km²
Popolazione:
16.180.000 (stime Ottobre 2002)
Densità:
390 ab/Km²
Lingua:
Olandese
Religione:
Cattolica 31%, Protestante 21%, Musulmana 4,5%, altro 43,5%
Gruppi etnici :
Olandesi 81,7%, Indonesiani 2,5%, Tedeschi 2,4%, Turchi 2%, Surinamesi 1,9%, Marocchini 1,8%, altri 7,7%
Moneta:
Euro
Forma di Governo:
Monarchia parlamentare
Clima:
Oceanico
Monti principali:
Vaalserberg 321 m
Fiumi principali:
Mosa 350 Km (tratto olandese, totale 933 Km), Reno 200 Km (tratto olandese, totale 1320 Km)
Laghi principali:
IJsselmeer 1500 Km² (artificiale)
Isole principali:
Schouwen 222 Km², Overflakkee-Goeree, Isole Frisone occidentali (la maggiore è Texel 184 Km²)
Paesi confinanti:
Belgio a SUD-OVEST, Germania a EST
Principali città:
Rotterdam 595.000 ab., Utrecht 256.000 ab., Eindhoven 203.000 ab., Tilburg 196.000 ab.
Territori d'Oltremare:
Antille Olandesi (800 Km², 212.000 ab.), Aruba (193 Km², 70.000 ab.)
 
 
La Storia
Abitati da popolazioni germaniche (frisoni e batavi) a nord e gallo-celtiche a sud, i Paesi Bassi furono sottomessi (58 a.C. - 70 d.C.) dai romani, costretti tuttavia ad abbandonare la regione dalla pressione germanica che ne limitò l'eredità all'attuale Belgio merid. secondo un confine etnico-linguistico ancora oggi invariato. Sottoposti al dominio dei franchi, i P.B. furono cristianizzati da Carlo Magno. Sede di una fiorente civiltà comunale e mercantile a partire dal sec XII, entrarono nell'orbita del ducato di Borgogna, che con filippo il Buono (1419-67) ne attuò l'unificazione politica. In seguito al matrimonio di Maria, figlia di Carlo il Temerario, con Massimiliano d'Asburgo, furono ammessi all'Impero e dopo la morte di Carlo V (1558) passarono a Filippo II di Spagna. Il diffondersi del calvinismo determinò la ribellione dei P.B. contro il dominio spagnolo. Tuttavia, mentre le province merid., cattoliche, tornarono presto al lealismo asburgico (Unione di Arras, 1579), le province del nord (Unione di Utrecht) continuarono nella lotta per l'indipendenza, dando vita alla Repubblica delle Province Unite (1581). Il nuovo stato (la cui indipindenza fu definitivamente riconosciuta dalla pace di Westfalia, 1648) raggiunse nella prima metà del '600 l'apogeo della sua potenza economica e politica, stabilendo un vasto impero coloniale sulle rotte dell'Estremo Oriente, mentre Amsterdam diveniva il perno del commercio mondiale. Inevitabili i contrasti con la potenza marittima dell'Inghilterra e l'espansionismo della Francia di Luigi XIV, sfociati nelle tre guerre anglo-olandesi (1652-54;'64-67; '72-74) e nella guerra d'Olanda contro la Francia (1672-78). L'accesso alla corona d'Inghilterra dello statolder Guglielmo III d'Orange (1688) coinvolse le Province Unite nella rivalità anglo-francese e nelle guerre di successione, da cui uscirono finanziariamente e politicamente indebolite. Gli eserciti della Francia rivoluzionaria poterono così annettere i P.B. belgi e imporre nelle Province Unite una Repubblica Batava, trasformata poi da Napoleone in Regno d'Olanda sotto Luigi Bonaparte (1806-10). Il congresso di Vienna riunificò i P.B. merid. e le Province Unite nel Regno dei P.B., ma l'unione fu rotta dalla rivoluzione di Bruxelles (1830) che proclamò l'indipendenza del Belgio. Contrassegnata da uno stabile regime costituzionale per tutto l'800, la vita politica dei P.B. ha visto una forte presenza di partiti confessionali (maggioritari fino al 1940) e un vivace frazionamento (22 partiti nel 1971). Neutrali durante la I guerra mondiale, furono occupati durante la II dai nazisti, cui seppero opporre una ferma restistenza. Nonostante un difficile processo di decolonizzazione (intervento militare in Indonesia 1945-48), i P.B. hanno mantenuto un alto tasso di sviluppo economico e uno stato di sicurezza sociale.
(La grande Enciclopedia universale - Garzanti editore)