LA PROBLEMATICA DEI RAPPORTI SCUOLA-TERRITORIO A PARTIRE DALL'ENTE LOCALE
Giorgio Franchi e Tiziana Segantini
Enti locali
I nuovi compiti e funzioni delegati e/o trasferiti dallo Stato a Regioni, Province, Comuni, sono contenuti nel decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112: per quanto riguarda l'istruzione, negli articoli 138 e 139; per quanto riguarda la formazione professionale, negli articoli da 140 a 147.
Alle Regioni (articolo 138) sono delegate varie materie, tra le quali:
a) la programmazione dell'offerta formativa integrata tra istruzione e formazione professionale;
b) la programmazione regionale, nei limiti delle disponibilità di risorse umane e finanziarie, della rete scolastica, sulla base dei piani provinciali, assicurando il coordinamento con la programmazione di cui alla lettera a);
c) la suddivisione, sulla base anche delle proposte degli enti locali interessati, del territorio regionale in ambiti funzionali al miglioramento dell'offerta formativa.
Un aspetto significativo nel rapporto scuola-territorio è legato agli ambiti funzionali. Non più i tradizionali "bacini d'utenza", ma una suddivisione del territorio nella quale far interagire concretamente le varie politiche di sviluppo, l'efficacia e l'ottimizzazione dei vari servizi, l'offerta scolastica e formativa.
Per "ambito funzionale" si deve intendere un territorio caratterizzato da elementi di omogeneità ed entro il quale realizzare l'ottimizzazione di servizi, risorse, politiche di sviluppo. La sua individuazione può essere effettuata attraverso la sovrapposizione di diverse "mappe"
- la rete dei trasporti;
- le caratteristiche sociali e le "tradizioni" culturali;
- le caratteristiche economico-produttive (distretti industriali, bacini per l'impiego, specializzazioni produttive, etc.);
- l'organizzazione dei servizi (le Asl, i Servizi per l'impiego, etc.);
- le relazioni tra Enti locali;
- i flussi di pendolarismo (lavorativo, scolastico, etc.)
- la rete dell'offerta scolastico-formativa;
- l'organizzazione territoriale di enti, associazioni, etc. (le organizzazioni datoriali, le organizzazioni sindacali, etc).
Il decreto chiarisce alcuni fondamentali compiti di Province e Comuni. Vediamone i principali (articolo 139):
a) l'istituzione, l'aggregazione, la fusione e la soppressione di scuole in attuazione degli strumenti di programmazione;
b) la redazione dei piani di organizzazione della rete delle istituzioni scolastiche;
c) i servizi di supporto organizzativo del servizio di istruzione per gli alunni con handicap o in situazione di svantaggio;
d) il piano di utilizzazione degli edifici e di uso delle attrezzature, d'intesa con le istituzioni scolastiche" (dal comma 1).
Il secondo comma dell'articolo 139 attribuisce inoltre a Comuni e Province il potere di attivare iniziative, anche d'intesa con le istituzioni scolastiche, relative a:
a) educazione degli adulti;
b) interventi integrati di orientamento scolastico e professionale;
c) azioni tese a realizzare le pari opportunità di istruzione;
d) azioni di supporto tese a promuovere e sostenere la coerenza e la continuità in verticale e orizzontale tra i diversi gradi e ordini di scuola;
e) interventi perequativi;
f) interventi integrati di prevenzione della dispersione scolastica e di educazione alla salute" (dal comma 2).
In sintesi, le materie delegate e/o trasferite negli artt. 138 e 139 riguardano tre livelli.
- La programmazione territoriale, ovvero l'obiettivo di inserire l'offerta scolastica e formativa all'interno degli obiettivi di sviluppo del/i territorio/i.
- L'ottimizzazione delle risorse e in particolare l'integrazione tra scuola e formazione professionale.
- Il coordinamento di svariate azioni, strategiche per il successo formativo e per l'efficacia della formazione.
LEGENDA PER LA CONSULTAZIONE
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BDP - Formazione per le funzioni obiettivo, anno scolastico 2000/ 2001