Partiamo dagli
Irrsae. Essi sono trasformati in Istituti
regionali di ricerca educativa (Irre). "Tali istituti" - recita
l'articolo 76 - "sono enti strumentali, con personalità giuridica,
dell'amministrazione della pubblica istruzione che, nel quadro degli interventi
programmati dagli uffici scolastici di ambito regionale e delle iniziative
di innovazione degli ordinamenti scolastici, svolgono funzioni di supporto
agli uffici dell'amministrazione, anche di livello subregionale, alle istituzioni
scolastiche, alle loro reti e consorzi, ai sensi dell'articolo 21, comma 10,
della legge 15 marzo 1997, n.59. Gli Irre operano in coordinamento e collaborazione
con l'Istituto nazionale di documentazione per l'innovazione e la ricerca
educativa, l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell'istruzione,
le università e con le altre agenzie educative."
Per quanto riguarda il Cede
esso è trasformato in "Istituto nazionale per la valutazione del
sistema di istruzione". I suoi compiti sono elencati nel comma 3 dell'art.
1 del D.lgs. 258/99. L'Istituto, in particolare "valuta l'efficienza
e l'efficacia del sistema di istruzione nel suo complesso ed analiticamente,
ove opportuno anche per singola istituzione scolastica, inquadrando la valutazione
nazionale nel contesto internazionale; studia le cause dell'insuccesso e della
dispersione scolastica con riferimento al contesto sociale ed alle tipologie
dell'offerta formativa; conduce attività di valutazione sulla soddisfazione
dell'utenza; fornisce supporto e assistenza tecnica all'amministrazione per
la realizzazione di autonome iniziative di valutazione e supporto alle singole
istituzioni scolastiche anche mediante la predisposizione di archivi informatici
liberamente consultabili; valuta gli effetti degli esiti applicativi delle
iniziative legislative che riguardano la scuola; valuta gli esiti dei progetti
e delle iniziative di innovazione promossi in ambito nazionale; assicura la
partecipazione italiana a progetti di ricerca internazionale in campo valutativo
e nei settori connessi dell'innovazione organizzativa e didattica.
All'Istituto sono altresì trasferiti, con le inerenti risorse, i compiti
svolti dall'Osservatorio sulla dispersione scolastica, che e' contestualmente
soppresso."
Sempre al fine di supportare l'autonomia, la Bdp
è trasformata in "Istituto nazionale di documentazione per l'innovazione
e la ricerca educativa". Più in particolare, l'istituto "in
collegamento con gli istituti regionali di ricerca, sperimentazione e aggiornamento
educativi, cura lo sviluppo di un sistema di documentazione finalizzato alle
esperienze di ricerca e innovazione didattica e pedagogica in ambito nazionale
e internazionale oltre che alla creazione di servizi e materiali a sostegno
dell'attività' didattica e del processo di autonomia; rileva i bisogni
formativi con riferimento ai risultati della ricerca; sostiene le strategie
di ricerca e formazione riferite allo sviluppo dei sistemi tecnologici e documentari
ed elabora e realizza coerenti progetti nazionali di ricerca coordinandosi
con le università e con gli organismi formativi nazionali e internazionali,
curando la diffusione dei relativi risultati; collabora con il Ministero della
pubblica istruzione per la gestione dei programmi e dei progetti della Unione
europea.
L'Istituto cura lo sviluppo delle attività di raccolta, elaborazione,
valorizzazione e diffusione dell'informazione e di produzione della documentazione
a sostegno dell'innovazione didattica e dell'autonomia; sostiene lo sviluppo
e la diffusione delle tecnologie dell'informazione, della documentazione e
della comunicazione nelle scuole; cura la valorizzazione del patrimonio bibliografico
e documentario già appartenente alla biblioteca pedagogica nazionale
e lo sviluppo di un settore bibliotecario interno funzionale alla creazione
di banche dati."