icettario
Gazi Marofur Rahman (Bangladesh)
Chowdhury Moinuddin (Bangladesh)
Antonino Stinga (Italia)
Magdalena Pawlak (Italia)
Matgorzta Pokora (Polonia)
Efisio Putzolu (Italia)
Erina Mechini
(Italia)
Wang Zheqiong (Cina)
Vanessa dos Santos Oliveira (Brasile)
Carlos Alberto Leonardi (Brasile)
Ardit Collaku (Albania)
Yacouba Ouedraogo (Burkina Faso)
Kasole Mukubagire Bienvenu (Congo)
Xu Ying (Cina)
Guo Jizhang (Cina)
Zahra Haud (Marrocco)
Mihaela Lita (Romania)
Hisenaj Bahtir (Kossovo)
Mina Sridi (Marrocco)
Saliha Belloumi (Algeria)
Magdalena Pazmino (Ecuador)
Perla Torres (Ecuador)
Javier Quinteros (Bolivia)
Jimmy Delgado (Perú)
Alicia Campos (Perú)
Pablo C. (Ecuador)
Roberto Jenny (Messico)

Una rana sulla pelle per l’Erisipela

Una malattia della pelle chiamata “erisipela”, si guarisce ancora adesso in maniera tradizionale, prendendo una rana viva e strofinando la sua pancia sulla pelle infetta.
Dopo alcuni minuti la rana muore e il malato è guarito!

Corteccia d’albero per le bruciature

Gli abitanti di un piccolo paese del Messico, chiamato Puebla, hanno scoperto una maniera di guarire le bruciature gravi.
Prendono la corteccia di un albero chiamato “tepezcohuite” e la polverizzano, poi la applicano sulla pelle bruciata. Per quindici giorni aggiungono questa polvere: la parte del corpo bruciata recupera quasi completamente il suo aspetto normale.
Per bruciature più piccole si usa comunemente un po’ di albume d’uovo per evitare che si formi la vescica.

Hila sp