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LE TENDENZE DELLA RICERCA EDUCATIVA IN EUROPA A CONFRONTO CON LA SITUAZIONE ITALIANA: GLI ESITI DEL CONVEGNO ANNUALE EERA

Silvia Panzavolta, Dipartimento comunicazione

Dal 22 al 25 settembre, presso l’Università di Retymno, a Creta, si è svolto il convegno annuale dell’EERA (European Educational Research Association), a cui hanno partecipato circa un migliaio di persone, con un numero molto alto di relazioni su ricerche educative svolte, 556. I partecipanti appartengono ad associazioni di ricercatori o a centri di ricerca e molte delle ricerche sono state condotte applicando il metodo comparativo (anche perché alcune sono state svolte in partnerariato).
Indire partecipava all’evento in quanto parte della rete PERINE (Pedagogical and Educational Research Information Network for Europe), anch’essa relatrice in merito al questionario svolto nel periodo aprile-giugno 2004, sull’uso di Internet da parte dei ricercatori di scienze dell’educazione.

Metodo di analisi
Il metodo utilizzato potrebbe essere definito “analitico visuo-thesaurale”. Gli strumenti utilizzati sono il Thesaurus Europeo dell’Educazione (TEE), per l’indicizzazione semantica e le mappe concettuali per la rappresentazione immediata, grafica delle relazioni gerarchiche e semantiche. Nel caso in cui i descrittori (ossia i concetti) non fossero stati presenti nel thesaurus, si è provveduto all’introduzione di nuovi descrittori (per esempio, ‘metacognizione’ o ‘competenza’), anche tenendo conto dei descrittori proposti nei database bibliografici di Indire. Si è proceduto, dunque, ad un lavoro di analisi concettuale delle tematiche oggetto del convegno attraverso una prima indicizzazione delle relazioni presentate. Successivamente, è stato operata un’ulteriore rielaborazione e un accorpamento dei descrittori ottenuti (tot. 701), seguendo un approccio induttivo, per cui le aree non erano predeterminate o preesistenti ma costruite funzionalmente ai trend emersi.
Nelle mappe concettuali, le relazioni espresse graficamente da frecce e da alberature sono talvolta derivate dal TEE, talvolta inserite in virtù di legami associativi. Tali strumenti, così utilizzati, costituiscono un modo alternativo per l’analisi qualitativa e di tendenza di un determinato settore, in questo caso della ricerca educativa in Europa facente capo alla rete dell’EERA (www.eera.ac.uk).
Le aree concettuali risultanti da tale analisi sono 22 (figura 1.0). Di seguito, in tabella, vengono riportati i dati generali: la prima colonna elenca le aree, la seconda mostra il numero di ricorrenze dei descrittori relativi all’area e la terza il dato percentuale.
AREA CONCETTUALE Perc. %
formazione professionale / lifelong learning 9,3%
educazione a distanza / nuove tecnologie 8,3%
insegnamento 7,8%
educazione alla cittadinanza 7,7%
cultura 7,4%
psicologia dell'educazione 6,6%
valutazione 6,4%
politica educativa e sociale 5,3%
alunno / studente 5,3%
professione docente 4,3%
contenuti dell'educazione 4,1%
apprendimento 4,0%
sistema educativo 3,7%
ricercatore e ricerca educativa 3,7%
handicap 3,7%
filosofia dell'educazione 3,6%
relazioni interpersonali e interazioni 2,1%
curricolo 1,9%
sociologia dell'educazione 1,6%
processo cognitivo 1,6%
scienze dell'educazione 0,9%
qualità dell'istruzione 0,9%

Grafico delle 22 aree concettuali ottenute attraverso l’approccio analitico visuo-thesaurale

