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| UNGHERIA |
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| Capitale: |
Budapest
(1.910.000 ab.) |
| Superficie: |
93.054
Km² |
| Popolazione: |
10.106.000
(stime 2001) |
| Densità: |
109
ab/Km² |
| Lingua: |
Ungherese |
| Religione: |
Cattolica
67%, Protestante 25% |
| Gruppi
etnici : |
Magiari
97%, Tedeschi, Slovacchi, Croati, Serbi, Romeni e altri 3% |
| Moneta: |
Fiorino
(Forint) ungherese |
| Forma
di Governo: |
Democrazia
parlamentare |
| Clima: |
Continentale |
| Monti
principali: |
Kékes
1015 m |
| Fiumi
principali: |
Tibisco
579 Km (tratto ungherese, totale 966 Km), Danubio 420 Km (tratto
ungherese, totale 2858 Km) |
| Laghi
principali: |
Balaton
592 Km² |
| Isole
principali: |
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| Paesi
confinanti: |
Slovacchia
a NORD, Austria e Slovenia ad OVEST, Croazia, Serbia e Montenegro
a SUD, Romania e Ucraina ad EST |
| Principali
città: |
Debrecen
211.000 ab., Miskolc 180.000 ab. |
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La
Storia
Per
migliaia di anni il bacino dei Carpazi, dove si trova l'Ungheria,
è stato abitato da diverse popolazioni. Una di queste
è stata la tribù dei magiari che raggiunse questa
zona già nella metà del VIII secolo. Celebri
per le loro abilità equestri, i magiari razziarono
la zona finché non furono fermati dai popoli germanici
nel 955. La sconfitta lasciò le tribù magiare
in uno stato di confusione, tanto che in seguito furono costrette
ad allearsi con il Sacro Romano Impero. Nell'anno 1000 il
principe magiaro Stefano fu proclamato 're cristiano' con
il nome di Stefano I (la corona fu inviata dal papa) e nacque
ufficialmente lo stato e il regno di Ungheria.
Stefano consolidò in modo spietato la propria autorità
espropriando terre, istituendo un sistema di contee ed evangelizzando
il paese. Quando morì, nel 1038, l'Ungheria aveva una
nascente cultura cristiana, sempre più multietnica
e aperta alle influenze occidentali.
I
successivi 250 anni - durante il regno della Casa di Árpád
- misero alla prova il nuovo stato. Vi furono ripetuti scontri
tra vari pretendenti al trono e annessioni territoriali da
parte dei potenti stati confinanti. La minaccia dell'anarchia
fu scongiurata solo dopo che Andrea III, l'ultimo erede della
dinastia Árpád, morì nel 1301.
Dopo la morte di Andrea III l'Ungheria fiorì, grazie
all'abile politica di una serie di monarchi, iniziata con
Carlo Roberto e culminata con il regno d'oro di Mattia Corvino,
che resero il paese una delle principali potenze europee.
Tuttavia, la morte di Mattia nel 1490 provocò un altro
crollo. Il suo successore, Vladislav, fu incapace di mantenere
l'autorità della corona, le ricchezze dello stato furono
dilapidate e vennero introdotte delle leggi retrograde che
ridussero i contadini a una condizione servile.
Nel 1526 l'esercito magiaro fu sconfitto dai turchi ottomani
nella battaglia di Mohács, che segnò la fine
di un'Ungheria relativamente prospera e indipendente e diede
inizio a una serie di divisioni, dominazioni straniere e disperazione.
L'occupazione turca non migliorò le condizioni del
paese e la resistenza degli ungheresi obbligò i turchi
a ritirarsi nel 1699.
Questa espulsione non portò alla libertà e all'indipendenza,
ma all'annessione da parte dell'impero asburgico. Cominciò
così un periodo di assolutismo illuminato: l'Ungheria
fiorì economicamente e culturalmente, ma parallelamente
si rafforzarono i sentimenti nazionalistici.
