BELLADONNA
Belladonna atropa
(fam. Solanaceae)


Caratteristiche

150 cm., perenne; pianta erbacea; spessa radice polposa; robusto gambe annuale ramificato; foglie verde scuro, a coppie ineguali; fiori solitari rosso marrone opaco, visibili in giugno-agosto; bacche verdi, poi rosse e infine lucide e nere, grandi come ciliegie.

Habitat

cresce qua e là, nei boschi e luoghi ombrosi.

Parti velenose

tutte.

Componenti velenosi

alcaioidi che sopportano essiccazione e bollitura.

Effetti velenosi

fatali, specialmente nell'uomo. I sintomi principali sono pelle secca arrossata, pupille dilatate, bocca asciutta, grande eccitazione e delirio. La morte proviene da deficienza respiratoria. I bambini sono particolarmente tentati dalle bacche: solitamente ne occorrono 20-30 per provocare la morte ma può bastare solo mezza bacca. Tutte le parti, però, sono pericolose per l'uomo, in particolare le radici e i semi; il pericolo aumenta con la vecchiaia della pianta. Il bestiame. acquista tolleranza e l'avvelenamento è raro anche quando la pianta cresce in abbondanza. I conigli possono mangiare la pianta impunemente e perciò se ne controllava la diffusione prima che la mixomatosi ne riducesse il numero. Sembra che la carne dei conigli che si nutrivano di belladonna fosse tossica per i consumatori.

Usi tradizionali

la pianta è stata usata per il veleno fin dai tempi antichi. E' ancora usata in campo medicinale come impiastro, linimento e pomata per uso esterno, e come antispasmodico per uso interno.