|
Qual
è il rapporto tra educazione interculturale ed educazione anti-razzista?
Il lavoro
della pedagogia interculturale consiste nella riflessione su stereotipi
e pregiudizi.
Vi sono quindi
dei nessi evidenti. Se si può stabilire una differenza tra il contesto
europeo e quello nord-americano (differenza che potremmo anche dire storica)
in riferimento agli sviluppi della pedagogia anti-razzista degli anni
sessanta, questa va riscontrata nel fatto che negli Stati Uniti, la pedagogia
anti-razzista è più "militante", in quanto cerca
di rispondere a processi di discriminazione che sono in atto, per via
del razzismo di cui sono vittime alcuni gruppi. Riflettere su "Black
Athena" o sulle "Voelkerwanderungen" è senz'altro
meno immediato che fare un progetto di riflessione sui processi di discriminazione
attuati nei confronti degli immigrati o di alcune minoranze. La comprensione
del fenomeno del razzismo resta comunque un punto centrale dell'educazione
interculturale, in particolare oggi. Il razzismo ha una storia, un'origine
ed ha avuto una copertura politica nei regimi fascista e nazista che hanno
fatto del razzismo la loro ideologia ufficiale. Riflettere su questi temi
è particolarmente importante in un paese come l'Italia, incapace,
a detta dei grandi filosofi e studiosi europei, come per esempio Glucksmann,
di fare i conti con il fascismo. Questo permette anche di riflettere sul
rapporto tra sistemi educativi autoritari ed educazione alla democrazia.
Le grandi democrazie si proteggono dalle posizioni anti-democratiche -
appunto fasciste e razziste - anche con un sistema di leggi che puniscono
l'incitazione all'odio razziale.
Indietro
|