Nel 1849, sotto la guida del ribelle Lajos Kossuth, l'Ungheria
dichiarò la propria indipendenza e la deposizione degli
Asburgo, i quali reagirono soffocando la rivoluzione e avviando
una serie di brutali rappresaglie. L'Ungheria fu nuovamente
annessa all'impero e l'assolutismo fu ripristinato. Tuttavia,
la resistenza passiva degli ungheresi e una serie di disastrose
sconfitte militari degli Asburgo portarono a un accordo tra
le due parti. La conseguenza di ciò fu il compromesso
del 1867, che sancì la nascita di una doppia monarchia
formata dall'impero austriaco e dal regno ungherese. Questa
'Età del Dualismo' coincise con una rinascita economica,
culturale e intellettuale in Ungheria, ma preoccupanti segnali
dimostravano che non tutto andava bene.
L'impero austro-ungarico entrò nella I guerra mondiale
come alleato della Germania - con risultati catastrofici -
e subito dopo la guerra fu sostituito con una repubblica.
Salirono allora al potere i comunisti ungheresi, ma furono
rovesciati 5 mesi dopo da truppe inviate dalla Romania. Nel
1920, gli Alleati modificarono i confini del paese con il
trattato del Trianon riducendone drasticamente le dimensioni.
L'Ungheria cercò l'aiuto dei governi fascisti tedesco
e italiano per riottenere i propri territori ma ancora una
volta si trovò dalla parte degli sconfitti nella II
guerra mondiale.
Nel 1947 delle elezioni manipolate portarono al potere i comunisti.
All'interno del partito cominciò una serie di aspri
scontri e purghe e processi pubblici di tipo stalinista divennero
la norma. La nazione fu ulteriormente dilaniata dalla rivolta
del 1956, una rivoluzione antisovietica che provocò
migliaia di morti. Dopo le rappresaglie - le peggiori nella
storia del paese - e il consolidamento del regime, János
Kádár cominciò un programma di comunismo
'goulash' (orientato ai consumatori). Le sue riforme funzionarono
e intorno alla metà degli anni '70 l'Ungheria era la
nazione più sviluppata, più liberale e ricca
della regione. Tuttavia, il continuo spettro della disoccupazione,
l'inflazione galoppante e l'aumento del debito pubblico portarono
alla deposizione di Kádár nel 1988.
Dopo aver accelerato la caduta del comunismo smantellando
le recinzioni lungo il confine con l'Austria, il paese è
divenuto nel 1989 Repubblica d'Ungheria, indicendo elezioni
libere - le prime dopo oltre 40 anni. Malgrado l'iniziale
successo nel frenare l'inflazione e nell'abbassare i tassi
di interesse, una serie di problemi economici ha rallentato
lo sviluppo. Nel 1998 l'Ungheria è stata colpita da
una ondata di omicidi e di attentati che la polizia ha collegato
alla criminalità organizzata. Una delle vittime è
stato un informatore della polizia, fatto saltare in aria
in pieno giorno con un'auto imbottita di esplosivo in un quartiere
turistico (l'esplosione ha ucciso anche tre passanti). Nel
1999 ci sono stati altri attentati, anch'essi collegati con
il crimine organizzato. Nell'aprile dello stesso anno, l'Ungheria
è entrata a far parte della NATO.
Il
primo ministro ungherese Peter Medgyessy, in carica da appena
un mese in seguito alle elezioni di aprile, nel giugno 2002
ha sfiorato la crisi di governo. Chiedendo la fiducia in parlamento,
ha ammesso le proprie responsabilità (limitatamente
all'attività nell'ambito del ministero delle finanze
tra il 1977 e il 1982) circa le accuse rivoltegli dalla stampa
e dall'opposizione di essere stato vent'anni orsono un agente
del controspionaggio per i servizi segreti dell'Ungheria comunista.
Nell'agosto 2002 a Budapest il Danubio ha avuto la maggior
piena degli ultimi cento anni e la città per poco ha
evitato le drammatiche inondazioni subite da Dresda e Praga.
L'Ungheria, insieme ad altri nove paesi (Polonia, Repubblica
Ceca, Slovenia, Repubblica slovacca, Lettonia, Estonia, Lituania,
Malta e Cipro) diventerà membro effettivo dell'Unione
Europea nel 2004.
Il premio Nobel per la letteratura è stato attribuito
all'ungherese Imre Kertesz. Nella motivazione l'Accademia
reale svedese evidenzia la capacità dello scrittore
settantatreenne di descrivere la «fragile esperienza
dell'individuo contro la barbara arbitarietà della
storia».
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