1.0 I TOP TEN della ricerca educativa in Europa
1) La formazione professionale e il lifelong learning

Uno dei temi maggiormente affrontati (9,3%) è il legame tra formazione professionale, formazione continua e apprendimento in ambiente di lavoro. Come si può osservare in figura 1.1., l’accento della ricerca è sull’apprendimento informale e non formale, e sul legame, sempre più forte e intrecciato, tra lavoro e formazione, sia per quanto riguarda la formazione iniziale di un soggetto (apprendistato, alternanza scuola-lavoro ecc.), sia l’in-service training. Vengono affrontati temi molto attuali, come il knowledge management, il mentoring (il tutoraggio in ambito lavorativo), la motivazione e la crescita professionale come drive nella cultura e nel clima dell’azienda o dell’organizzazione.
Mappa concettuale dell’area ‘Formazione professionale / lifelong-learning’
2) L’educazione a distanza e le nuove tecnologie
Con l’8,3% delle ricorrenze, l’area concettuale dedicata all’e-learning e alla tecnologia dell’istruzione occupa il secondo posto in classifica. Il focus (cfr. figura 1.2) è sull’impatto che l’e-learning e le nuove tecnologie hanno sia sull’insegnamento / apprendimento (a vari livelli scolastico, come ad esempio la scuola primaria o superiore), sia sullo sviluppo sociale, sia sulla rappresentazione della conoscenza. Interessante notare che il concetto ‘comunità di pratica’, con 10 relazioni presentate sull’argomento, è molto indagato, portando in primo piano questa nuova realtà, prevalentemente spontanea.
Mappa concettuale dell’area ‘Educazione a distanza / nuove tecnologie’ 3) Insegnamento
L’area concettuale dell’insegnamento, tematica più tradizionale rispetto alle due precedenti, è il focus principale del 7.8% delle ricerche presentate. La pratica di insegnamento è molto discussa (figura 1.3), evidenziando un’attenzione maggiore alla prassi e alla pragmatica piuttosto che alla teoria dell’educazione, che, se discussa, viene comunque legata ad esempi concreti e calati nella realtà. Addirittura, una parte della discussione è legata agli indicatori di qualità in merito a tale pratica. I metodi che vengono maggiormente discussi sono il metodo attivo e la peer education, prospettando dunque un’adesione al modello costruttivista e vygotskijano.
Mappa concettuale dell’area ‘Insegnamento’
4) Cittadinanza e educazione
L’area concettuale sull’educazione alla cittadinanza (7,7%) è uno dei temi di discussione emergenti, sia in Italia sia in Europa. Il tema dei diritti, collegati al processo di globalizzazione, viene affrontato in relazione al rispetto dei diritti della persona. Globalizzazione, pare suggerire il trend qui rilevato, non significa creare un mercato globale, ma un terreno di reciproco scambio sociale, culturale e anche economico, nel rispetto dei diritti della persona, in particolare delle fasce a rischio, per esempio i bambini (figura 1.4).
Mappa concettuale dell’area ‘Educazione alla cittadinanza’
5) Cultura
Le tematiche legate alla cultura e alle azioni di integrazione culturale (figura 1.5) sono anch’esse ampiamente rappresentate (7.4%). Il tema dell’identità culturale dell’alunno straniero è il più indagato, con 12 relazioni presentate in merito. L’educazione e l’integrazione culturale sono obiettivi fondamentali per realizzare una cultura di pace e una scuola di qualità. Molto analizzato anche il tema dell’apprendimento in un contesto multiculturale, dove il pluralismo culturale fa la parte del leone, con ben 26 relazioni presentate.
Mappa concettuale dell’area ‘Cultura’
6) Psicologia dell’educazione
Al sesto posto troviamo psicologia dell’educazione (6,6%), con un accento importante sull’affettività, la comunicazione e la motivazione. Un’interessante trend della ricerca nel campo è mirato alla rilevazione della devianza (tossicomania, bullismo, delinquenza giovanile), con 10 relazioni presentate. Vengono anche indagate le competenze sociali, ossia le coping skills, che consentono di reagire in modo positivo allo stress, al conflitto e all’insuccesso scolastico (figura 1.6).
Mappa concettuale dell’area ‘Psicologia dell’educazione’
7) Valutazione
L’area concettuale di valutazione (6,4%) offre spunti interessanti (figura 1.7). Infatti, si rileva un’altissima percentuale di rapporti di ricerca sul tema della valutazione delle competenze (24), una delle tematiche maggiormente discusse anche in Italia. Inoltre, la valutazione appare un processo sempre più connesso, da una parte con il rendimento scolastico, dall’altra con un processo sempre più interattivo e partecipativo da parte dell’allievo che è attore attivo e “giudice” di se stesso. Una parte minore, ma significativa, di relazioni (4) verte sulla valutazione formativa, una modalità nuova di valutare l’attuazione di un intervento e i suoi effetti sui vari partecipanti, in funzione del miglioramento dell’intervento in futuro.
Mappa concettuale dell’area ‘Valutazione’
8) Politica educativa e sociale
La politica educativa e sociale si colloca soltanto al 7° posto, con il 5,3% delle ricorrenze. Ricorrono i temi dell’integrazione scolastica e sociale (13), delle pari opportunità o della prevenzione dell’abbandono scolastico (figura 1.8). Interessante notare che la ricerca s’interroga su di un modello di sviluppo sostenibile, in grado di consentire una crescita che non sia solo per i pochi e che abbia una prospettiva sempre più sistemica, cioè prenda in considerazione i vari sistemi (micro e macro a livello bio-psico-sociale) e le relative intersezioni.
Mappa concettuale dell’area ‘Politica educativa / sociale’
9) Alunno / Studente
Un focus di ricerca piuttosto consistente (5,3%) riguarda l’attore principale dell’educazione, il discente. Oggigiorno, mentre si estende l’area dell’apprendimento, dal formale, all’informale e al non formale, il discente risulta sempre più al centro del dibattito (figura 1.9), in particolare per quanto riguarda gli alunni in difficoltà o problematici (18 rapporti di ricerca). Il trend sembra indicare una maggiore attenzione al recupero, al supporto e alla stimolazione degli alunni più “deboli”, con l’intento di rafforzarne identità, la motivazione e l’autostima. Una delle metodologie utilizzate è il lavoro collaborativo.
Mappa concettuale dell’area ‘Alunno / studente’
10) Professione docente
L’ultimo trend registrato tra i TOP TEN della ricerca educativa europea è la professione docente (figura 1.10). La professionalità docente è al centro di un acceso dibattito riguardante sia il profilo professionale sia le competenze, sia la connessione con processi di osservazione / riflessione sul proprio operato (documentazione educativa), sia il rapporto tra insegnamento e ricerca educativa (ricerca-azione). Un altro trend riguarda l’accento sulla dimensione narrativa – o descrittivo-documentale – delle proprie pratiche educative. Il tema della narrazione ricorre in ben 8 relazioni, evidenziando l’importanza di un clima comunicativo e collaborativo come qualificante per la didattica.
Mappa concettuale dell’area ‘Professione docente’

2.0 Le 5 “cenerentole” della ricerca educativa in Europa
Le tematiche rappresentate in misura minore vengono qui riportate e commentate in quanto la loro marginalità costituisce un dato interessante.
All’ultimo posto troviamo l’area delle scienze dell’educazione (figura 2.1), con appena lo 0,9%. Come rilevato sopra al punto 3 (§ 1.0), l’accento è piuttosto sulla pratica d’insegnamento. Anche a livello teorico, la teoria dell’educazione più indagata è il costruttivismo. Con la stessa percentuale (0,9%), troviamo l’area della qualità dell’istruzione (figura 2.1) con un debole accento sul tema della standardizzazione e del controllo di qualità (4). Probabilmente, questa area di studio è ancora marginale, incontrando resistenze e controversie, anche per la difficoltà riscontrate. Infatti, appare difficile isolare delle variabili (soprattutto nella ricerca sociale) che possano essere ritenute determinanti per la qualità dell’educazione.
Scienze dell'educazione
Qualità dell'istruzione
Sempre a pari merito, al penultimo posto in classifica con una percentuale dell’1,6%, troviamo la ricerca in sociologia dell’educazione, che raccoglie contributi soprattutto sugli studi di genere (3), sulla famiglia (2) o sulle fonti di informazione, e quella sul processo cognitivo (figura 2.2). Per quanto riguarda la prima area, il trend registrato appare piuttosto comprensibile, in quanto il taglio sociologico è piuttosto marginale e afferente all’area corrispondente (sociologia).
Sorprendente è, invece, la minore attenzione ai processi cognitivi, segnale di una progressivo allontanamento dal modello strettamente cognitivista. In tal senso va interpreta una cospicua presenza di relazioni sull’intelligenza emotiva (4), trascurata dalla corrente piagetiana. Interessante l’apporto della ricerca sulla metacognizione (3) e il pensiero critico, debole e divergente.
Sociologia dell'educazione
Processo cognitivo
L’area concettuale relativa al curricolo (figura 2.3) registra una frequentazione un po’ più alta rispetto alle altre, anche se modesta (1,9%). Il dato è spiegabile tenendo conto della discussione sul curricolo a livello nazionale. Ovviamente, in quei paesi in cui c’è un progetto o un processo di riforma della scuola (come in Italia), il dibattito sul curricolo sarà più articolato.
Curricolo

3.0 CONFRONTO TRA I TREND IN BIBL E IN EUROPA
Operando un confronto con le tematiche affrontate in BIBL, di cui si sono considerati gli anni 2002 e 2003 (periodo di riferimento delle ricerche presentate alla Conferenza), si osservano alcuni trend interessanti:
CONVERGENZE

  • la valutazione è una delle tematiche maggiormente affrontate, con il 7,19% (2002), il 5,56% (2003) e il 6,4% in EERA;
  • la qualità dell’istruzione è ugualmente poco indagato sia dalla rete EERA (0.9%), sia in BIBL, e maggiormente nel 2003 (2,0%);
  • la politica educativa è abbastanza rappresentata in entrambi i contesti: EERA (5,3%), BIBL (6,3% nel 2003 e 7,0% nel 2002 raggruppando ‘politica educativa’ e ‘pari opportunità’);
  • l’area dell’insegnamento è in vetta in entrambi i contesti: l’EERA registra il 12,1% (ottenuto accorpando insegnamento e professione docente) mentre BIBL registra una media del 29,6% nei due anni;
  • l’area dell’handicap e dell’educazione speciale è abbastanza paritario con BIBL che registra il 4,6% nel 2002 e il 6,2% nel 2003, mentre l’EERA il 3,7%;
DIVERGENZE
  • il tema della riforma dell’istruzione o del curricolo è molto più frequentata in BIBL (7,3% nel 2002 e 8,9% nel 2003) che in EERA (1,9%);
  • il tema dell’innovazione educativa / tecnologie dell’istruzione è molto più presente in EERA (8,3%) e rispetto a BIBL (4,02% nel 2002 e 3,42% nel 2003);


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